Autore: Rino

CONTRO PADRON LAZZARO, UNA SENTENZA ESEMPLARE

26 dicembre 2021

Cari amici e compagni,

in allegato trasmettiamo la sentenza contro i Lazzaro, pubblicata il 22 dicembre 2021, insieme al comunicato del Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia che vi invitiamo a leggere e a diffondere

CONTRO PADRON LAZZARO, UNA SENTENZA ESEMPLARE

Il 22 dicembre 2021, il Tribunale civile di Alessandria, come già in precedenza la Procura della Repubblica, ha rigettato la pretesa dei Lazzaro, padre e figlio, di un risarcimento danni di oltre 1.500.000 di euro a carico di una trentina di lavoratori, sindacalisti e solidali, che nel 2012 si sono ribellati allo schiavismo di questi padroni, costretti a lavorare fino a 13 ore al giorno nei campi a raccogliere ortaggi, senza essere pagati per dei mesi; dopo aver proclamato uno sciopero ad oltranza, hanno allestito un presidio di tende ai bordi della statale, durato tre mesi, hanno avviato un boicottaggio dei supermercati Bennet, acquirenti dai Lazzaro, si sono opposti al crumiraggio nei campi, in questo sostenuti da decine di cittadini e solidali.

Da quella straordinaria lotta di dieci anni fa, è nato il Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia, realtà autogestita, composta da braccianti e solidali, che oggi organizza lotte e vertenze sul territorio.

Le motivazioni di questa vertenza sono molto buone. Infatti, oltre a non ritenere non dimostrati i danni lamentati dai Lazzaro, ciò che più rileva, è il riconoscimento della liceità delle manifestazioni di protesta attuate dal Presidio che, sempre secondo la magistratura, rientrano nel legittimo esercizio del diritto di sciopero, e, pertanto, non solo non sono sanzionabili, ma vanno tutelate, nel rispetto dei principi stabiliti dalla Costituzione. La sentenza, tra l’altro, prevede anche la condanna dei Lazzaro a rifondere, a favore degli avvocati della difesa, le spese processuali e di lite per la somma di 30.000 euro.

Ma quella dei Lazzaro resta ancora una vicenda aperta.  Nonostante abbia, in precedenza patteggiato una condanna ad 1 anno e 8 mesi per sfruttamento della manodopera, mancano ancora all’appello i 400.000 euro che i Lazzaro devono pagare ai lavoratori per salari arretrati, a seguito della sentenza del Tribunale di Torino, sentenza passata in giudicato.

400.000 euro ai quali non intendiamo rinunciare, nonostante strategie e furbizie messe in campo dai Lazzaro e dai loro sodali.

Noi ci siamo e ci saremo sempre! Chi tocca uno, tocca tutti!

CASSA DI RESISTENZA: chi intende devolvere un contributo per le lotte dei lavoratori delle campagne, può farlo attraverso la nostra Cassa di Resistenza, sul conto postapay (4023 6010 0092 2674), intestato ad Antonio Olivieri (Codice Fiscale: LVRNTN49M22H694A). 

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Festeggiamenti per il matrimonio dei compagni Mario e Claudia

24 dicembre 2021

Grande clima di convivialità e fratellanza tra i Circoli di Rifondazione Comunista di Mortara e quello di Vigevano, l’occasione è stata la festa di matrimonio di un nostro compagno con la sua compagna alla Cooperativa Portalupi della Sforzesca, tra un salatino e un bicchiere di vino si è anche parlato di iniziative politiche da portare avanti insieme.
Grandi compagni, avanti tutti insieme nelle nostre lotte!

Circoli di Vigevano e Mortara del Partito della Rifondazione Comunista

SU GAS CINGOLANI IMBROGLIA. GOVERNO BLOCCHI AUMENTO BOLLETTE

22 dicembre 2021

MAURIZIO ACERBO

Il ministro della finzione ecologica Cingolani imbroglia per rilanciare progetti della lobby del gas. Non è vero che aumentando la produzione in Italia diminuiranno le bollette.

A beneficiare di nuove estrazioni sarebbero solo le società petrolifere e del gas.

Il ministro dovrebbe sapere che sciagurate leggi italiane prevedono che dopo aver pagato una bassissima royalty al momento dell’estrazione, il gas diventi di esclusiva proprietà delle aziende che ce lo rivendono a prezzo del mercato internazionale.

L’Italia non ha gli immensi giacimenti della Russia e l’aumento delle estrazioni non avrebbe alcuna incidenza sui prezzi internazionali.

Il problema dell’esplosione delle bollette nasce dal fatto che negli anni ’90 l’Italia e l’Unione Europea hanno deciso di liberalizzare il mercato energetico e di eliminare i poteri regolativi degli stati.

