Autore: Rino

SALARIO MINIMO: 10 EURO È IL MINIMO

30 Giugno 2023

Un accordo al ribasso quello di Pd, Ms5 stelle, SI e Azione su una proposta di salario minimo di 9 euro lordi l’ora.

È la stessa cifra presente nella proposta del partito di Conte presentata ben 5 anni fa che quindi oggi, considerando gli anni di inflazione a due cifre, in quanto a potere d’acquisto vale a dir poco il 20% in meno.

Una cifra di per sé insufficiente a garantire al lavoratore e alla sua famiglia quella vita libera e dignitosa prescritta dall’art. 36 della Costituzione. Le tantissime famiglie, in aumento, composte da un lavoratore o, come succede più spesso da una lavoratrice, con un familiare a carico, con questa cifra si collocherebbero sotto la soglia di povertà.

Ma c’è di più; la paga oraria una volta istituita non sarebbe agganciata automaticamente all’inflazione in quanto il testo della legge prevede di lasciare la decisione sull’adeguamento a una commissione paritetica tra sindacati e datori di lavoro; come dire campa cavallo!

A conferma dell’aleatorietà di eventuali aumenti i promotori dicono di voler “scongiurare la spirale salari prezzi”; il che se non fosse drammatico farebbe ridere nel momento in cui   abbiamo salari che negli ultimi trent’anni sono diminuiti diventando i più bassi d’Europa mentre   le imprese stanno macinando profitti con aumenti dei prezzi del tutto ingiustificati rendendosi responsabili dei due terzi del tasso d’inflazione.

Ma l’attenzione a tutelare prima di tutto le aziende si rivela nel punto in cui si dice che l’adeguamento dei contratti esistenti alla nuova norma non avverrebbe a carico, se in tutto o in parte non è chiaro, delle aziende per le quali è prevista una compensazione per i costi dell’adeguamento.

Gli aumenti, come avviene per il taglio del cuneo fiscale, non graverebbero sulle imprese ma sulla fiscalità generale, cioè di nuovo sui lavoratori e le lavoratrici.

Noi continuiamo con più impegno la campagna a sostegno della proposta di legge presentata come Unione Popolare per un salario minimo di 10 euro lordi l’ora indicizzato automaticamente all’inflazione, pagato integralmente dalle imprese.
10 euro è il minimo per una vita degna.

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro

Partito della Rifondazione Comunista /Sinistra Europea

Non c’è limite al peggio

27 Giugno 2023

La questura di Bergamo ha emesso un foglio di via col divieto di ingresso per un anno nel Comune di Calcio contro il compagno Alaa Nasser sindacalista dell’USB e a lungo segretario del circolo PRC di Pavia.
Il motivo è ostacolare l’attività sindacale a difesa dei lavoratori della società di logistica Italtrans dove è in corso da mesi una importante lotta dei lavoratori per aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro.
Questo è in contrasto con la lettera e lo spirito della Costituzione che tutela l’attività sindacale e rimanda a una Italia degli anni precedenti alla formazione della Repubblica dove le forze dell’ordine erano le guardie dei padroni.
La questura, la prefettura e le forze dell’ordine devono rimanere neutrali nella dialettica sindacale, se mai intervenire per tutelare il regolare svolgimento della stessa.
Chiediamo con forza di annullare il divieto di ingresso e diamo tutto il nostro appoggio ai lavoratori in lotta a Calcio come in qualunque altro luogo di lavoro.

Piero Rusconi, Segretario Federazione Rifondazione Comunista di Pavia

È mancato il Partigiano Gusberti

22 Giugno 2023

Fonte: Anpi Vigevano Facebook https://www.facebook.com/resistenzaantifascismo

È mancato, all’età di 97 anni, il nostro Ernesto Gusberti; l’ultimo partigiano combattente ancora vivo a Vigevano.

Antifascista, iniziò l’attività politica giovanissimo, confrontandosi con le tematiche del lavoro, partecipando all’attività di una cellula di fabbrica ed entrando in clandestinità a soli sedici anni.

Perseguitato e vessato dal fascismo per anni, continuò la lotta partecipando infine, nella brigata Leoni, all’insurrezione armata di Vigevano e continuando l’attività fino al luglio del 1945.

Noi, i compagni dell’ANPI, non dimenticheremo mai la gioia e l’orgoglio col quale rivendicava e ricordava la sua partecipazione a quella stagione carica di vero onore e di eroismo che è stata la Resistenza contro il fascismo e il nazismo.

È con sentimento di solidarietà civile e fraterna che esprimiamo la nostra vicinanza al figlio Carlo, elemento di rilievo del nostro direttivo, e alla moglie.

Il giorno 20 giugno, alle ore 15, presso l’ASM si terrà, senza cerimonia, il saluto di parenti, compagni e amici.

Ernesto, noi, i compagni dell’ANPI ti rendiamo onore!

Che la terra ti sia lieve!

Aumento del 10% delle rette al De Rodolfi

15 Giugno 2023

Asili, scuole, mense scolastiche… Mancava giusto il De Rodolfi, che però è arrivata con puntualità; meno male!
Conseguentemente alle solite motivazioni, ovvero aumento del costo dell’energia e delle materie prime (rincarate dalla guerra e dai super guadagni delle società fornitrici), a quanto dicono concordi maggioranza e opposizione, nella RSA c’è un problema riguardante l’età dell’edificio (che è stato costruito nel 1908, ristrutturato l’ultima volta negli anni ‘80) e il costo delle varie riparazioni, che rendono insufficiente il contributo comunale – aggravato, se così si può dire, dalla crescita degli ospiti.

Si rendono dunque necessari degli aumenti, che si spingeranno da luglio al 10% in più, scaricando ancora una volta su anziani e fragili le incapacità dell’amministrazione – sempre che non si parli di aumentarsi gli stipendi.
È forse necessario pensare ad una nuova struttura? Ma in questo caso, quanto tempo e quanti soldi occorrerebbero?

Ricordiamoci che per il ponte sul Ticino ci son voluto dieci anni e ancora manca l’allacciamento alla statale e alla rotonda.

La nostra proposta è dunque quella, nell’immediato, di rivedere il sistema di distribuzione delle rette, scaglionandolo in base all’ISEE.

Circolo “Hugo Chavez Frias” del Partito della Rifondazione Comunista di Vigevano

Unione Popolare

Informatore vigevanese del 1° Giugno 2023
Istituto De Rodolfi Vigevano

TOMASO MONTANARI: UNA SCELTA CONTROCORRENTE PER LA SCOMPARSA DI SILVIO BERLUSCONI

13 Giugno 2023

Scrivo a tutta la comunità per assumermi la responsabilità di una scelta, evidentemente controcorrente, in occasione della scomparsa di Silvio Berlusconi.
Di fronte a questa notizia naturalmente non si può provare alcuna gioia, anzi la tristezza che si prova di fronte ad ogni morte. Ma il giudizio, quello sì, è necessario: perché è vero che Berlusconi ha segnato la storia, ma lo ha fatto lasciando il mondo e l’Italia assai peggiori di come li aveva trovati. Dalla P2 ai rapporti con la mafia via Dell’Utri, dal disprezzo della giustizia alla mercificazione di tutto (a partire dal corpo delle donne, nelle sue tv), dal fiero sdoganamento dei fascisti al governo alla menzogna come metodo sistematico, dall’interesse personale come unico metro alla speculazione edilizia come distruzione della natura. In questo, e in moltissimo altro, Berlusconi è stato il contrario esatto di uno statista, anzi il rovesciamento grottesco del progetto della Costituzione. Nessun odio, ma nessuna santificazione ipocrita. Ricordare chi è stato, è oggi un dovere civile.
Per queste ragioni, nonostante che la Presidenza del Consiglio abbia disposto (https://www.governo.it/it/articolo/bandiere-mezzasta-sugli-edifici-pubblici-e-lutto-nazionale-la-scomparsa-del-presidente) le bandiere a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici da oggi a mercoledì (giorno dei funerali di Stato e lutto nazionale), mi assumo personalmente la responsabilità di disporre che le bandiere di Unistrasi non scendano.
Ognuno obbedisce infine alla propria coscienza, e una università che si inchini a una storia come quella non è una università.
Col più cordiale saluto,

il Rettore


Tomaso Montanari
Professore ordinario di Storia dell’arte moderna

Rettore dell’Università per Stranieri di Siena

Foto dell’iniziativa GC e del Pride

Ecco le foto dell’iniziativa dei Giovani Comunisti del 3/6 e del Pride di Pavia

La mattina del 3 giugno i Giovani Comunisti della provincia si sono ritrovati per discutere delle questioni di genere, presentando il progetto della Collettiva Menapace nella provincia. La partecipazione dei GC a questo tipo di iniziative è importantissima: in un Paese che vede questo genere di temi sempre più schiacciati ed annullati, noi ci riuniamo, ne discutiamo e ne parliamo.
Ma non dimentichiamoci della pratica: il pomeriggio dello stesso giorno abbiamo anche partecipato al Pride di Pavia, dimostrando che quello che diciamo lo mettiamo anche in pratica, lottando per i nostri diritti. Come comunisti, riteniamo necessario contestare con forza le dichiarazioni anti-lgbt+ del governo Meloni. Questo ritiene che le persone appartenenti alla comunità LGBTQ+ abbiano gli stessi diritti di ogni altro cittadino italiano e pertanto non siano necessarie leggi specifiche che le tutelino. Ricordiamo allora lo stop alle registrazioni dei figli delle coppie omogenitoriali avvenuto solo poche settimane fa: una decisione che dimostra una chiusura imbarazzante a livello europeo e che dà prova del fatto che le discriminazioni in atto sono ancora molte e che la strada da fare verso l’uguaglianza è ancora lunga. Se un diritto come quello di poter avere dei figli non è di tutte le persone, allora è un privilegio e il nostro è indubbiamente ancora un paese di privilegi, di persone di serie A e di persone di serie B.

Giovani Comunisti/e Pavia

Una Repubblica fondata sul bla bla bla

Una Repubblica fondata sul bla bla bla
2 Giugno 1946: l’Italia diventa un Repubblica tramite referendum popolare.
Sono passati 77 anni dalla sua nascita e non tutti sanno cosa voglia dire davvero “Repubblica democratica, fondata sul lavoro”
Primi su tutti siamo noi giovani a sentire il peso della parola “lavoro”: con i contratti precari, gli stage non pagati o il lavoro in nero. Siamo la prima generazione a non essere riuscita a fare un ricambio sociale e culturale. Siamo quelli che devono tenere la testa bassa, gli sfaticati, le ultime ruote del carro, quelli che sono laureati ma non sanno fare neanche un lavoro.
E poi c’è la parola “Democratica”: che sta a significare che il potere viene dal popolo.
Lo stesso popolo che non vede un aumento di stipendio da decenni, quel popolo che non si potrà mai godere la pensione. Siamo il popolo che non vuole più avere un potere decisionale non volendo andare a votare.
Carissimi tutti,
Stiamo vivendo in un periodo difficile, frustrante.
Dobbiamo alzare la testa: dobbiamo unirci e combattere per i nostri diritti civili, umani e tutti i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.
Abbiamo il diritto di rispondere alle mancanze di rispetto, abbiamo il dovere di denunciare chi svaluta la nostra persona e il nostro lavoro.
Prima di essere Italiani, siamo esseri umani: pratichiamo umanità e gentilezza.

Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti/e, parte di Unione Popolare

Pride a Pavia 2023 – Iniziativa dei Giovani Comunisti/e

Questo sabato, nella nostra sede di Pavia, faremo un dibattito sull’intersezione nelle lotte, preceduto da una spiegazione dei relatori che vedete nella locandina.

Il programma sarà questo:
🗣- ore 11 dibattito;
😋- ore 13 pranzo (gratis);
🌈- ore 16 andiamo tutt* assieme al pride.

Ovviamente è possibile venire anche solo per il dibattito o anche solo per il pride.
Per partecipare la mattina scrivete alle nostre pagine social per prenotarvi (ci serve sapere il numero di persone presenti a pranzo).

L’iniziativa sarà aperta a tutt* gli/le iscritti/e e a tutt* i/le simpatizzanti del partito e della giovanile.

T’È VIST UN RE? W LA REPUBBLICA E LA COSTITUZIONEEH! AH BEH SI BEH…CONCERTO DEI CANTOSOCIALE

29 Maggio 2023

Sabato 3 Giugno ore 21.20
Parco Via Gallarate    Pregnana Milanese MI  
Entrata Libera
T’è vist un re  …T’è vist cus’è ? W la Costituzioneeh ..Ah beh si beh…
Concerto per la Repubblica e la Pace
dei C A N T O S O C I A L E

CARCANO Piero    voce recitante, canto, animazione, percussioni, kazoo…
ROTA Gianni   chitarra acustica, elettrica, flauto traverso, voce, percussioni…
ANZALDI Cristian    chitarra classica e acustica, fisarmonica, banjo, flauto popolare, mandolino voce …
TURCATO Marcello sassofoni: soprano, tenore, contralto percussioni voce
BURATTI Davide contrabbasso, basso elettrico

pierocarcano3@gmail.com    tel. 3335740348  
Facebook: Cantosociale

In un momento di incoronazioni uomini e donne forti…ebbè..si beh
Uno spettacolo appositamente pensato per ricordare la nostra Repubblica Italiana e la nostra COSTITUZIONE raccontando e cantando di lavoro, Diritti, Libertà e soprattutto di PACE valori fondanti. Una Storia Italiana raccontata dal basso ” attraverso   gli ultimi, i movimenti civili, le lotte dei lavoratori; contro le ingiustizie, i razzismi, le mafie, il diritto alla salute, all’istruzione alla libera espressione.

Dalle filastrocche di Rodari che sberleffano Re Dittatori ecc. Si parte col racconto del referendum che  caccio’ la monarchia e un ricordo delle libere Repubbliche partigiane   liberatesi autonomamente dal nazifascismo: Ossola, Monte Fiorino, Varzi …veri laboratori di democrazia partecipativa che gettarono i semi della COSTITUZIONE i cui articoli fondanti troveranno il giusto spazio nello spettacolo in particolare quell’articolo 11: L’Italia ripudia la Guerra drammaticamente attuale. Un percorso tra principi fondanti la democrazia del nostro Paese e la stessa nostra Storia ben rappresentati nei canti del Risorgimento, della Resistenza, nelle canzoni della protesta da quella di fine ottocento a quelle degli anni delle guerre  fino ad arrivare all’impegno sociale  degli anni 60/70 e alle contraddizioni , alle problematiche della società dagli anni 80 ai nostri giorni con i problemi degli attacchi ai diritti, al lavoro e le tante storie di rabbie , disillusioni, disagi collettivi.

 Sono canti talvolta drammatici, epici, talvolta ironici e dissacranti che hanno saputo marcare gli eventi storici più di molte pagine scritte.
Non possono mancare filastrocche di Rodari messe in forma canzone (passione del gruppo) che sberleffano Re, dittatori e poi canzoni d’autore e gli omaggi vanno a quei musicisti e cantori delle diverse epopee sociali: dal Nuovo Canzoniere Italiano ai Cantacronache, da Fausto Amodei a Ivan Della Mea a Enzo Jannacci…da sempre al centro degli interessi dei CANTOSOCIALE che ne hanno curato gli arrangiamenti senza far loro perdere l’originaria valenza espressiva e melodica. Una nuova veste rock jazz blues senza stravolgimenti ha accompagnato il recupero anche i brani della tradizione contadina e operaia diretta espressione del duro quotidiano rapporto con la storia fatta spesso di fatica, fame, emigrazione, paura   e di costante ricerca della pace, della libertà.

Tra le diverse canzoni, si inseriscono anche le parole di Fortini, Pasolini, Rodari, Calvino, Fenoglio … ad offrire spunti di riflessione sociale

A completare il repertorio dello spettacolo saranno le canzoni originali dei CANTOSOCIALE che spesso prendono spunto da storie di ieri e di oggi raccolte direttamente dalle testimonianze della gente. In definitiva uno spettacolo che parte dal passato per trasmettere ancora oggi valori fondanti del nostro Paese.