STOP LICENZIAMENTI, OGGI IN PIAZZA CON I SINDACATI

Stamattina abbiamo partecipato alle manifestazioni di lavoratori e lavoratrici convocate da Cgil, Cisl e Uil a Bari, Firenze e Torino indette contro la fine del blocco dei licenziamenti, per la proroga almeno fino al 31 ottobre, per una riforma degli ammortizzatori sociali e nuove politiche attive del lavoro.

Il governo Draghi ha mostrato, sia nei decreti che nel #PNRR, di essere molto attento agli interessi delle imprese e di non avere nessuna sensibilità sui gravissimi problemi del #lavoro; non fa nulla contro la disoccupazione che in Italia coinvolge 6 milioni di persone, non fa nulla contro i bassi salari, tra i peggiori d’Europa, condivide le leggi che hanno prodotto precarietà, ridotto le tutele e condannato giovani e donne a lavori indegni.

E’ un governo che fa sua l’idea intollerabile che la crescita realizzata con fondi pubblici possa avvenire ai danni dei lavoratori e che le imprese per ristrutturarsi debbano licenziare i propri dipendenti.

La verità è molto semplice: si vogliono licenziare dipendenti a tempo indeterminato per assumere lavoratrici e lavoratori precari.

Si prosegue, in tutta evidenza, sulla strada di un modello economico e sociale centrato sulla prepotenza dell’impresa che non solo ha colpito duramente i lavoratori, ridimensionato gravemente il pubblico, ma ha impoverito la società e l’economia del paese.

Come Rifondazione Comunista pensiamo che non sia più possibile rinviare la ripresa di un grande e unitario ciclo di lotte per: l’occupazione richiedendo con forza la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario; salari dignitosi con l’eliminazione per legge dei contratti pirata e l’introduzione di un salario minimo orario di dieci euro netti e di un reddito di base contro povertà e esclusione; pensioni dignitose per tutte e tutti a 60 anni o 40 di contributi; il rilancio del ruolo pubblico a garanzia dei diritti, della cura delle persone e dell’ambiente, con maggiori investimenti sulle strutture e con l’assunzione di un milione di nuovi dipendenti; l’abolizione di tutte le leggi che hanno prodotto la precarietà, distrutto le tutele e quelle che hanno creato la giungla di appalti e subappalti con salari e condizioni di lavoro indegni di un paese civile.

Oggi pomeriggio partecipiamo ai #Pride2021 di Milano e Roma perché come comuniste/i siamo contro tutte le forme di oppressione e discriminazione, per i diritti di tutte/i.

RIFONDAZIONE COMUNISTA