21 Settembre 2022

21 Settembre 2022

20 Settembre 2022
Siamo alle ultime battute di questa campagna elettorale.
Come Rifondazione Comunista, insieme a Potere al Popolo e DEMA, abbiamo dato vita a ”UNIONE POPOLARE con De Magistris”.
Questo progetto è nato per dare voce a chi voce non ha.
Per dare voce a tutti quelli (e sono tanti) che non vogliono che si continui ad inviare armi all’Ucraina, ma vogliono che il nostro Paese si faccia promotore d’iniziative di pace.
Per dare voce a tutti quelli (e sono tanti) che sono consapevoli che la crisi climatica in corso non è un’invenzione degli ecologisti ma, una drammatica realtà, che si può risolvere solo mettendo in discussione l’attuale modello sociale di produzione.
Per dare voce a chi vuole più giustizia sociale, una più equa distribuzione delle ricchezze, una sanità pubblica che funzioni e nuovi diritti per chi lavora.
Insomma dare voce a chi oggi non ha voce per farsi ascoltare.
Per presentare questo progetto abbiamo dovuto superare enormi difficoltà, dal raccogliere le firme in pieno Agosto, ad adempiere numerose procedure burocratiche, al costruire le liste con molte persone in ferie.
Nonostante tutto ci siamo riusciti, abbiamo costruito una lista di candidati/e fatta prevalentemente di donne (3 tre su quattro) alla camera e di giovani, i nostri candidati sono tutti con un’età inferiore ai trenta anni.
Tutti i candidati e le candidate sono persone del territorio, non gente catapultate da Roma.
Abbiamo fatto una campagna elettorale senza i grandi mezzi finanziari di cui dispongono tutte le altre liste.
Noi non abbiamo potentati economici che ci appoggiano e che quindi non saranno in grado di influenzarci.
Abbiamo fatto una campagna elettorale utilizzando solo la militanza volontaria della nostra gente.
Abbiamo fatto banchetti per parlare con la gente, attacchinato i nostri manifesti per far conoscere il nostro simbolo e girato per tutti i quartieri popolari per farci conoscere.
Abbiamo dovuto sopportare un oscuramento mediatico vergognoso da parte dei grandi giornali e delle TV soprattutto quella pubblica, abbiamo dovuto sopportare anche che altre forze politiche ci coprissero i nostri manifesti.
Nonostante queste difficoltà siamo stati presenti nell’agone politico con le nostre idee e proposte politiche e soprattutto saremo presenti anche dopo il 25 settembre.
Rusconi Piero segretario Rifondazione Comunista Fed. di Pavia
Pavia 20/09/2022






20 Settembre 2022


16 settembre 2022
Nell’esprimere il nostro cordoglio ai familiari delle vittime e alla popolazione colpita non possiamo tacere la nostra indignazione per la perdurante sottovalutazione delle conseguenze dei cambiamenti climatici.
Non chiamatelo maltempo, è #crisiclimatica
Definire maltempo il ripetersi sempre più frequente di eventi metereologici estremi è fuorviante.
Il combinato disposto di negazionismo e negligenza continua a coglierci impreparati. Come accaduto sulla Costa Toscana anche nelle Marche non c’è stato un allerta rosso ma un assai più rassicurante giallo.
Torniamo a chiedere che si chiarisca il perché del mancato allarme.
Non si assumono misure radicali per la riduzione delle emissioni climalteranti, anzi si impone il rilancio di rigassificatori e carbone. Non si fa nulla per imporre lo stop al consumo, alla cementificazione e impermeabilizzazione del suolo.
Invece di dare priorità alla messa in sicurezza del territorio si continua a puntare su grandi opere per arricchire le solite lobby.
Non abbiamo ancora nemmeno un piano di adattamento ai cambiamenti climatici per evitare che questi eventi estremi colgano le popolazioni impreparate e contenere i danni e la perdita di vite umane.
Dopo i morti sulla costa della Toscana assistiamo a una tragedia nelle Marche che mostra quanto sia obsoleta l’agenda delle forze politiche, dalla destra di Giorgia Meloni che sostiene il negazionismo climatico al Pd che l’ambiente lo difende solo con le chiacchiere.
Maurizio Acerbo Paolo Berdini per Roma Settimo Municipio
Elena Mazzoni-responsabile nazionale ambiente PRC-Sinistra Europea candidat* per Unione Popolare con Luigi de Magistris
Scendi in piazza anche tu per il Global Strike For Climate!

15 Settembre 2022
Il Comitato Politico Regionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea Lombardia riunitosi in data 14 settembre 2022
considerato:
spingere le nuove generazioni alla militanza politica;
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea nello spingere il movimento e i suoi componenti ad analizzare la crisi climatica con una visione anticapitalista;
movimento dei Fridays For Future) sono perfettamente compatibili con quello che è il programma ufficiale di Unione Popolare;
annuncia il suo appoggio allo sciopero globale per il clima che si terrà in data 23.09.2022 impegnandosi a partecipare in prime persone con i compagni e le compagne dei vari circoli delle federazioni della Lombardia e, ove possibile, anche attraverso la presenza dei/delle Giovani Comunisti/e, a tessere rapporti con il movimento in questione, per provare a dare una prospettiva anticapitalista a quella che è la lotta contro il cambiamento climatico.
ODG Approvato ad unanimità dal Comitato Politico regionale del Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea – Lombardia del 14 settembre 2022.
14 Settembre 2022
Circoli di Casorate
Venerdì 16/09 – banchetto al mercato di Bereguardo fino alle ore 12
Sabato 17/09
– banchetto a Motta Visconti in via Borgomaneri fino alle ore 12
Domenica 18/09
– banchetto a Casorate, in piazza Contardi, fino alle ore 12
– volantinaggio al mercato di Vidigulfo dalle ore 9 alle ore 12
Mercoledì 21/09
– banchetto al mercato di Motta Visconti fino alle 12
– chiusura campagna elettorale, dalle ore 21, in piazza Sant’Ambrogio con la partecipazione di Mara Ghidorzi e Domenico Finiguerra con i CANTOSOCIALE
Circolo di Torrevecchia Pia:
Sabato 17/9 dalle 9.00 alle 12.00 banchetto al mercato di Landriano
Domenica 18/9 dalle 9.00 alle 12.00 volantinaggio mercato di Vidigulfo
Circolo di Mortara
Venerdì 16/9 – banchetto a Mortara in piazza Silvabella dalle ore 8:30 alle ore 12
Circolo di Vigevano
Domenica 18/9 – Banchetto in Piazza Ducale nella giornata. A questa iniziativa parteciperanno i nostri candidati Lomellini più i rappresentanti a livello regionale.
Articolo pubblicato nel 2021 che ripropongo alla vostra attenzione e ancora valido in questa triste ricorrenza.
GIORGIO RIOLO
Il nostro dolore di sempre per il golpe cileno del 11 settembre 1973. Voluto, pianificato, guidato e finanziato dagli Usa.
Onore a Salvador Allende e ai compagni cileni massacrati, torturati, esiliati.
In queste ore di retorica ributtante, riproduco qui un messaggio di compagni cileni inviato questa mattina.
Gli Stati Uniti commemorano oggi la tragedia dell’11 settembre 2001, che costò la vita a 3.000 vittime innocenti.
Joe Biden visiterà i tre luoghi iconici degli attacchi terroristici avvenuti vent’anni fa. I media di tutto il mondo celebrano questo evento storico e mediatico.
Seguono programmi speciali, reportage, interviste, testimonianze diurne e notturne.
Ma questi stessi media ignoreranno, silenziosamente o quasi, un altro evento storico e drammatico come se gli statunitensi avessero il monopolio e l’esclusività di questa data. Questo è l’11 settembre 1973.
Sebbene sia ovvio che è necessario parlare dell’11 settembre 2001 e denunciare il massacro di innocenti.
Ma non si può parlare della dittatura di Pinochet senza evocare il socialismo cileno di Salvador Allende.
I due uomini simboleggiano due modelli di società diametralmente opposti.
Allende era un rivoluzionario particolare. Voleva realizzare il socialismo non attraverso una rivoluzione violenta, ma pacificamente, attraverso le urne.
Il 3 novembre 1970 vinse le elezioni e diventò Presidente della Repubblica del Cile. Ma Salvador Allende rimase al potere solo tre anni.
Non poté portare a termine “la via cilena al socialismo”.
Infatti, l’11 settembre 1973, il generale Augusto Pinochet, con l’aiuto degli Stati Uniti, pose fine a questa esperienza di transizione pacifica al socialismo per mezzo della violenza.
Il sogno del “Compagno Presidente” venne schiacciato dalla forza brutale della giunta militare.
Il generale Pinochet prese il potere. La dittatura militare sostituì il socialismo democratico. Omicidi, esecuzioni senza preavviso, torture ecc. diventarono pratiche quotidiane.
Le carceri e le stazioni di polizia erano traboccanti. Lo Stadio Nazionale di Santiago si trasformò in un centro di detenzione di massa. Uomini e donne vennero ammassati dai quartieri popolari su autobus e camion militari per settimane e settimane. È anche in questa fase che i soldati hanno messo definitivamente a tacere il cantante Víctor Jara: “Crivellato di proiettili, le sue mani non tagliate ma schiacciate”, scriveva sua moglie in “Víctor Jara, una canzone incompiuta”.
La dittatura ha lasciato migliaia di morti, scomparsi, esiliati e torturati.
Sul piano economico, aiutata dai discepoli “Chicago boys” di Milton Friedman, la dittatura ha imposto una mercificazione di tutte le dimensioni della vita: salute, istruzione, elettricità, acqua, mare, comunicazioni, ecc. Vennero lasciate al libero gioco del mercato dominato dalle multinazionali statunitensi.
Dittatura, mercato e capitalismo vanno di pari passo.
Fedele alle sue convinzioni, Allende preferì morire con dignità piuttosto che arrendersi alla giunta militare. Nei suoi ultimi momenti si rivolse al suo popolo: “Pagherò con la vita per difendere i principi che sono cari a questo Paese (…) La storia è nostra, sono le Persone che la fanno”.
Il generale Pinochet è morto pacificamente nel suo letto in un ospedale militare protetto dagli Stati Uniti. I quali oggi celebrano l’11 settembre 2001.
Mohamed Belaali
9 settembre 2022
Un recente sondaggio della compagnia Bidimedia dà il nostro elettorato potenziale al 4,5%.
Questo significa che il 4,5% dell’elettorato sta considerando la possibilità di votare per noi anche se non ne è ancora certo.
Chi ha già deciso è l’1,5%, mentre solo la metà della popolazione italiana ci conosce.
Questi dati ci dicono alcune cose importanti.
Superare la barriera di sbarramento è certamente possibile, specie se riusciamo a replicare il forte seguito che abbiamo tra i più giovani (di cui abbiamo parlato ieri) anche in altre classi di età.
Però per riuscirci è necessario fare conoscere a chi ancora non la conosce l’esistenza di #UnionePopolare, il nostro programma e il nostro simbolo che apparirà sulla scheda elettorale.
Per questo è anche importante in campagna elettorale ai banchetti o nei volantinaggi usare sempre le bandiere, manifesti e simboli di Unione Popolare al fine di non confondere potenziali elettori e elettrici.
In questi ultimi 14 giorni di campagna dobbiamo dare tutta l’energia che abbiamo in noi e dare una straordinaria dimostrazione di unità e solidarietà.
Con uno grande sforzo collettivo possiamo riuscire in un’impresa che sembrava impossibile e il 26 settembre potremmo svegliarci con una bellissima sorpresa!
6 Settembre 2022
ADRIANO ARLENGHI
È un piccolo gruppo di cittadini e di associazioni, quello che questa sera ha manifestato davanti alla fabbrica che fu dei fratelli Eredi Bertè. Dove si è sviluppato nel 2017 un incendio doloso che ha incenerito tonnellate di rifiuti.
Ora nel luogo dell’incendio è presente una vera e propria montagna di rifiuti sulle quali sta nascendo nuova vegetazione. Una montagna che da ormai 5 anni rimane lì senza che la politica prenda in considerazione la necessità di una bonifica. Con il rischio che le sostanze generate dall’ incendio percolino nel terreno e inquinino il territorio circostante.
Una manifestazione questa che si svolge ogni anno in Via Fermi, da ormai un lustro e alla quale stasera hanno partecipato anche i candidati al Parlamento di Unione Popolare che si sono impegnati a prendere in considerazione la richiesta di trovare una soluzione per questa vergogna che ancora abita la mia città.
Un piccolo gruppo che tuttavia ha le idee molto chiare sulla necessità di tutelare l’ambiente e le matrici ambientali compromesse e allo stesso tempo chiede di vigilare sul tema della legalità. Perché è indubbio che questo incendio doloso ci parla anche di una pericolosa infiltrazione della criminalità organizzata sul nostro territorio. E allo stesso tempo anche delle tante responsabilità degli enti pubblici che non sono mai intervenuti e hanno permesso che la situazione degenerasse.
Nel sole caldo di un’estate ancora piena di luce è partita la proposta di riportare sotto il controllo pubblico i settori economici più a rischio di inquinamento e di illegalità. Anche se non materialmente presenti si e sentita alta ancora la voce dei mille di Ora Basta! che giusto in questi giorni di 5 anni fa, in rappresentanza di oltre settanta associazioni, ha chiesto una gestione diversa dell’ambiente.
6 Settembre 2022