Autore: Rino

Ogni 10 febbraio siamo costretti ad assistere alla perpetua falsificazione della storia.

Giovani Comunisti-e Lombardia.

Ogni #10febbraio siamo costretti ad assistere alla perpetua falsificazione della memoria. Ogni anno i numeri dei morti delle foibe aumentano o diminuiscono a piacimento di chi scrive. Ora poche migliaia, ora diecimila ora quarantamila. Basterebbe leggere la stampa di oggi per accorgersene.

Eppure la realtà storica parla di popoli, quelli slavi dell’Alto Adriatico, vessati e oppressi da un regime fascista che per anni ha vietato la loro lingua, la loro cultura e le loro tradizioni. Si parla di migliaia di morti nei campi di concentramento italiani nel confine orientale, tra cui il tristemente noto campo di Arbe.

Si parla di esecuzioni e rappresaglie legate al contesto bellico vendute come un grande piano di sterminio anti-italiano.

Il #giornodelricordo, istituto nel 2004, è stato fortemente voluto dalle forze di destra di allora, per speculare su una vicenda drammatica e per costituire un contrappeso al 27 gennaio e al 25 aprile.

Speculazioni, falsi storici, miti creati a tavolino, come la storia della foiba di Basovizza o di Norma Cossetto.

Noi, invece, vogliamo ricordare tutto: l’odio anti-slavo, la dominazione fascista, l’oppressione e le violenze, la lotta dei partigiani italiani, croati e sloveni per la libertà della nostra terra.

#GiovaniComunisti#rifondazionecomunista#rifondazione#comunismo#antifa#italia#jugoslavia#sinistra#resistenza#foibe#communism

Per un serio approfondimento storico e politico consigliamo la visione di questo video.
I temi dell’esodo giuliano, del confine italiano orientale e delle foibe sono trattati nella conferenza presso la sala Franzoso della biblioteca di Vigevano. Relatore di “Guerra e violenza al confine orientale italiano 1914 – 1956” è FRANCO CECOTTI, vice presidente della sezione di Trieste dell’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, l’ANED.

Ecuador: a fianco del “binomio della speranza” Arauz-Rabascall

1)     In Ecuador, il 7 febbraio sono stati-e chiamati-e alle urne 13 milioni di elettori ed elettrici, 410.000 dei quali residenti all’estero, per eleggere il presidente e il vicepresidente, oltre ai 137 deputati dell’Assemblea nazionale e ai cinque rappresentanti del Parlamento andino.

2)     Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea ha fatto parte degli osservatori internazionali invitati dal Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) dell’Ecuador, insieme al Partito della Sinistra Europea. Nonostante la pandemia che ha causato 15.000 morti, contagiato 260.000 persone, in un Paese di 17 milioni di abitanti, le elezioni si sono svolte in condizioni di relativa normalità e con un alta partecipazione, malgrado le molteplici difficoltà registrate nel voto all’estero e la paralisi per diverse ore del sistema di conteggio.

3)     Il PRC-SE festeggia la vittoria della candidatura presidenziale di Andrés Arauz nel primo turno, con oltre il 32% dei voti. Inoltre, l’Unione per la speranza (UNES) ottiene il gruppo parlamentare più amplio nel Parlamento (Assemblea nazionale) e vince tra i migranti all’estero (anche in Italia). Mentre scriviamo non sappiamo ancora chi andrà al ballottaggio con Arauz il prossimo 11 aprile, data la differenza minima tra il banchiere e candidato di destra, Guillermo Lasso ed il candidato di Pachakutik, Yaku Pérez.

4)     La vittoria elettorale di Arauz è ancor più rilevante vista la persecuzione politica e giudiziaria (lawfare) che la “Revoluciòn Ciudadana” ha subito durante il governo di Lenin Moreno.  La proposta del “socialismo del XXI° secolo” per l’Ecuador, continua ad essere l’opzione più votata, nonostante molti dei dirigenti della campagna UNES siano in esilio, a partire dall’ex-Presidente Rafael Correa, viste le montature giudiziarie che lo hanno tenuto lontano dalla campagna.

5)     Il PRC-SE si congratula con il “binomio della speranza” Arauz-Rabascal e con l’alleanza UNES e dichiara il proprio sostegno per il ballottaggio. Questa candidatura è quella che meglio rappresenta un progetto democratico e popolare al servizio delle grandi maggioranze sociali, delle lavoratrici e dei lavoratori, contro il neoliberismo e i “poteri forti” che hanno fatto ritornare il Paese alla precarietà, povertà e disuguaglianza sociale.

6)     Per la UNES vincere al ballottaggio è difficile, ma non impossibile. Sarà da vedere come risponderanno ad Arauz la CONAIE (Confederación de Nacionalidades Indígenas del Ecuador), i numerosi movimenti sociali e gli altri candidati come Javier Hervás della Sinistra Democratica, che ha ottenuto il quarto posto con il 16% dei voti e un sostegno significativo da parte dei giovani.  Viceversa, come hanno fatto intendere, il banchiere Guillermo Lasso ed il dirigente dei popoli originari Yaku Pérez potrebbero arrivare ad un accordo.

7)     Come nel caso di Draghi in Italia, è chiaro che il banchiere leader della destra finanziaria, Guillermo Lasso, non rappresenterà mai gli interessi popolari, ma quelli di “lorsignori”. Lasso è già stato sconfitto due volte contro il “correismo”, nel 2013 e nel 2017.  Neanche Yaku Pérez, il candidato del partito Pachakutik. Pérez è riuscito a capitalizzare politicamente la rivolta popolare dell’ottobre 2019, ma ha rotto il rapporto organico con la CONAIE scontrandosi con altri conosciuti dirigenti dei popoli originari, come Leónidas Iza o Jaime Vargas. Pérez si è mostrato più favorevole a fare accordi con il governo e la destra neoliberista che con la sinistra. Anche in politica estera, ha più volte manifestato la sua aperta ostilità ai governi progressisti della regione.

8)     Per recuperare la democrazia e mettere il governo al servizio della maggioranza, solo un progetto storico progressista, con ampie alleanze politiche e sociali, potrà restituire all’Ecuador la dignità, la sovranità popolare e i diritti sociali persi negli ultimi anni di austerità, privatizzazioni e neoliberismo.

Roma, 9-2-2021

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

CONFERENZA REGIONALE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI – LOMBARDIA

CONFERENZA REGIONALE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI – LOMBARDIA-

Sabato 13 febbraio ore 15:00 / 18:30- Diretta facebook sulle pagine: Prc Lombardia – a questo link: https://www.facebook.com/prc.lombardia/

Prima le Lavoratrici e i Lavoratori – a questo link: https://www.facebook.com/primailavoratori2019/

Interventi di lavoratrici e lavoratori di tutti i principali comparti- CONCLUSIONI DI ANTONELLO PATTA – Responsabile nazionale Lavoro del Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea.

L’iniziativa di preparazione verso la Conferenza Nazionale delle Lavoratrici e dei Lavoratori che si terrà il 27 febbraio è a cura del Comitato Regionale Lombardo e del Dipartimento Nazionale Lavoro del Prc/SE.

Contro l’autostrada senza incertezze

Giuseppe Abbà*

Leggo su “la Provincia pavese” della presa di posizione di responsabili dipartimenti del Partito Democratico contro la riproposizione dell’autostrada Broni-Mortara.

Ovviamente, come Partito della Rifondazione Comunista, ne siamo contenti, perché ci ricordiamo di quando, nell’ormai lontano 2007, sollevammo, all’inizio quasi da soli, il problema.

All’epoca i vari amministratori locali del Partito Democratico, allora DS, erano schierati a favore, partecipando a comitati appositi per sollecitarne la realizzazione e votando per essa nella prima Conferenza dei Servizi.

Le manifestazioni e l’allargamento del fronte contrario indussero in seguito l’ Amministrazione provinciale (presidente Bosone) ad esprimere parere contrario.

Non tutti gli esponenti del Partito Democratico hanno seguito questa linea alcuni sono ancora a favore dell’ autostrada (ad esempio Spialtini di Garlasco). Secondo noi bisogna continuare la battaglia contro questo progetto per ragioni sia economiche che ambientali.

Invece che su un’ autostrada devastante occorre investire sui trasporti ferroviari per venire incontro alle decine di migliaia di pendolari (lavoratori e studenti) che ogni giorno gravitano su Milano e Pavia.

Per quanto riguarda le strade della nostra Provincia occorre intervenire eliminando le strozzature e aggiustando i ponti.

Infine: mi ha colpito il finale della lettera degli esponenti del PD dove ci si dichiara disponibili a rivedere la posizione contraria in caso di nuovo progetto.

Contemporaneamente, sullo stesso giornale, Carlo Bellone, presidente della Sabrom, nel rilanciare il progetto, apre alle modifiche.

Non bisogna, secondo noi, lasciare spazio di ambiguità: contro l’ autostrada si deve essere senza “se” e senza “ma”.

*Giuseppe Abba’ consigliere comunale di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista.

MARIO DRAGHI? NO GRAZIE!

MARIO DRAGHI? NO GRAZIE!
FLASH MOB IN PIAZZA DUOMO SABATO 6 FEBBRAIO ALLE 11.00
Sabato 6 febbraio alle 11.00 Rifondazione Comunista sarà in piazza Duomo con un Flash mob per dire no a un governo guidato da Mario Draghi
Non ci uniamo al coro politico-mediatico di esaltazione di Mario Draghi.

Si tratta di un film già visto con Monti nel 2011 con conseguenze nefaste per milioni di italiane/i una per tutte la riforma Fornero.

Nel momento peggiore nella storia del paese dal dopoguerra il mandato conferito all’ex presidente della Banca Centrale Europea sancisce il fallimento di questa classe politica: l’alleanza di Governo si è dissolta dimostrandosi un’armata Brancaleone, nemmeno divertente, incapace di affrontare con politiche adeguate la gravissima emergenza sanitaria e sociale in corso.

Gli interessi particolari hanno prevalso sulla necessità di mettere mano a radicali cambiamenti del paese in grado di dare una risposta a chi sta soffrendo.
Per affrontare la crisi sanitaria, economica e sociale è necessaria una svolta nelle politiche economiche:
– blocco dei licenziamenti e degli sfratti per tutto il 2021
– un reddito di base per tutte/i
– salario minimo orario di 10€ per legge
– tassazione delle grandi ricchezze
– un grande piano per il lavoro partendo da 500.000 assunzioni nel pubblico e dalla
riduzione dell’orario di lavoro
– rafforzamento del pubblico cominciando con investimenti per strutture, strumentazioni
e personale nella sanità e nella scuola
– intervento pubblico per la riconversione ambientale dell’economia
Draghi è uno dei più intelligenti e preparati funzionari del capitalismo finanzianziarizzato
globale.

Che gli si consegnino le chiavi della Repubblica è la dimostrazione ancora
una volta che i partiti di centrosinistra e centrodestra sono allineati al “pilota automatico”
della governance europea più che alla difesa dei diritti sanciti dalla Costituzione.
A questo paese non servono né Draghi né cavalieri ma una opposizione sociale. Costruiamola insieme!
Appuntamento sabato 6 febbraio alle ore 11.00 in piazza Duomo

Rifondazione Comunista Lombardia

LA TRUFFA DELLA BIOLEVANO

Mortara,31 gennaio 2021

                                       LA TRUFFA DELLA BIOLEVANO

La vicenda della Biolevano (azienda che produce elettricità da cippato di legno) dimostra ulteriormente la drammaticità della situazione ambientale in Provincia di Pavia.                                                                                

Sul nostro territorio è calato di tutto: impianti di fanghi, inceneritori, la discarica dell’amianto, cave per il doppio del fabbisogno, impianti rifiuti affidati a privati con le conseguenze che abbiamo visto, come l’incendio Bertè, ed altre criticità, per non parlare del consumo di suolo.                                                               

Il nostro territorio è stato svenduto ai potentati economici da parte di amministratori locali e della stessa Provincia, che si sono comportati come la  ”borghesia compradora” dei porti cinesi di prima della Rivoluzione.                                                                                                                                            La tecnica dei potentati economici è stata questa: cercare di installare impianti in comuni con pochi abitanti dove è difficile organizzare l’opposizione a tali interventi e dove è possibile far balenare le “perline colorate” delle cosiddette “opere compensative” o il finanziamento di iniziative come il Festival delle Angurie a Olevano.                                                                                                                                                              Oltre tutto le promesse vaghe di posti di lavoro si sono rivelate illusorie con poche unità assunte, non tali da compensare, neanche minimamente, la deindustrializzazione precedente. Anche le “opere compensative” spesso non sono state realizzate, come la ciclopedonale a Olevano o, addirittura, il velodromo (!?) promesso ad Albonese in cambio della “collina dei rifiuti”. Anche nel caso di Albonese ci furono arresti tra i padroni dell’impianto.                                                                                                                  

NOI CI SIAMO SEMPRE OPPOSTI A QUESTA MANOMISSIONE DEL TERRITORIO, SIA QUANDO ERAVAMO PRESENTI IN CONSIGLIO PROVINCIALE O NEI COMUNI, SIA PROMUOVENDO E/O PARTECIPANDO ALLE INIZIATIVE CONTRARIE A TALI INSEDIAMENTI.                                                                              

RIPROPONIAMO (PER L’ENNESIMA VOLTA) la moratoria (il blocco) di ogni nuovo impianto: il nostro territorio “ha già dato” sin troppo.

OCCORRE IL RISANAMENTO DELLE ZONE COMPROMESSE, CHE SI BASI SU UNA SERIA PROGRAMMAZIONE PUBBLICA.

Piero Rusconi,

Giuseppe Abbà,

Teresio Forti                                                                                                     

Federazione Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista

Comunisti con Rolex

E’ diffusa l’idea che i partiti della sinistra radicale siano sostenuti solo dal ceto media o benestante.
I risultati delle donazione del 2 per mille permettono di stimare i redditi di chi dona ai vari partiti.
Il grafico riporta l’ammontare delle donazioni che sono proporzionali alle tasse pagate.
Si vede che i contribuenti più ricchi sono quelli di Azione, poi Forza Italia e poi Italia Viva.
I partiti di sinistra sono supportati tutti da contribuenti a basso reddito.
A basso reddito sono anche i sostenitori della Lega.
Ma i contribuente più ‘poveri’ sono quelli di rifondazione comunista.

Alla faccia dei comunisti col Rolex e la sinistra delle ZTL.

P.S: riportati solo partiti nazionali (esclusi partiti

Mortara: Abbà presenta in consiglio Comunale la mozione per il ritiro dell’assurda richiesta di 10mila euro per danno d’immagine al comitato pendolari Mi. Mo. Al.

Presentata da Abbà in consiglio comunale di Mortara, la mozione di Rifondazione Comunista sulla denuncia fatta da Trenord al comitato pendolari Mi. Mo. Al.

Testo della mozione

Mortara, 1 febbraio 2021

Alla Presidente del Consiglio Comunale di Mortara

Al Sindaco di Mortara

Oggetto: mozione per richiesta di ritiro richiesta Trenord contro comitati pendolari Mi. Mo. Al.

Il sottoscritto Giuseppe Abbà, consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista e di “Mortara bene comune”

  • vista la minaccia di denuncia per diffamazione da parte di Trenord contro il comitato pendolari Mi. Mo. Al. (Milano – Mortara – Alessandria)
  • considerata la gravità di questo tentativo di intimidazione, verso la giusta protesta dei pendolari, nonché l’assurda richiesta di 10mila euro per “danno d’immagine”
  • dichiara che la libertà di espressione, soprattutto per difendere una giusta necessità, non può essere oggetto di minacce
  • chiede che il consiglio comunale discuta e voti la seguente MOZIONE

“Il consiglio comunale di Mortara, nel dichiararsi a sostegno delle richieste del Comitato pendolari Mi. Mo. Al. per il miglioramento del del servizio, chiede che la Regione Lombardia, socia di Trenord, intervenga presso la stessa per ritirare la minacciosa richiesta. “

Giuseppe Abbà

Trenord: dopo i danni la beffa!!!

Trenord non trova di meglio che denunciare il comitato pendolari della linea ferroviaria Milano – Mortara – Alessandria per un video scherzoso.

Tutti sanno quello che sopportano tutti i giorni i pendolari di questa linea con treni soppressi, sporchi, antiquati e soprattutto ritardi, adesso qualche benpensante di Trenord ha pensato bene di giustificare il tutto con questa richiesta “simbolica” di 10.000 euro per danno d’immagine, ebbene sappiano i dirigenti di Trenord che l’immagine se la sono danneggiata da soli con tutti i problemi creati ai pendolari.

Rifondazione Comunista di Mortara e Vigevano è vicina al comitato Mimoal e esprime la sua solidarietà.

Rifondazione Comunista Mortara e Vigevano.