Tag: Rifondazione Comunista

Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero dei riders del 26 marzo e invita i cittadini a non utilizzare i servizi a domicilio per l’intera giornata

Pubblicato il 25 mar 2021

Lo sciopero è stato indetto da una partecipatissima assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della rete “RiderXiDiritti”, che ha coinvolto riders di più di 30 città italiane, e si è conclusa proclamando per il 26 marzo il blocco del servizio di food delivery in tutto il Paese”
Una decisione importantissima che esprime la volontà delle lavoratrici e dei lavoratori del settore di non accettare più condizioni di lavoro insopportabili, frutto di un sistema in cui come dimostrato da diverse inchieste della magistratura, paghe da fame e sfruttamento estremo si accompagnano a illegalità di tutti i tipi: decurtazioni dei compensi, caporalato, elusione fiscale, non rispetto delle norme sulla sicurezza e perfino confisca delle mance.
Abbiamo accolto positivamente i pronunciamenti della magistratura che hanno dichiarato i riders lavoratori subordinati a tutti gli effetti e ingiunto alle aziende di assumerli tutti, sono ben 60 mila, “applicando contratti adeguati”.

Riteniamo invece vergognosa la latitanza del governo che nemmeno di fronte a forme estreme di sfruttamento come questa, si decide ad abolire le leggi neoliberiste che hanno trasformato il mercato del lavoro in un suk di braccia usa e getta senza tutele e senza diritti.
Rifondazione sostiene i lavoratori determinati a proseguire la lotta fino a quando non vedranno riconosciuti “istituti contrattuali fondamentali come la malattia, le ferie, il congedo parentale, la paga oraria per por fine al ricatto del cottimo, il Tfr, un monte ore minimo garantito e i diritti sindacali”

Invitiamo i cittadini a esprimere la loro solidarietà con la giusta lotta dei riders non utilizzando nessun servizio di consegna a domicilio tramite app per tutta la giornata del 26 e condividendo gli hashtag del blocco del consumo per coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini

Antonello Patta responsabile lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

BASTA FALSE PROMESSE

Il 19 marzo 2021, è la Giornata Mondiale di Azione per il Clima, la giornata in cui tutto il mondo ci si mobilita, in presenza ed in modo virtuale, per chiedere giustizia climatica, ambientale, economica e sociale.

Anche a Vigevano, nel pomeriggio, si è svolto un presidio davanti al Municipio organizzato da Friday For Future.

Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti/i hanno aderito alle manifestazioni svoltesi in tutto il Paese perchè è urgente agire, con pratiche collettive e radicali, per invertire la rotta, per salvare la vita, per un cambiamento di paradigma di civiltà, rompendo con la logica ecocida e perversa dell’accumulazione capitalistica. 

Il riscaldamento globale costituisce una questione etica e politica ed investe ampi settori quali l’uguaglianza, i diritti umani, i diritti collettivi e le responsabilità storiche ed economiche che stanno alla base del cambiamento climatico.

Servono misure immediate e concrete in linea con la scienza, con il principio di giustizia climatica, con i diritti di tutte e tutti e non asservite agli interessi economici di governi ed imprese, responsabili della crisi attuale e che si nascondono dietro false promesse.

Gli effetti della crisi climatica sono già sotto i nostri occhi, la stessa sindemia del Covid, che ha la sua origine nella devastazione ambientale, evidenzia il bisogno di modificare urgentemente e radicalmente lo stato di cose presente.

Rifondazione Comunista ha promosso sul sito “L’Italia giusta e sostenibile” la nostra proposta di Recovery Plan che vi invitiamo a condividere e socializzare ovunque. 

Perché la battaglia contro la crisi climatica sia vinta servono obiettivi ambiziosi e reali, un forte intervento statale, investimenti nel settore pubblico e nessuna ingerenza di quei soggetti, da Eni a Confindustria, passando per Rockhopper e simili, che la crisi climatica, economica e sociale, l’hanno prodotta e sfruttata.

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Giovani Comunisti/e

Circolo “Hugo Chavez Frias”

Vigevano

Recovery plan rifondazione

MAZZONI/CASSATELLA – Circolare per Giornata mondiale di azione per il Clima

Pubblicato il 19 mar 2021

Care Compagne e cari Compagni,
oggi, 19 marzo 2021, è la Giornata Mondiale di Azione per il Clima, la giornata in cui tutto il mondo ci si mobilita, in presenza ed in modo virtuale, per chiedere giustizia climatica, ambientale, economica e sociale.

Il riscaldamento globale costituisce una questione etica e politica ed investe ampi settori quali l’uguaglianza, i diritti umani, i diritti collettivi e le responsabilità storiche ed economiche che stanno alla base del cambiamento climatico.

Servono misure immediate e concrete in linea con la scienza, con il principio di giustizia climatica, con i diritti di tutte e tutti e non asservite agli interessi economici di governi ed imprese, responsabili della crisi attuale e che si nascondono dietro false promesse.

Gli effetti della crisi climatica sono già sotto i nostri occhi, la stessa sindemia del Covid, che ha la sua origine nella devastazione ambientale, evidenzia il bisogno di modificare urgentemente e radicalmente lo stato di cose presente. Occorre cambiare direzione per questo oggi alle 11:30 lanceremo sul sito L’Italia giusta e sostenibile-La nostra proposta di Recovery Plan che vi invitiamo a condividere e socializzare ovunque e che trovate in allegato insieme alla grafica da utilizzare.

Perché la battaglia contro la crisi climatica sia vinta servono obiettivi ambiziosi e reali, un forte intervento statale, investimenti nel settore pubblico e nessuna ingerenza di quei soggetti, da Eni a Confindustria, passando per Rockhopper e simili, che la crisi climatica, economica e sociale, l’hanno prodotta e sfruttata.

Affettuosi saluti comunisti

Elena Mazzoni, segreteria nazionale, responsabile Ambiente PRC-SE
Marco Cassatella, responsabile Ambiente Giovani Comunisti PRC-SE

Recovery plan rifondazione

Sciopero Amazon – Rifondazione Comunista con le lavoratrici e i lavoratori in lotta contro il super sfruttamento e la precarietà

Pubblicato il 19 mar 2021

Lunedì 22 sciopero di 24 ore dei dipendenti di Amazon e di tutti i lavoratori e le lavoratrici delle aziende di fornitura in appalto di servizi di logistica, movimentazione e distribuzione delle merci.

L’astensione dal lavoro, proclamata da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, è la giusta risposta all’arroganza dell’azienda che rifiuta perfino di ascoltare le richieste delle lavoratrici e dei lavoratori sottoposti da anni a ritmi, carichi di lavoro, turni e orari insopportabili.
Si dichiara stupita la multinazionale abituata com’è a disporre di manodopera sfruttabile a piacimento, senza garanzie occupazionali e senza i più elementari diritti, tramite il ricorso indiscriminato a forme di lavoro precario e interinale e a un diffuso sistema di appalti.

A stupire dovrebbe essere il fatto che la multinazionale del primo dei paperoni del mondo, più ricco di 24 miliardi di dollari grazie ai giganteschi profitti realizzati durante la crisi sanitaria, non si senta in obbligo morale di rispettare i diritti minimi di chi la sua ricchezza la produce.

Riteniamo sacrosante le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali: riduzione dei carichi e ritmi di lavoro, eliminazione di orari e turni insostenibili, riduzioni dell’orario dei driver, garanzia di continuità occupazionale in caso di cambio di appalto o fornitore, la stabilizzazione dei tempi determinati e dei lavoratori interinali, rispetto delle norme su salute e sicurezza.
Per questo e per costringere l’azienda a riconoscere finalmente i diritti sindacali finora negati Rifondazione Comunista sarà a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori nell’importante giornata di lotta del 22 Marzo.

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

ANCHE CON BIDEN, GLI USA SONO UNA MINACCIA PER LA PACE MONDIALE

Pubblicato il 19 mar 2021

Le dichiarazioni di Biden sono di una gravità inaudita e confermano che la nuova guerra fredda contro Russia e Cina è una scelta strategica degli Stati Uniti.

Biden che accusa Putin di essere un killer dimentica che, nella classifica dei Paesi (e capi di governo) guerrafondai, gli Stati Uniti ed i loro presidenti democratici o repubblicani dominano sia per quantità, che qualità di efferatezze compiute ai danni di popoli terzi. Hanno una lunga storia di eliminazione fisica di oppositori politici e superano di certo la Russia, per vittime a mano della polizia e numero di detenuti.

Guai a considerare Biden un rimbambito per la dichiarazione rilasciata. Con questa mossa il presidente statunitense alza la tensione per rinsaldare (“rinforzare” direbbe Draghi) il blocco atlantico, giustificare il riarmo spinto in corso e chiudere qualsiasi ipotesi di distensione e cooperazione.

Ricordiamo che, secondo uno studio del Sipri di Stoccolma pubblicato lo scorso dicembre, l’80,4 % del mercato mondiale dei sistemi d’arma è controllato da multinazionali statunitensi ed europee. Questo dato comprende sia l’export che il riarmo interno.

Non solo, secondo i ricercatori del Sipri l’internazionalizzazione dell’industria bellica, che prevede il prolungamento della filiera produttiva verso decine di Paesi in tutti i continenti, è una caratteristica delle industrie di bandiera del blocco euro-atlantico che vede Cina e Russia praticamente assenti.

Chi minaccia chi? Chi è il capo dei killer della scena globale?
Nel nostro Paese si deve porre all’ordine del giorno un serio dibattito per la revisione radicale della politica estera, militare ed industriale: la Nato è un ferro vecchio da mandare in discarica, mentre l’industria bellica e la proiezione di forza non possono essere considerati i pilastri delle relazioni con gli altri Paesi.

L’Italia non è minacciata da nessuno, e non ha bisogno degli altrui nemici. Il nostro Paese avrebbe tutte le carte in regola per promuovere concrete politiche di disarmo (prima di tutto nucleare), stabilità e cooperazione internazionale.

In Italia e in Europa è sempre più urgente l’uscita dei diversi Paesi dalla Nato, che costituisce un pericolo per la pace mondiale e la convivenza tra i popoli.

Maurizio Acerbo, Segretario Nazionale
Gregorio Piccin, Resp. Dipartimento Pace
Marco Consolo, Resp. Area Esteri e Pace

RIFONDAZIONE COMUNISTA CON I LAVORATORI DELLA TNT-FEDEX E I SINDACALISTI DEL SICOBAS CONTRO LA CRIMINALIZZAZIONE DELLE LOTTE

Pubblicato il 14 mar 2021

Prosegue con solerzia degna di miglior causa l’attività repressiva verso lavoratori della Tnt e sindacalisti del SiCobas colpevoli di aver disturbato i tentativi della multinazionale di riportare indietro le condizioni dei lavoratori eliminando tutele e diritti conquistati con la lotta.

Duri i nuovi provvedimenti repressivi: 5 divieti di dimora, almeno 6 avvisi di revoca dei permessi di soggiorno, 21 indagati con possibili misure di sorveglianza speciale, sequestro dei pc, 13.200 euro complessivi di multa, 2 attivisti del SiCobas agli arresti domiciliari.

Se qualcuno pensava che il blitz del 10 marzo fosse casuale deve ricredersi. Quanto accade segnala pienamente l’intenzione del governo Draghi di proseguire sulla strada di quelle politiche liberiste che per difendere la libertà incondizionata dei capitali e delle imprese da 30 anni attaccano i salari, i diritti e il potere contrattuale dei lavoratori.

E l’applicazione dura delle norme liberticide dei decreti Salvini, non a caso non abolite dal Conte 2, mostra proprio l’intenzione di procedere con la linea della tolleranza zero contro tutte le lotte in grado di difendere realmente i diritti delle lavoratrici e lavoratori piegando l’arroganza delle imprese

A sostegno dei lavoratori in lotta e per l’immediato ritiro dei provvedimenti repressivi attuati aderiamo alla manifestazione promossa dal SiCobas per oggi pomeriggio a Piacenza, alle ore 14.30 in piazzale Genova.

No alla criminalizzazione delle lotte!

Antonello Patta responsabile nazionale lavoro
Stefano Lugli segretario regionale Emilia Romagna
Partito della Rifondazione Comunista/SE

ACERBO (PRC-SE): VACCINI, USA E UE BLOCCANO RICHIESTE SUD DEL MONDO ALL’OMC, DRAGHI COMPLICE DI QUESTO CRIMINE CONTRO L’UMANITA’

Pubblicato il 12 mar 2021

La riunione terminata ieri del Consiglio Trips dell’Organizzazione Mondiale del Commercio si è conclusa con un no alla richiesta di moratoria sui brevetti che consentirebbe a tutti i popoli di accedere ai vaccini e alle cure anticovid presto e a basso costo.

Il blocco guidato da Stati Uniti, Unione Europea, Giappone ha bloccato alla richiesta di India e Sud Africa e sostenuta da più di 100 paesi, dal Vaticano e dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità.

Al fianco di USA e UE il Brasile di Bolsonaro.

La Commissione Europea parla in quella sede a nome del Consiglio Europeo e quindi anche il nostro paese e il nostro governo sono complici della scelta di anteporre i profitti delle multinazionali farmaceutiche al diritto alla salute di tutta la popolazione del pianeta.

D’altronde il Presidente del Consiglio Mario Draghi non ha nemmeno risposto alla lettera aperta inviatagli da Vittorio Agnoletto a nome della campagna “Diritto alla cura – Nessun profitto alla pandemia”.

Negare l’accesso ai vaccini ai popoli è un crimine contro l’umanità e Draghi è complice.

La posizione dell’Unione Europea e del governo italiano – a proposito cosa dice il ministro “di sinistra” Speranza? – è molto grave perchè non solo è disumana ma anche stupida.

La sospensione dei brevetti consentirebbe anche al nostro paese di produrre vaccini a basso costo. Ma soprattutto va sottolineato che schierandosi dalla parte delle multinazionali l’Italia e la Commissione Europea danneggiano anche le cittadine e i cittadini del nostro continente,

Se miliardi di persone nel sud del mondo non saranno vaccinate continueranno a replicarsi nuove varianti che renderanno probabilmente inefficaci anche i vaccini.

Ieri abbiamo fatto iniziative in tutta Italia a sostegno dell’Iniziativa Europea dei Cittadini https://noprofitonpandemic.eu/it/

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Arresti e perquisizioni della polizia in casa di 25 lavoratori della Tnt. Solidarietà del Prc ai lavoratori portati in questura e ai compagni del SiCobas agli arresti domiciliari

Pubblicato il 10 mar 2021

 
Questa mattina 25 operai della Tnt sono stati portati in Questura questa dopo perquisizioni in casa e due coordinatori del SiCobas, Carlo ed Arafat, sono stati arrestati ai domiciliari con accuse di resistenza aggravata per gli straordinari scioperi alla Tnt di 13 giorni contro l’arroganza della FedEx che si conclusero con un accordo in Prefettura.

Un’operazione gravissima che suona come il biglietto da visita del nuovo governo schierato dalla parte della multinazionale TNT-FedEx contro i lavoratori responsabili di avere lottato, resistito ai tentativi repressivi per ben 13 giorni e aver così strappato un accordo favorevole.

E’ una vera e propria vendetta e il segnale della volontà di applicare fino in fondo le norme liberticide dei decreti Salvini – non aboliti da governo Conte 2 – contro tutti i lavoratori e le lavoratrici che  oseranno provare a difendere realmente i propri diritti.
L’accusa è infatti di “resistenza aggravata” riferita al fatto che i lavoratori non hanno ceduto al tentativo della polizia di sgomberare, anche con cariche violente che hanno provocato molti feriti, un picchetto.
E’ la prosecuzione, a poli unificati, di quelle politiche neoliberiste che per difendere la libertà incondizionata dei capitali e delle imprese da 30 anni attaccano i salari, i diritti e il potere contrattuale dei lavoratori, indifferenti alla devastazione sociale in cui si trova il paese.
Mentre apprendiamo che a Piacenza è in corso un presidio davanti alla questura, esprimiamo la nostra piena solidarietà ai lavoratori, a Carlo e Arafat che si trovano agli arresti domiciliari.
No alla criminalizzazione delle lotte.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta responsabile nazionale lavoro

del Partito della Rifondazione Comunista

Acerbo (Prc-Se): vaccini al WTO, Italia e Unione Europea si schierino con india e Sud Africa

Il Consiglio generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) discuterà oggi e domani sulla richiesta di India e Sud-Africa di garantire accesso a trattamenti e vaccini contro covid attraverso la sospensione dei brevetti.
Finora la Commissione Europea e il governo italiano sono stati schierati – come gli USA – dalla parte delle multinazionali farmaceutiche contro la richiesta di derogare ai diritti di proprietà intellettuale sui brevetti durante la gestione della pandemia.
Un atteggiamento criminale che nel caso dell’AIDS produsse più di 10 milioni di morti sul continente africano finché Nelson Mandela non ottenne che si potessero produrre farmaci a basso costo per i paesi poveri. Chi difende profitti contro salute si comporta verso l’umanità come una logica di darwinismo degna dei nazisti.
Mettere a disposizione i brevetti consentirebbe di superare l’attuale lentezza nella vaccinazione in Italia e in Europa ma soprattutto di evitare che nel sud del mondo miliardi di persone rimangano senza protezione dalla pandemia. La pandemia di Covid-19 non avrà fine finché non ci sarà un programma rapido di vaccinazione su scala globale, come hanno spiegato medici e autorità scientifiche a livello internazionale.
La logica capitalistica sostenuta da Unione Europea e USA antepone i profitti di poche società – peraltro sussidiate per le ricerche dagli stati – alla salute di miliardi di persone.
Una logica miope e egoistica che non solo ha rallentato la vaccinazione come sta accadendo in Italia ma che sottopone i paesi ricchi anche al rischio che tra i miliardi di poveri non vaccinati si sviluppino poi varianti nuove che potrebbero non essere contrastate dai vaccini esistenti.
Il governo Draghi e la Commissione di Ursula von der Leye si schiereranno dalla parte di chi chiede di mettere i vaccini a disposizione dell’umanità o delle multinazionali come hanno fatto finora?

Rifondazione Comunista con altre formazioni della sinistra radicale aderenti alla Sinistra Europea e al gruppo parlamentare europeo La Sinistra Gue/Ngl già dal maggio scorso abbiamo lanciato una campagna per il diritto alla cura e sosteniamo con centinaia di ong, associazioni, sindacati l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) Nessun profitto sulla pandemia che invitiamo tutte/i a sottoscrivere: noprofitonpandemic.eu/it

Non vogliamo essere complici di chi antepone gli interessi di pochi alla salute e alla sopravvivenza di tutti.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea