I tradimenti dei Cinque Stelle ai vari movimenti ambientalisti, dei quali hanno intercettato i voti salvo poi fare il contrario.

Grazie all’istituzione del Ministero della Transizione Ecologica il Movimento Cinque Stelle é riuscito a convincere i suoi militanti a dare il via libera al governo Draghi.

Tanta esultanza dalle associazioni ambientaliste WWF, Greenpeace e Legambiente, le quali affermano “Mario Draghi ci fa sentire in Europa”.

Come Giovani Comunisti/e Lombardia dubitiamo che basterà un ministero per una transizione ecologica di cui il nostro Paese e il resto mondo hanno bisogno.

Ricordiamo benissimo infatti le politiche ambientali che le forze politiche che sostengono questo governo hanno portato avanti in passato, dal nucleare di Berlusconi allo Sblocca-Italia di Renzi che ha liberalizzato trivelle e inceneritori, per non parlare dell’appoggio di centrodestra e centrosinistra alla TAV Torino-Lione per la quale stanno devastando i territori della Val di Susa.

Ricordiamo benissimo anche i tradimenti dei Cinque Stelle ai vari movimenti ambientalisti, dei quali hanno intercettato i voti salvo poi fare il contrario.

Dopo aver accettato il TAP e il Terzo Valico nel contratto di governo con la Lega e hanno finito per accettare di fatto anche la TAV lasciando che fosse il Parlamento a stragrande maggioranza favorevole a decidere quando avevano un loro esponente a capo del Ministero delle Infrastrutture.

Non sarà un nuovo ministero a dare al Paese una svolta ecologica, ma un cambio di rotta nelle politiche ambientali: energie rinnovabili in alternativa ai combustibili fossili, lotta ai cambiamenti climatici in opposizione all’alto tasso d’inquinamento atmosferico e raccolta differenziata in opposizione agli inceneritori sarebbero tre importanti punti di partenza.

Se la nostra classe politica non metterà l’ambiente al di sopra degli interessi delle lobby e dei padroni a cui hanno finora servito i peggiori scempi, saranno necessarie le mobilitazioni di piazza perché questo cambio si concretizzi e, come sempre, noi saremo pronti.

Giovani Comunisti/e Lombardia