L’aumento delle bollette è uno dei tanti fallimenti delle controriforme neoliberiste volute dal centrosinistra e dal centrodestra a cui solo noi di Rifondazione Comunista ci opponemmo.

Il governo blocchi l’aumento delle bollette con una legge come quella che ha fatto il nostro compagno ministro comunista Alberto Garzon in Spagna facendo pagare alle società energetiche le fluttuazioni del mercato.

Il ministro dovrebbe impegnarsi nella riduzione delle emissioni climalteranti invece di raccontar balle.

Ma Beppe Grillo ha chiesto scusa per averci rifilato questo ministro?

#NoTriv

#clima

Basta con i fascisti

21 dicembre 2021

L’esibizione del ritratto del criminale nazista Leon Degrelle nel municipio di Ferrera Erbognone ad opera del segretario comunale Mariano Cingolani è un fatto gravissimo e costituisce un chiaro reato di apologia del nazismo.

Intanto ci chiediamo: il Sindaco di Ferrera Erbognone non ha mai visto questo ritratto?

La cosa ci sembra, ovviamente, del tutto impossibile.

Allora: o il Sindaco di Ferrera Erbognone è talmente ignorante che non si rende conto della gravità del fatto (ma Leon Degrelle è ritratto in divisa nazista, per cui non si può non accorgersene), oppure il Sindaco condivide questa squallida posizione.

Ma come: il Sindaco, secondo la legge, per entrare in carica, deve giurare sulla Costituzione Repubblicana e lascia che in un ufficio del municipio spicchi il ritratto di un criminale nazista?

Chiediamo le dimissioni sia del segretario comunale che del Sindaco di Ferrera Erbognone.

Proponiamo alle forze antifasciste di concordare l’organizzazione di un presidio davanti al municipio di Ferrera.

ORA E SEMPRE RESISTENZA.

Piero Rusconi
Segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista
 Fed. di Pavia

Giuseppe Abbà
Consigliere comunale di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista.

A proposito di logistiche e territorio

20 dicembre 2021

Il territorio della nostra provincia è sempre più soggetto ad attacchi e devastazioni di ogni tipo.

Abbiamo l’utilizzo e spargimento più alto d’Italia di fanghi in agricoltura, impianti d’incenerimento, impianti di stoccaggio d’amianto, la più grande raffineria d’Europa, incendi più o meno dolosi di depositi di spazzatura, siamo praticamente diventati una discarica per tutto il nord.

A tutto questo si aggiunge una continua costruzione d’impianti di logistiche che hanno un impatto ambientale devastante.

Le logistiche distruggono terreno agricolo, devastano i paesaggi, provocano un enorme aumento del traffico e quindi dell’inquinamento e quindi creano problemi di salute ai cittadini.

Tutto questo avviene perché le nostre amministrazioni locali, dai comuni, alla provincia e dalla stessa regione Lombardia non hanno la volontà politica di opporsi ai potentati economici che si vogliono insediare da noi.

In nome del mercato gli si lascia mano libera su tutto, senza che nessuno dica nulla.

Gli enti locali non devono assecondare supinamente il volere dei potenti, devono imporre loro condizione ben precisa, a partire dall’utilizzo delle enormi aree dismesse che sono moltissime in provincia.

Gli enti locali dovrebbero svolgere un ruolo di programmazione per favorire un’agricoltura di qualità, un turismo compatibile con l’ambiente un’economia della conoscenza e della ricerca, un’industria tecnologicamente d’avanguardia, invece si favoriscono gli insediamenti più schifosi che altri territori non vogliono.

Per questi motivi Rifondazione Comunista è a fianco dei cittadini pavesi che in questi giorni si sono mobilitati contro l’insediamento di nuove logistiche.

Piero Rusconi

Rifondazione Comunista Federazione di Pavia

Protesta di cittadini pavesi.

VIVA CILE! BORIC PRESIDENTE

VIVA CILE!
#BoricPresidente
Sconfitto il candidato pinochetista che piaceva a Trump e Salvini.
Il popolo di Salvador Allende si riprende i viali della libertà.
Adelante compañer@s! ❤️✊
Ci vuole proprio El pueblo unido https://youtu.be/Cuzl_QTBlWI
#AllendeVive
“Abbiamo vinto, continuiamo e sarà bellissimo 🌳
Ora combattiamo per la dignità del popolo!”
Partido Comunista de Chile 

ELEZIONI PROVINCIALI: NO AL FURTO DI DEMOCRAZIA

ELEZIONI PROVINCE ED AREE METROPOLITANE: LA BATTAGLIA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA CONTRO IL FURTO DI DEMOCRAZIA E PER REINTRODURRE IL SUFFRAGIO UNIVERSALE

In questi giorni sono convocate le elezioni di secondo grado (votano solo i consiglieri comunali) di molte città metropolitane e province, dopo il rinvio del governo deciso nel marzo scorso a sessanta giorni dopo il turno amministrativo.

IL PRC-SE SI BATTE DALL’INIZIO CONTRO LE ELEZIONI PROVINCIALI E METROPOLITANE TRUFFA, PER LA REINTRODUZIONE DEL SUFFRAGIO UNIVERSALE E PER L’IMMEDIATA ABROGAZIONE della LEGGE DEL RIO.

Vogliamo qui richiamare in maniera sintetica, il nostro giudizio assolutamente negativo su questa legge (legge 56/2014) che ha finto demagogicamente di abolire le Province in nome dei costi impropri della politica – che noi realmente combattiamo – limitandosi invece ad abolire solo la democrazia dell’elezione popolare dei consigli , determinando un grave vuoto istituzionale rispetto alle funzioni precedentemente esercitate da questi enti territoriali di area vasta (scuola, strade, urbanistica, tutela dell’ ambiente e del territorio ecc.).

Vuoti che, abbinati ai tagli dei trasferimenti, si sono drammaticamente evidenziati, anche nella cronaca giornalistica (ricordiamo ad es. la strage di Rigopiano), rispetto all’assenza dell’operatività di funzioni in campo di manutenzione stradale, piani neve, rete scolastica ecc. e rispetto al destino del personale, ancora incerto e precario.

Peraltro una delle ulteriori conseguenze positive della vittoria del NO al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, fortemente voluto da Renzi, è il fatto che NON E’ PASSATA L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE COME ORGANO COSTITUZIONALE ED ISTITUZIONALE DELLO STATO; il che ha ulteriormente evidenziato il carattere truffaldino della legge Del Rio (legge 7 aprile 2014 n. 56) di finta abolizione delle Province, ma in realtà di semplice abolizione del voto popolare.

Incomprensibile è stato che numerose sentenze della Suprema Corte, anche dopo della vittoria del NO nel 2016, abbiano confermato il carattere transitorio di questa legge, non dichiarandola incostituzionale fino all’approvazione di una nuova normativa.

Nuova normativa in fase di discussione, pur lentissima, nelle commissioni parlamentari, fino alla definizione di un tavolo tecnico con la partecipazione dell’ UPI, Unione Province d’Italia.

Riteniamo, pertanto opportuno, sulla base del nostro giudizio come PRC-SE sulla vigente normativa antidemocratica sulle Province e le Città Metropolitane, muoverci in due direzioni:

  1. Non partecipare alle elezioni provinciali visto che è previsto, un ulteriore sbarramento antidemocratico con un numero di firme per presentare una lista pari al 5% dei consiglieri comunali aventi diritto al voto.

2. RILANCIARE BATTAGLIA PER L’ABROGAZIONE DELLA LEGGE DEL RIO, partendo anche dal dibattito parlamentare in corso, pur lentamente, impegnandosi come PRC SE a presentare al più presto possibile una nostra proposta di legge in materia.

MAURIZIO ACERBO segretario nazionale PRC SE

RAFFAELE TECCE segreteria nazionale PRC SE, responsabile ENTI LOCALI

RIFONDAZIONE: SCIOPERO RIUSCITO NONOSTANTE PD E DESTRA

17 dicembre 2021

Lo sciopero generale è riuscito nonostante il boicottaggio del PD che si è unito alla destra nel coro antisindacale.

Tantissime/i lavoratrici e i lavoratori hanno riempito e reso bellissime le piazze esprimendo la voglia di continuare a lottare contro governo e padroni in difesa dei diritti di tutte e tutti.

Le bandiere di Rifondazione Comunista oggi erano in tutte le piazze al fianco di quelle di Cgil e Uil. Non ne abbiamo vista neanche una del Pd. D’altronde dal 2011 il PD è stato quasi ininterrottamente al governo e ha votato solo misure contro lavoratrici e lavoratori, dai tagli alla sanità al Jobs Act, dall’abolizione dell’articolo 18 alla legge Fornero. Le vere agorà democratiche sono le piazze di oggi non le caricature del Grande Fratello che fa il PD.

Le ragioni dello sciopero sono incomprensibili solo per chi fa finta di non capirle.

Vergognoso poi l’attacco allo sciopero di Salvini che aveva promesso di abolire la legge Fornero e ora si rimangia tutto.

Oggi in piazza c’era la classe lavoratrice contro la casta al servizio della finanza e delle grandi imprese.

E’ molto positivo che Landini e Bombardieri abbiano annunciato che questo sciopero rappresenta solo l’inizio della mobilitazione.

E’ ora di finirla con la precarietà del lavoro, la legge Fornero, le privatizzazioni e l’ingiustizia fiscale.

Come Rifondazione Comunista, oggi più che mai, sentiamo la necessità e il dovere di lavorare per la costruzione di una proposta politica a sinistra che ridia finalmente rappresentanza al mondo del lavoro.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea