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Gli sprechi di soldi pubblici del Clir. “Tre milioni di euro. Una vergogna”

Video tratto da: Milano Pavia TV On Demand

Un nostro comunicato di RIFONDAZIONE COMUNISTA del 10 giugno 2021.

CLIR: LA FARSA E’ FINITA

Il 9  giugno la maggioranza dei comuni del consorzio  ha decretato la fine del  CLIR.

Dopo tante promesse, come al solito non mantenute, si è deciso di liquidare la società pubblica che gestiva la raccolta dei rifiuti di molti comuni della Lomellina.

Grave è soprattutto l’atteggiamento di quei comuni (Mortara, Mede, Dorno, Sannazzaro) che, prima avevano siglato un accordo con Cgil-Cisl-Uil per il rilancio del Consorzio e per il mantenimento della gestione dei rifiuti nel perimetro pubblico e poi, con un vergognoso voltafaccia, si sono rimangiati questi propositi.

Dopo anni di cattiva gestione da parte delle amministrazioni del Centrodestra della nostra zona (che fine ha fatto il buon governo tanto propagandato?) si è portata a compimento una scelta che rischia di avere gravi conseguenze sulla gestione del ciclo dei rifiuti, oltre che su il reddito di quaranta famiglie.

Non si trovino scuse, la gestione del CLIR era ed è interamente nelle mani dei politici locali, se si è arrivati a questo punto, i responsabili non possono che essere i sindaci del nostro territorio.

Con l’affossamento del consorzio pubblico ora si affiderà ai privati la gestione della raccolta dei rifiuti e questo provocherà seri problemi, com’è stato dimostrato dalla gestione dei privati che si sono occupati negli ultimi anni di rifiuti: ricordiamo l’incendio Bertè, la gestione degli scarrabili, ecc.

Il Partito della Rifondazione Comunista esprime la sua piena contrarietà ad affidare a privati un settore cosi delicato come quello del ciclo dei rifiuti.

Esprimiamo il nostro appoggio all’azione delle organizzazioni sindacali per salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti del Clir e perché il ciclo dei rifiuti rimanga pubblico.

Mortara 10 giugno 2021

Giuseppe Abbà consigliere del comune di Mortara

Piero Rusconi Seg. Rifondazione Comunista Pavia

Rifondazione: Abbà “almeno dare la cassa integrazione ai lavoratori del Clir”

26/07/2021

Abbà Giuseppe , Consigliere Comunale di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista.

Per quanto riguarda la situazione del Clir presenterò domani mattina in Comune il seguente documento: ALMENO DARE LA CASSA INTEGRAZIONE AI LAVORATORI DEL CLIR.

Faccio formale richiesta, come consigliere comunale, affinché l’amministrazione comunale di Mortara (che rappresenta il più importante Comune del Clir, con la maggioranza relativa delle azioni in mano ad As Mortara) si impegni a far rimuovere tutti gli assurdi ostacoli messi dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio a firmare l’accordo già pronto dai primi di luglio per gli ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori del Clir.

E’ assurdo che, dopo essere arrivati colpevolmente alla distruzione di questo importante consorzio pubblico, i lavoratori siano lasciati privi di risorse economiche.

Questo atteggiamento, oltre che essere completamente irresponsabile, costituisce una pura e semplice protervia, perché chiedere la cassa integrazione è doveroso in situazioni di questo tipo.

Giuseppe Abbà, consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista di Mortara.

Comunicato delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici del CLIR

il Cda e i comuni soci se ne lavano le mani e nessuno firma il Fis.

TUTTI DICONO DI AVER A CUORE IL DESTINO DEI LAVORATORI E DELLE LORO FAMIGLIE E NONOSTANTE LE PROMESSE E LE BELLE PAROLE VEICOLATE ANCHE A MEZZO STAMPA NESSUNO, DI FATTO, FIRMA L’ACCORDO GIA’ PRONTO DAI PRIMI DI LUGLIO E CHE CONSENTIREBBE DI ASSICURARE UN SOSTEGNO ECONOMICO A TUTTE LE FAMIGLIE COINVOLTE NELLA CRISI DEL CLIR.

ADESSO BASTA LA MISURA E’ COLMA.

CHIEDIAMO DI FIRMARE SUBITO L’ACCORDO PER GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI ED EVITARE DI PEGGIORARE ANCORA DI PIU’ LA SITUAZIONE DELLE FAMIGLIE.

FP CGIL PAVIA

FIT CISL PAVIA / LODI

26 luglio 2021

La sezione dell’Anpi di Voghera aderisce all’iniziativa prevista per sabato 24 luglio, promossa da “Noi siamo idee” per chiedere giustizia per Youns El Boussetai

Anpi Vigevano: pastasciutta antifascista

Alla caduta del Fascismo, il 25 luglio del 1943, fu grande festa a Casa Cervi, come in tutto il Paese.
Una gioia spontanea di molti italiani che speravano nella fine della guerra, nella morte della dittatura.
La Liberazione verrà solo 20 mesi dopo, al prezzo di molte sofferenze.
Ma quel 25 luglio, alla notizia che il duce era stato arrestato, c’era solo la voglia di festeggiare.
A Campegine, i Cervi insieme ad altre famiglie del paese, portarono la pastasciutta in piazza, nei bidoni per il latte.
Con un rapido passaparola la cittadinanza si riunì attorno al carro e alla “birocia” che aveva portato la pasta.
Tutti in fila per avere un piatto di quei maccheroni conditi
C’era la fame, ma c’era anche la voglia di uscire dall’incubo del fascismo e della guerra, il desiderio di “riprendersi la piazza” con un moto spontaneo, dopo anni di adunate a comando e di divieti.
Sono ormai 5 anni che a Vigevano la sezione ANPI tiene vivo quel ricordo.
PARTECIPATE, PRENOTATE 3924241470

Giustizia per Youns. No al razzismo. No a Salvini

GIUSTIZIA PER YOUNS

NO AL RAZZISMO

NO A SALVINI

Massimo Adriatici, assessore leghista alla sicurezza del Comune di Voghera, già poliziotto, noto per le sue ordinanze contro clochard e mendicanti, che gira la sera per la città con una pistola con il colpo in canna e senza sicura, ha sparato ed ucciso, durante una presunta lite in piazza, un trentanovenne marocchino, Youns El Boussetaoui, affetto da problemi psichici, ma non violento.

Siamo a questo punto! A furia di lanciare allarmi, di invocare sceriffi, di sdoganare odio e violenza, le parole si sono trasformate in fatti, anzi in proiettili.

Viene avanti un clima pericoloso e preoccupante, alimentato da una campagna a favore della giustizia “fai da tè”, sostenuta da alcune forze politiche, in primis dal segretario legaiolo, Matteo Salvini.

Una situazione che fa il paio, non a caso, con il clima di imbarbarimento della vita pubblica cittadina, dove un’assessora è indagata per voto di scambio e dove la giunta di centro destra che governa la città, non ha saputo far altro che assumere una posizione neutrale, attendista su quanto accaduto.

Ci chiediamo, a questo punto, cosa sarebbe successo, se le parti fossero invertite, ovvero l’assessore leghista fosse rimasto ucciso da un colpo di pistola sparato da un “marocchino senza fissa dimora”. Apriti cielo!

E’ vero, in questo Paese, c’è bisogno di sicurezza, ma di una vera sicurezza sociale che garantisca lavoro, reddito, protezione alle categorie più deboli, servizi di prima necessità per tutti.

In questo momento, siamo vicini alla famiglia di Youns che piangono la morte di un loro figlio che, dalla vita, non ha mai avuto nulla, morto davanti ad un bar, in una calda notte d’estate, freddato dalla pistola di un assessore con il colpo in canna.

Riposa in pace Youns, che la terra ti sia lieve!

SABATO 24 luglio a Voghera PRESIDIO ANTIRAZZISTA alle ore 17.00 in Piazza Meardi

Associazione Verso il Kurdistan Odv

Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia

RIFONDAZIONE: LA RIPRESA… DEI LICENZIAMENTI

Un’altra multinazionale dell’automotive, la statunitense Timken, ha annunciato ieri la chiusura dello stabilimento di Villa Carcina, in provincia di Brescia, e il licenziamento di 106 lavoratori.

Dopo la Gianetti Ruote  di Ceriano Laghetto e la Gkn di Campi Bisenzio è la terza azienda del settore che, in pochi giorni, approfitta dello sblocco dei licenziamenti per procedere alla cessazione delle attività e lasciare a casa i propri dipendenti.

E viene fatto con modalità  cui queste società di rapina ci hanno abituato da anni: un totale disprezzo per la dignità delle persone   e la più completa indifferenza  sulla sorte dell’economia dei territori.

Non erano necessarie queste nuove verifiche, sulla pelle dei lavoratori, per capire che la  famosa “presa d’atto”  di governo e parti sociali con annessa raccomandazione alle imprese a non licenziare  era solo una foglia di fico senza alcun effetto.

Dietro questa scelta è evidente la volontà di questo governo di continuare a fidare nelle logiche del mercato e del profitto, le stesse che hanno prodotto il declino economico e produttivo del paese, sei milioni di disoccupati reali e condannato milioni di persone, specie donne e giovani a lavori precari con tutele sempre più scarse e salari da fame.

Non è un caso che il governo non abbia uno straccio di politiche industriali, che di fronte ai rischi enormi che la rivoluzione  della mobilità in atto produrrà sul settore dell’auto e sulla componentistica, nel Pnrr non se ne parli nemmeno.

Salutiamo positivamente  e sosteniamo le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici della Gkn, della Gianetti e ora della timken, ma non si può continuare a difendere una fabbrica alla volta con lotte parziali come avviene da tempo.

Ai piani di ristrutturazione globale del sistema produttivo ai danni dei lavoratori  bisogna rispondere con la ripresa di grandi lotte unitarie per affermare il primato del lavoro e delle persone rispetto ai profitti; per una riconversione ambientale delle produzioni che abbia al centro un grande piano per l’occupazione fondato sulla  riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, il rilancio del pubblico, più diritti per tutte e tutti.

Antonello Patta, Responsabile nazionale lavoro
Fabbrizio Baggi, Segretario della Lombardia
Partito della Rifondazione Comunista /Sinistra Europea

A Genova 20 anni dopo, avevamo ragione e non abbiamo cambiato idea

RIFONDAZIONE COMUNISTA

Tornare a Genova, dopo 20 anni dal G8, dalla meravigliosa ricchezza espressa dai movimenti, dalla brutalità della repressione culminata con l’uccisione di Carlo Giuliani, con la mattanza della Diaz e con le torture a Bolzaneto, non è per Rifondazione Comunista una celebrazione.

Semplicemente non ce ne siamo mai andati da tutti i luoghi, percorsi, tentativi di contrastare il capitalismo neoliberista. Partecipiamo in questi giorni alle assemblee, alle manifestazioni, ai momenti di approfondimento perché convinti che di un movimento forte questo paese e le classi popolari abbiano urgente bisogno.

Perché i danni prodotti dai “grandi” asserragliati 20 anni fa nella zona rossa, continuano a far male, anzi le scelte di austerity, di privatizzazione, di compressione dei diritti e dei servizi essenziali, sono alla base anche dell’emergenza sanitaria da cui ancora non siamo usciti.

Siamo a Genova perché – al contrario di molti – non ci siamo arresi al pensiero unico neoliberista e al capitalismo come religione assoluta, perché in questo paese, nel continente e nell’intero pianeta c’è da fare una rivoluzione, perché quasi ovunque nel mondo, le distanze fra sfruttati e sfruttatori sono aumentate, perché le condizioni ambientali, l’accesso ai generi di prima necessità, a salari decenti, alla salute, alla scuola, alla libertà di movimento, sono negati oggi più di allora.

Siamo a Genova perché un altro mondo non solo è possibile ma è necessario e vogliamo/dobbiamo, costruirlo insieme.

Ma ci siamo anche con Carlo nel cuore, col ricordo delle tante e dei tanti pestati dalle sedicenti forze dell’ordine e con la rabbia per i leader politici e della polizia rimasti impuniti per i crimini commessi.

Oggi parteciperemo alla Gira zapatista perché fu l’Ezln – con cui entrammo subito in contatto – a dare il via al movimento per l’umanità contro il neoliberismo.

Fummo l’unico partito italiano totalmente interno al movimento dei movimenti presente a Seattle, Porto Alegre e a Genova dove partecipammo in decine di migliaia.

A Genova nel 2001 emerse uno spazio sociale e politico radicale che era alternativo nei contenuti ai due poli di centrodestra e centrosinistra.

Nell’Italia di Draghi ce n’è ancor più bisogno.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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