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ELEZIONI PROVINCIALI: NO AL FURTO DI DEMOCRAZIA

ELEZIONI PROVINCE ED AREE METROPOLITANE: LA BATTAGLIA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA CONTRO IL FURTO DI DEMOCRAZIA E PER REINTRODURRE IL SUFFRAGIO UNIVERSALE

In questi giorni sono convocate le elezioni di secondo grado (votano solo i consiglieri comunali) di molte città metropolitane e province, dopo il rinvio del governo deciso nel marzo scorso a sessanta giorni dopo il turno amministrativo.

IL PRC-SE SI BATTE DALL’INIZIO CONTRO LE ELEZIONI PROVINCIALI E METROPOLITANE TRUFFA, PER LA REINTRODUZIONE DEL SUFFRAGIO UNIVERSALE E PER L’IMMEDIATA ABROGAZIONE della LEGGE DEL RIO.

Vogliamo qui richiamare in maniera sintetica, il nostro giudizio assolutamente negativo su questa legge (legge 56/2014) che ha finto demagogicamente di abolire le Province in nome dei costi impropri della politica – che noi realmente combattiamo – limitandosi invece ad abolire solo la democrazia dell’elezione popolare dei consigli , determinando un grave vuoto istituzionale rispetto alle funzioni precedentemente esercitate da questi enti territoriali di area vasta (scuola, strade, urbanistica, tutela dell’ ambiente e del territorio ecc.).

Vuoti che, abbinati ai tagli dei trasferimenti, si sono drammaticamente evidenziati, anche nella cronaca giornalistica (ricordiamo ad es. la strage di Rigopiano), rispetto all’assenza dell’operatività di funzioni in campo di manutenzione stradale, piani neve, rete scolastica ecc. e rispetto al destino del personale, ancora incerto e precario.

Peraltro una delle ulteriori conseguenze positive della vittoria del NO al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, fortemente voluto da Renzi, è il fatto che NON E’ PASSATA L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE COME ORGANO COSTITUZIONALE ED ISTITUZIONALE DELLO STATO; il che ha ulteriormente evidenziato il carattere truffaldino della legge Del Rio (legge 7 aprile 2014 n. 56) di finta abolizione delle Province, ma in realtà di semplice abolizione del voto popolare.

Incomprensibile è stato che numerose sentenze della Suprema Corte, anche dopo della vittoria del NO nel 2016, abbiano confermato il carattere transitorio di questa legge, non dichiarandola incostituzionale fino all’approvazione di una nuova normativa.

Nuova normativa in fase di discussione, pur lentissima, nelle commissioni parlamentari, fino alla definizione di un tavolo tecnico con la partecipazione dell’ UPI, Unione Province d’Italia.

Riteniamo, pertanto opportuno, sulla base del nostro giudizio come PRC-SE sulla vigente normativa antidemocratica sulle Province e le Città Metropolitane, muoverci in due direzioni:

  1. Non partecipare alle elezioni provinciali visto che è previsto, un ulteriore sbarramento antidemocratico con un numero di firme per presentare una lista pari al 5% dei consiglieri comunali aventi diritto al voto.

2. RILANCIARE BATTAGLIA PER L’ABROGAZIONE DELLA LEGGE DEL RIO, partendo anche dal dibattito parlamentare in corso, pur lentamente, impegnandosi come PRC SE a presentare al più presto possibile una nostra proposta di legge in materia.

MAURIZIO ACERBO segretario nazionale PRC SE

RAFFAELE TECCE segreteria nazionale PRC SE, responsabile ENTI LOCALI

Sulle prossime elezioni provinciali

20 novembre 2021

Innanzitutto denunciamo l’assoluta mancanza di democrazia nelle elezioni provinciali.

Difatti non esiste più il voto popolare per eleggere il consiglio provinciale.

C’è una elezione di 2° grado dove possono votare solo i consiglieri comunali.

Con voto pesato diversamente secondo il numero degli abitanti.

Non solo i cittadini elettori sono espropriati del voto, ma l’elezione di 2° grado, con i consiglieri comunali eletti in precedenza con le antidemocratiche leggi maggioritarie, distorce la rappresentanza effettiva dei Partiti.

Esempio: la Lega, in provincia di Pavia, ha il 70% dei consiglieri comunali, molto al di là del voto reale sulle sue liste.

Poi abbiamo assistito in queste settimane ad uno spettacolo vergognoso; il PD che cerca l’alleanza con le destre, pur di avere delle poltrone.

Contrasti nella stessa Lega tra più candidati, con le solite accuse di “imposizioni  dall’alto mancanza, di democrazia e rappresentatività territoriale ecc. ecc.“

Nessuno di costoro, si occupa, dei problemi che assillano la nostra Provincia e i suoi abitanti.

La Provincia di Pavia è stata “saccheggiata” dal punto di vista ambientale (rifiuti, inceneritori, cave, logistiche, consumo del suolo, fanghi sui terreni) spesso con autorizzazione dell’Ente Provinciale.

Non è stato varato alcun piano concreto di risanamento ambientale, ne, tanto meno, un tentativo da parte di questo Ente di intervenire, per quanto gli può essere possibile, sulla drammaticità della situazione sociale (precarietà del lavoro, disoccupazione)

Tutto si riduce alla solita caccia alla “poltrona”, mentre sullo sfondo i vari ”aspiranti” pensano all’utilizzo dei fondi che dovrebbero arrivare nel nostro territorio in base al PRNN del governo Draghi.

Anche qui senza alcuna programmazione, per cui si rischia, nel caso dell’arrivo di questi fondi (cosa naturalmente tutta da verificare) di sprecarli in infrastrutture inutili, invece che nel risanamento del territorio.

Per questo i nostri (purtroppo pochi) consiglieri comunali non parteciperanno alla farsa delle “cosiddette” elezioni provinciali.

Piero Rusconi segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista

Giuseppe Abbà consigliere comunale di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista