Autore: Rino

Lettera alla città

19 marzo 2022

ADRIANO ARLENGHI

Mentre noi sosteniamo il disarmo e la nonviolenza per la pace, i governi (e il nostro Parlamento nella quasi totalità) e tutto il complesso militare industriale, non perdono occasione per accrescere le spese militari.

Mentre un mare di associazioni dal basso si spendono per la cura dell’ ambiente, della salute, dell’ istruzione e per il sostegno ai poveri di questa nostra triste umanità, in alto si ragione diversamente.

Fin dalla sua nascita come istituzione politica, l’Unione Europea si è definita come promotrice di pace, democrazia e diritti umani. Negli ultimi anni, tuttavia, ha cambiato rotta e ha iniziato a tracciare un percorso militarista che sta alimentando una nuova corsa agli armamenti e ponendo le basi per la guerra.

Obiettivo passare dai circa 25 miliardi l’anno attuali (68 milioni al giorno) ad almeno 38 miliardi l’anno (104 milioni al giorno). Io non so e non voglio sapere se Putin, Zelensky e gli altri oligarchi hanno pronta l’isola, il bunker, l’astronave per Marte o se sono semplicemente meno empatici, meno svegli, meno liberi o più malati di come ce li raccontiamo.

So che la guerra i popoli non la vincono mai, nemmeno quando la vincono i loro governi. I soldati muoiono o tornano a casa feriti nel corpo e nell’anima, spesso inadatti alla vita che avevano.

Gli ospedali, i ponti, le fabbriche le stazioni, le scuole vengono distrutte, le famiglie terrorizzate e divise, le terre bruciate e chi vive di questo – andando a scuola, coltivando la terra, guidando un treno, lavorando in fabbrica o in un ospedale – si ritrova senza la vita che aveva da vivere, con tutto da rifare.

La pace, invece, si fa una fatica porca a farla e a chiederla, ma è l’unica soluzione praticabile per chi di casa ne ha una e di stipendio pure e ha i figli sotto le armi e rischia ogni giorno in più di guerra di perdere tutto quello che ha.

La guerra è praticabile solo per chi produce e vende armi e non le imbraccia, solo per chi le guerre le sta a guardare in tv come si guardano le partite di calcio, facendo il tifo per una squadra e per l’altra senza capire quali sono realmente le squadre in campo: gli oligarchi contro i poveri cristi, in ogni guerra.

La pace, per i poveri cristi, non è un’utopia: è un’utopia la guerra, la pace e il disarmo sono l’unica via.

E’ necessario, a mio avviso, costruire anche a Mortara un Comitato per la Pace con alcune caratteristiche precise.

Il Comitato per la Pace si ispira ai valori della Costituzione Italiana e in particolare al ripudio della guerra così come sancito dall’articolo 11:“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

Si ispira inoltre all’articolo 118 della Costituzione Italiana che all’ultimo comma recita: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.

Si ispira inoltre ai valori di pace dello Statuto comunale. Il Comitato per la Pace è un organismo per la tutela di interessi collettivi, diffusi nella comunità, e intende dare rappresentanza comune paritetica ad associazioni e cittadini impegnati per la pace, richiedendo alle istituzioni di dare attuazione del principio di sussidiarietà sopra citato.

Il Comitato per la Pace:

1. è impegnato nella difesa della Costituzione

2. si ispira ai valori dell’antifascismo;

3. attua ogni iniziativa non violenta utile ad attuare l’articolo 11 della Costituzione;

4. opera nelle scuole proponendo l’educazione alla pace;

5. è basato sul volontariato, promuove la cittadinanza attiva e la partecipazione democratica;

6. richiede alle istituzioni l’attuazione del principio di sussidiarietà contenuto nell’articolo 118 della Costituzione in modo che venga favorita l’iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento delle attività di ripudio della guerra e di promozione della pace quali attività di interesse generale riconosciute e tutelate dalla Costituzione.

7. organizza manifestazioni pubbliche, cortei, sit-in, convegni, attività culturali e civili e ogni altra attività di sensibilizzazione, informazione e formazione.

Chiudiamo la televisione, scendiamo in strada e costruiamo dal basso una cultura ed un umanesimo che manca.

Mortara: Microcast, operai senza un euro da novembre. “Non ce la facciamo più, chiediamo almeno una mensilità per respirare”

17 marzo 2022

Apprendiamo dall’Informatore, con un piccolo articolo, di come sono trattati i lavoratori della Microcast. Un classico esempio di come il Governo Draghi crea nuovi poveri, abbandonati a se stessi senza nessun aiuto finanziario dopo i licenziamenti.

Ieri mattina la Camera dei Deputati ha approvato a larghissima maggioranza (391 voti favorevoli su 421 presenti, 19 voti contrari) un Ordine del giorno collegato al cosiddetto “Decreto Ucraina” proposto dalla Lega Nord e sottoscritto da deputati di Pd, Fi, Iv, M5S e FdI che impegna il Governo ad avviare l’incremento delle spese per la Difesa verso il traguardo del 2 per cento del Prodotto lnterno Lordo. Ciò significherebbe, citando le cifre fornite dal Ministro della Difesa Guerini passare dai circa 25 miliardi l’anno attuali (68 milioni al giorno) ad almeno 38 miliardi l’anno (104 milioni al giorno). Soldi tolti alla Sanità, all’Istruzione, alla Ricerca, alla Cultura e agli ammortizzatori sociali per i lavoratori. Al peggio non c’è mai fine.

ARTICOLO Tratto da: l’INFORMATORE del 17 marzo 2022

Mortara: i lavoratori Microcast, dichiarata fallita il 23 novembre, sono rimasti senza lavoro e stipendio, né cassa integrazione, né Naspi.

Sono poco meno di 30. “Non vediamo un euro – riferisce uno di loro – dal 9 novembre, quando ci è stato pagato lo stipendio di ottobre. Non ce la facciamo più, chiediamo almeno una mensilità per respirare”.

“I dipendenti – spiega Lorena Bini della Fiom Cgil – hanno diritto a 12 mesi di cassa integrazione straordinaria, prevista dal decreto Genova anche per le imprese fallite. Abbiamo cercato di attivarla con incontri al ministero. Finalmente il 17 febbraio abbiamo firmato l’accordo. Ora deve essere recepito da un decreto ministeriale, poi ci saranno i tempi dell’Inps per i pagamenti. Stiamo sollecitando di continuo. I lavoratori aspettano inoltre dal fallimento due mensilità del 2019 e il Tfr”.

Giulietto Chiesa, giornalista, saggista e profondo conoscitore della Russia. Video del 2015.

15 marzo 2022

L’attuale guerra in Ucraina ha cause che risalgono indietro nel tempo. Per questo proponiamo questo video di Giulietto Chiesa che era un profondo conoscitore dell’Unione sovietica e degli Stati alleati della Nato.

E’ un’analisi molto simile a quella dell’articolo della rivista marxista americana “Monthly Review” tradotto dal nostro segretario nazionale Acerbo e pubblicata sul sito nazionale del Partito della Rifondazione Comunista.

Nel contempo ribadiamo la nostra posizione: siamo contro l’intervento militare russo che, oltre ai gravi costi umani, offre il fianco al furore bellicista dell’Occidente (che non aspettava altro).

Siamo contrari ai colossali progetti di riarmo che saranno pagati dai ceti popolari in termini di ulteriori tagli alla sanità, alla scuola, ai servizi pubblici.

Siamo contro l’invio di armi all’Ucraina. Siamo per il cessate il fuoco e per negoziati che possano ripristinare gli accordi di Minsk.

Siamo per allontanare le basi militari straniere dal nostro territorio e per realizzare la parola d’ordine “FUORI L’ITALIA DALLA NATO, FUORI LA NATO DALL’ITALIA”.

Partito della Rifondazione Comunista, Fed. di Pavia

Giulietto Chiesa spiega cosa sarebbe successo fra UCRAINA (Nato) e RUSSIA con 7anni di anticipo, 2015

Rifondazione: gravissima circolare dello Stato Maggiore dell’Esercito. Ci prepariamo a combattere

Pubblicato il 15 mar 2022

Gravissima la circolare dello Stato Maggiore dell’Esercito datata 9 marzo. Il nostro esercito si prepara a combattere. E’ la dimostrazione lampante che il nostro Paese è già parte co-belligerante nel conflitto in corso. Cittadini/e sono tenuti all’oscuro di come il governo ci stia sciaguratamente trascinando in una guerra i cui sviluppi, se si continua su questa strada, saranno devastanti. Chi ha prestato servizio nelle forze armate negli ultimi trent’anni non ha mai visto una circolare dello stato maggiore dell’Esercito di questo tenore. A questa sciagurata mobilitazione di truppe si aggiunga che ancora non è dato sapere che tipo di armamento stiamo inviando in Ucraina. Il governo chiarisca immediatamente al Paese.

Bisogna fermare questa spirale di guerra.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Gregorio Piccin, responsabile pace del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

la circolare è in allegato.

MANIFESTAZIONE A PAVIA, DOMENICA 20 MARZO, ORE 17, PIAZZA DELLA VITTORIA

14 marzo 2022

CONTRO LA GUERRA! Condanniamo l’invasione dell’Ucraina attuata dalla Russia di Putin.

Non crediamo ai “bombardamenti chirurgici” e alla finta retorica antifascista di un regime che perseguita i suoi stessi cittadini se osano opporsi alla guerra. Siamo solidali a chi in Russia scende in piazza e come noi protesta contro la guerra, sfidando la repressione.

CONTRO L’INTERVENTISMO OCCIDENTALE!

Le grandi potenze occidentali hanno seminato morte, sfruttamento e distruzione in tutto il mondo con le loro “guerre umanitarie” e con la loro ipocrisia. Si sono interessate all’Ucraina solo per i propri interessi e la abbandoneranno quando non servirà più, come hanno sempre fatto. Non ci facciamo arruolare nello scontro catastrofico tra l’espansionismo della NATO e la “sfera d’influenza” russa. Non accettiamo che in Italia e in Europa si tagli la spesa sociale per aumentare la spesa militare.

CONTRO L’ODIO NAZIONALISTA!

Ogni popolo ha diritto di esistere e di scegliere il suo futuro. Conosciamo la ferocia dei nazionalisti ucraini, che hanno ucciso nel Donbass il nostro concittadino Andy Rocchelli, e che senza farsi scrupoli hanno armato gruppi neonazisti come il famigerato battaglione Azov. Anche per questo non crediamo all’invio di armi allo Stato ucraino, usato dalla NATO per portare avanti una guerra per procura contro la Russia. Rifiutiamo la logica di punire indiscriminatamente il popolo russo e addirittura censurare la cultura russa per i crimini del suo governo.

FRONTIERE APERTE per tutti, per chiunque fugge dalla guerra, dalle persecuzioni e dalla povertà. Deve valere per i profughi ucraini, deve valere per i disertori da entrambi i lati del fronte, deve valere per chi è di qualsiasi altra nazionalità e provenienza. L’Europa deve accogliere, senza discriminarli e senza sfruttarli, i migranti che vengono da noi a cercare protezione, lavoro, un futuro per i loro bambini.

PRIME ADESIONI:


ANPI Pavia sez. Onorina Pesce Brambilla, Sinistra Classe Rivoluzione, Partito Comunista dei Lavoratori, Liberi Tutti, Rifondazione Comunista, Giovani Comunisti, 6.000 Sardine, ARCI Pavia com. provinciale, ANPI Cologno Monzese 

VIGEVANO, RIFONDAZIONE: PRANZO DI AUTOFINANZIAMENTO E FESTA DEL TESSERAMENTO

12 marzo 2022


VIGEVANO – Tornano il “pranzo di autofinanziamento” e la “festa del tesseramento” organizzati annualmente in questo periodo dal circolo di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista.

L’appuntamento è in programma sabato 26 marzo con inizio alle ore 12,30 presso la Cooperativa Portalupi in via Ronchi 7 alla frazione Sforzesca di Vigevano.

All’iniziativa interverranno Piero Rusconi, segretario provinciale del Prc, ed Edoardo Casati, coordinatore dei Giovani Comunisti/e della provincia di Pavia.

Per il pranzo con piatti tradizionali e vegetariani è obbligatoria la prenotazione telefonica al numero 328-1028046 (chiamare dalle ore 20 alle ore 22) entro mercoledì 23 marzo. Inoltre, in base alle disposizioni vigenti per il contenimento della diffusione del Coronavirus, è obbligatorio il green pass “rafforzato”.

«Si tratta – sottolineano al circolo di Vigevano di Rifondazione Comunista – di un’occasione per stare insieme, discutere di politica e, per chi lo vorrà, iscriversi al nostro partito.

Noi non organizziamo cene a mille euro né riceviamo sostegno da potenti gruppi economici.

Preferiamo i 10 euro che possono versare compagne e compagni.

Facciamo politica pulita e le nostre entrate sono quelle derivanti dal tesseramento, dalle nostre iniziative e dai contributi di iscritti e simpatizzanti. Per questo chiediamo a tutte e a tutti di dare il proprio contributo, ciascuno secondo le proprie possibilità.

Siamo ricchi di passione, di idee e di militanza e pensiamo di avere tante cose ancora da dire, ma il nostro autofinanziamento è molto limitato e quindi il sostegno di simpatizzanti ed iscritti è decisivo per proseguire e rafforzare l’attività politica in città».

Per i dettagli su questo appuntamento e sul menù del pranzo è possibile consultare il sito internet www.rifondazionevigevano.it, la pagina Facebook “Rifondazione Comunista Vigevano” e il profilo Instagram “rifondazionevigevano”.

Vigevano: petizione di Rifondazione Comunista per un piano di sistemazione delle strade

12 marzo 2022

Vigevano: petizione di Rifondazione Comunista per un piano di sistemazione delle strade

VIGEVANO – “Le strade diventino priorità per Vigevano”. E’ questo il significativo titolo della petizione on-line (sulla piattaforma change.org) e cartacea promossa in questi giorni dal circolo di Vigevano del Partito della Rifondazione Comunista.

Come spiegano i militanti del Prc nel comunicato stampa che presenta l’iniziativa «l’obiettivo è quello di sollevare il problema della viabilità a Vigevano: le strade sono pericolose, con lunghe crepe, i marciapiedi sono disastrati e inesistenti, la segnaletica è mancante o rovinata, i tempi di lavoro sono lunghissimi e le strade sono sempre più sporche».

Da qui l’invito a sottoscrivere la petizione indirizzata al Comune di Vigevano in cui si chiede «all’attuale amministrazione comunale di centrodestra di predisporre al più presto un piano di investimenti sfruttando i soldi che, come detto dalla giunta stessa, stanno arrivando dal P.N.R.R.».

Secondo Rifondazione Comunista, «per un Comune sistemare strade, marciapiedi, verde pubblico ed edifici comunali dovrebbe essere semplicemente “ordinaria amministrazione”. Eppure, anche in questo ambito la giunta a guida leghista è molto carente.

Per questo si rende necessaria la realizzazione di un piano di intervento straordinario che restituisca decoro e bellezza alla città, riqualificando anche le aree urbane oggi abbandonate a se stesse, sia in centro sia nelle periferie e nelle frazioni».

Il Prc vigevanese sottolinea poi che «in questi tempi così difficili per la situazione economica, sanitaria e geo-politica generale è ancor più necessario che l’amministrazione comunale attivi ogni iniziativa opportuna per garantire la vivibilità della città ed essere al fianco delle cittadine e dei cittadini vigevanesi anche nella vita quotidiana».

Per sottoscrivere on-line la petizione è sufficiente collegarsi al sito www.change.org e cercare “Le strade diventino priorità per Vigevano”. E’ inoltre possibile aderire partendo dal sito www.rifondazionevigevano.it e cliccando direttamente sul banner in evidenza nella home.

Infine, la petizione può essere sottoscritta nella sua forma cartacea presso i prossimi “banchetti” di Rifondazione Comunista in programma nelle mattine di domenica 10 aprile in piazza Ducale e di sabato 14 maggio al mercato di Vigevano.