Tag: Rifondazione Comunista

RIFONDAZIONE: mobilitazione a fianco del popolo palestinese

Dopo giorni di manifestazioni dei palestinesi contro lo sfratto di 4 famiglie  dal quartiere Sheikh Jarrah a Gerusalemme est e di una violenta repressione da parte delle forze di occupazione israeliane con centinaia di feriti, oggi l’aviazione israeliana ha bombardato la martoriata striscia di Gaza provocando morti e feriti.

Le forze di polizia israeliane sono entrate sulla Spianata delle Moschee compiendo un violento raid, in concomitanza con le celebrazioni israeliane per la riunificazione di Gerusalemme, ovvero l’occupazione della zona est della città santa dopo la “guerra dei sei giorni” del 1967.

Le truppe di occupazione hanno sparato gas lacrimogeni, bombe sonore, proiettili di gomma sulla Spianata, mentre i palestinesi cercavano rifugio dentro una delle moschee del complesso o fuggendo dalla Porta dei Leoni. Secondo la Mezzaluna rossa, sarebbero più di 300 i feriti (molti alla testa e agli occhi), di cui una settantina portati in ospedale, tra loro anche sei giornalisti. L’attacco ha coinvolto anche una clinica palestinese, dove si stavano curando i feriti. La Mezzaluna Rossa ha denunciato anche i tentativi israeliani di impedire i soccorsi.

Gas lacrimogeni sono stati sparati anche dentro la moschea Al Qibly, dove molti si erano rifugiati, così come granate stordenti sulle donne in preghiera dentro la stessa moschea di al Aqsa, terzo luogo sacro dell’Islam.

Il violento raid delle forze di polizia ha provocato rabbia e choc tra i palestinesi. L’intera area intorno alla Spianata è sotto lo stretto controllo dell’occupante israeliano, con i poliziotti che stanno arrestando e fermando chi tenta di uscire dalla Porta dei Leoni. L’attacco giunge a poche ore dalla decisione della Corte suprema israeliana di posporre ancora la decisione in merito allo sfratto nel quartiere di Sheikh Jarrah.

Tra i manifestanti ci sono anche attivisti israeliani anti-occupazione e parlamentari della Knesset, sia palestinesi che ebrei della Lista araba unita.

Con questa nuova azione criminale, il terrorista Netanyahu cerca di distogliere l’attenzione dai problemi interni al suo traballante governo e di mettere il mondo di fronte al fatto compiuto.

Ancora una volta la “democrazia” israeliana mostra il suo vero volto di apartheid e repressione.

Esigiamo dal governo italiano la condanna di questa nuova azione repressiva, la sospensione immediata di qualsiasi accordo militare con Israele, il riconoscimento dello Stato di Palestina.

Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea aderisce alla manifestazione convocata dalla Comunità palestinese che si terrà a Roma, Piazza Esquilino, sabato 15 dalle (16-19) e invita tutte-i le-i militanti a dar vita a manifestazioni su tutto il territorio nazionale. 

Maurizio Acerbo, Segretario Nazionale

Marco Consolo, Resp. Area Esteri e Pace

Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Europea


Peppino Impastato, una storia in cui ritroviamo le nostre radici e il nostro futuro

Pubblicato il 8 mag 2021

Giovanni Russo Spena*

43 anni  fa Peppino Impastato veniva ucciso. Per il suo impegno militante antimafia e per il suo meridionalismo sociale. Peppino è stato il precursore dell’antimafia sociale. Le sue idee, la sua figura sono attualissime.

Soprattutto oggi, con la mafia che diventa sempre più pervasiva all’interno delle strutture economiche e sociali. La mafia attua, oggi, negli strati popolari impoveriti dalla pandemia, un vero e proprio welfare “sostitutivo” di uno Stato sociale  che non eroga le risorse necessarie; e acquista quote ed azioni di aziende in difficoltà economiche.

Peppino è, quindi, attuale perché fu vittima del “sovversivismo” reazionario delle classi dominanti meridionali. Non dimentichiamo che la Commissione Antimafia, nel 1976, ancora parlava della mafia come di una “comune forma di delinquenza organizzata” e che la prima legge antimafia fu varata solo nel 1982 (4 anni dopo l’uccisione di Peppino…). Umberto Santino ci insegnò, in quegli anni difficili, il “paradigma della complessità” della borghesia mafiosa: la mafia come organizzazione e sistema di rapporti, intreccio tra criminalità, accumulazione, processi di valorizzazione del capitale, codice culturale; e, insieme, consenso sociale. 

Impiegammo 22 anni per ottenere la condanna giudiziaria dei mandanti dell’uccisione di Peppino e 21 anni per ottenere l’approvazione, in Parlamento, della mia relazione che indaga sugli intrecci di potere che non avevano permesso di giungere subito alla verità.

Anche il Ministero dell’Interno parlò, per 20 anni, di Peppino “terrorista” o di Peppino “suicida”. Non a caso decisi, insieme agli splendidi collaboratori della Commissione Antimafia, di intitolare la relazione “Anatomia di un depistaggio”. E, dopo anni di inchiesta, volemmo che si aprisse con queste parole: ”Italiani perdonateci; lo Stato avrebbe potuto scoprire subito la verità, ma segmenti dello Stato (Carabinieri, parte della Magistratura) lo impedirono”. Non vi fu, infatti, da parte dello Stato, negligenza o inerzia ma scelta consapevole.. Perché la mafia è un sistema di relazioni.

A Cinisi indagammo sulla identità di una mafia in transizione: che diventava un vero e proprio distretto della droga, raccordo e tramite tra mafia siciliana e mafia statunitense. Insomma Badalamenti, che volle l’uccisione di Peppino, aveva tanto denaro, tanto potere, un articolato sistema di relazioni politiche. La mafia è dentro l’amministrazione, la finanza, la politica.

Il ricordo di Peppino è attualissimo. Perché fu, insieme ai tanti braccianti e sindacalisti uccisi dal potere borghese/mafioso (da Portella della Ginestra in poi) precursore dell’antimafia sociale.

Costruì un nesso tra lotte studentesche, bracciantili, per la riforma agraria: una sfida al comando mafioso sul territorio. Utilizzando anche  strutture allora appena apparse; Radio aut, con il sarcasmo delle splendide e coraggiose trasmissioni di Peppino, fu una vera e propria demistificazione e critica del potere.

Rivedo Peppino nelle tante ragazze, nei tanti giovani che praticano conflitto e mutualismo sociale nei quartieri metropolitani del Sud, nei tanti paesi abbandonati dallo Stato.

Peppino non è una icona nostalgica: era un militante comunista, un attivista sociale, di Lotta Continua e di Democrazia Proletaria, che combatteva i compromessi “milazziani” che coinvolgevano mafie e settori della sinistra in un articolato sistema di interessi.

E’ stato certamente anche un precursore del movimento altermondialista.

Lottò per “un altro mondo possibile”.

Lo comprese e lo aiutò la sua splendida mamma, mamma Felicia, donna straordinaria, che è stata la mamma di tutte e tutti noi.

*responsabile area  Democrazia, diritti, istituzioni, PRC-S.E.

Morti sul lavoro – La verità nascosta dall’ipocrisia della politica e dei media

Pubblicato il 6 mag 2021

Antonello Patta*

Giovanna Capelli**

L’enfasi data dai media alla morte della giovane operaia di Pistoia potrebbe sembrare, a uno sguardo superficiale una bella notizia, perché segnalerebbe la nascita di un’attenzione alla barbarie della strage silenziosa di lavoratori. Lo stesso vale per i politici dei partiti al governo, che si profondono come non mai in tutti i talk show in impegni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Giustamente si è denunciato quanto l’interesse dei media sia legato alla spettacolarizzazione sessista dell’evento, che sfrutta senza pudore e rispetto aspetti come il sesso, la bellezza, e i particolari più intimi della vita di Luana D’Orazio. Non a caso si fa largo uso di fotografie e si lascia in secondo piano il nesso tra questa morte e la strage continua degli appartenenti alla classe di chi lavora per vivere.

Sono gli stessi media che nel corso degli anni hanno liquidato perlopiù con trafiletti nelle pagine interne i morti sul lavoro arrivando più di una volta a narrarli come tragiche fatalità; mai si sono impegnati realmente in campagne di denuncia come il tema avrebbe richiesto, oscurando sempre le campagne di chi come noi ha provato a portare quel dramma all’attenzione del paese.

Non si vuole vedere e nominare la tragedia che è sotto gli occhi di tutti ed è condensata nelle nude cifre nell’ultimo report dell’Inail sugli infortuni sul lavoro negli ultimi 5 anni, dal 2015 al 2019.
Gli infortuni sono stati 642 mila all’anno con 380 mila lavoratori che si sono infortunati 2 volte e sono ben 192 mila le imprese, che hanno avuto 2 infortuni. Il dato ancor più triste è quello sui morti: 1072 morti in media all’anno, ben 3 al giorno.

Tutto lo schieramento politico che sostiene il governo Draghi manifesta un tasso di ipocrisia al di là di ogni limite. Nel PNRR, l’atto di gran lunga più importante di questa e delle prossime legislature, il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro non è nemmeno citato; sono gli stessi politici che hanno composto i governi degli ultimi 10 anni e che hanno consapevolmente lasciato ridurre progressivamente il personale degli enti preposti ai controlli della sicurezza nei luoghi di lavoro, del tutto insensibili alle scontate tragiche conseguenze.

L’organico Inail dal 2010 a oggi è diminuito di 2 mila unità, più del 20 per cento del totale e gli ispettori sono oramai ridotti a poco più di 200; i dipartimenti di prevenzione delle Asl, quelli  cui spetta la funzione  ispettiva nelle aziende, hanno visto i propri addetti ridursi dai 5 mila del 2009 ai 2 mila del 2020; conclude la poco onorevole serie l’andamento degli impiegati dell’ispettorato nazionale del lavoro con un organico ridotto da 6500 a 4500 unità, il 25% in meno del minimo necessario.

Determinare  queste condizioni è come incentivare  le imprese a fare   lo stesso ragionamento che gli evasori  fanno sul fisco: le possibilità di essere colti in fallo da un’ispezione sono così limitate che conviene rischiare e risparmiare sui costi dei dispositivi di sicurezza, forzare i ritmi di lavoro, assumere meno persone del necessario, non investire in corsi di formazione ecc.

Non ci si può nascondere dietro l’ignoranza o la stupidità: è chiaro che i politici che hanno governato negli ultimi dieci anni sono non solo  moralmente  ma anche politicamente responsabili, al pari delle imprese inadempienti, della tragedia che colpisce quotidianamente la classe operaia del nostro paese. L’ipocrisia di questi giorni è una farsa vergognosa dopo la quale tutto tornerà come prima, se dal mondo del lavoro non si leva una ribellione, che si traduca in grandi lotte.

Da decenni le politiche neoliberiste di tutti i partiti attualmente al governo, in nome alla totale libertà delle imprese e alla logica del profitto a tutti i costi hanno distrutto quanto più possibile dei diritti e delle tutele del mondo del lavoro, favorendo diffuse condizioni di sfruttamento estremo in cui l’insicurezza   è la norma; e non ci si può ribellare perché perdi il lavoro e il misero stipendio con cui dai da mangiare alla tua famiglia. Nello stesso tempo e per gli stessi motivi è stato drasticamente tagliato il personale di tutte le funzioni pubbliche deputate a garantire la legalità: l’ultimo governo Conte per ridurre le tariffe Inail alle imprese ha ridotto gli investimenti per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Più chiaro di così!

Su lor signori non si può contare; anzi, come risulta dal Recovery Plan intendono continuare sulla stessa strada. Quindi è necessario riprendere e rilanciare una stagione di lotte, superare l’attuale frammentazione e le divisioni nella classe per costruire un grande movimento unitario che obblighi a cambiare rotta e avviare la prospettiva del cambiamento, perché il profitto non continui ad essere anteposto alla vita delle persone.

*Segreteria Nazionale PRC-SE Responsabile del lavoro

** Segreteria Regionale Lombardia PRC- Se Responsabile Sanità

COLOMBIA: GOVERNO MASSACRA, MA ITALIA E EUROPA FANNO FINTA DI NIENTE. OGGI PROTESTA A ROMA

Pubblicato il 4 mag 2021

In Colombia il governo ha scatenato la repressione contro lo sciopero nazionale in corso dal 28 aprile scorso con manifestazioni di massa nelle principali città del Paese. Il bilancio è terribile e in continuo aumento: 27 morti, 426 feriti, 6 violenze sessuali, 12 persone hanno perso la vista, 726 arrestati. Non di sa quanti sono i desaparecidos.
Tutto questo non esiste sui nostri media e la politica italiana e europea fa finta di non accorgersene. Forse perché la Colombia è entrata nella NATO come “socio globale” dal 2018 ? Forse perché l’Italia ha addestrato le FF.AA. colombiane grazie ad accordi militari ?

Forse perché è la base da cui partono le azioni di terrorismo contro il Venezuela ?
Maduro non ha mai ordinato di sparare sulla folla, ma viene presentato come un dittatore e contro il suo Venezuela vengono imposte sanzioni criminali. Questi stragisti colombiani invece sarebbero i democratici con cui fare affari ?
Il silenzio su quanto accade conferma i seri interrogativi sull’informazione in Italia. In Colombia ogni anno vengono ammazzati centinaia di attivisti sociali nella totale “distrazione” di USA e UE.
Lo sciopero in corso è contro l’intenzione del governo di Iván Duque di realizzare una riforma fiscale che cerca di scaricare il peso della crisi sulle classi popolari per tappare il buco lasciato dalla corruzione e dalla pandemia nelle casse dello Stato.

Il popolo colombiano ha deciso di prolungare lo sciopero civico, in una protesta che continua contro la riforma fiscale e la riforma sanitaria, contro altre misure antisociali e contro l’impunità garantita dalle autorità colombiane per chi assassina leader sociali e firmatari della pace. La mobilitazione di piazza ha costretto il governo Duque a ritirare la riforma tributaria ed alle dimissioni del Ministro delle Finanze, ma questo non ha fermato la protesta, a cui si sono uniti anche i camionisti.

Alla mobilitazione pacifica e di massa, il presidente Ivan Duque risponde con la massima repressione, degna di un regime fascista. Ci sono decine di morti nel paese, e la violenza di Stato è particolarmente brutale a Cali. Lo scorso 1° maggio, il presidente ha decretato la militarizzazione delle città, obbedendo all’ex presidente Uribe che aveva invitato i militari e la polizia a usare le loro armi da guerra contro i manifestanti. Detto e fatto: nella notte tra domenica e lunedì, a Cali l’esercito ha attaccato la popolazione civile con armi pesanti e elicotteri da combattimento.

Il Partito della Rifondazione Comunista- Sinistra Europea (PRC-SE) esige che il governo colombiano cessi immediatamente la repressione e la militarizzazione del Paese, l’uso di armi da fuoco contro la popolazione civile, rispetti il diritto alla protesta sociale, rilasci tutti i prigionieri politici, indaghi e punisca gli autori degli omicidi dei manifestanti, rispetti gli obblighi derivanti dagli accordi di pace.

Il PRC-SE chiede alla Commissione Europea, al Consiglio dei Ministri e ai Paesi membri dell’Unione Europea di smettere di sostenere il governo colombiano, il più repressivo, omicida e antisociale di tutta la regione e di condannare chiaramente l’assassinio dei leader sociali e dei firmatari dell’accordo di pace, e il non rispetto degli accordi di pace da parte del governo.

La Commissione Europea deve attivare la clausola democratica e dei diritti umani dell’”Accordo di Libero Commercio” UE-Colombia, sospendendo parzialmente o totalmente la sua applicazione fino a quando non finirà l’impunità degli assassini.

Si terrà oggi, Martedì 4 maggio alle 18 presso il Colosseo, una manifestazione convocata dalla comunità colombiana presente a Roma.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Marco Consolo, responsabile esteri
Partito della Rifondazione Comunista

Rifondazione: il governo protegga le ong e tolga i soldi ai criminali di Frontex

Pubblicato il 2 maggio 2021

Le riprese in cui si vedono nitidamente militari della cosiddetta Guardia costiera libica picchiare i richiedenti asilo catturati grazie alle segnalazioni degli aerei dell’Agenzia Frontex, sono l’altra faccia della medaglia dei corpi senza vita visti al largo delle coste libiche la scorsa settimana.

L’UE, i suoi governi, e la sua agenzia di “contrasto all’immigrazione illegale” (questo è il ruolo di Frontex) hanno fatto da anni una scelta cinica.

Per chi scappa dai lager libici non ci sono navi dell’Unione pronte a garantire il salvataggio ma aerei che, inquadrato l’obiettivo, l’imbarcazione dei fuggitivi, lo segnalano alle autorità del Paese più vicino, di solito la Libia o Malta.

Malta ignora sistematicamente i segnali, i libici a volte intervengono per riportarsi nei centri di detenzione uomini, donne e bambini, altre volte, o perché non hanno i mezzi o perché non lo ritengono importante, li lasciano crepare in mare. Due sono attualmente i gommoni dispersi, 130 i morti della scorsa settimana senza contare le decine per cui si è persa ogni speranza, al largo delle Canarie.

Dal 2014, almeno 24 mila persone hanno perso la vita per il cinismo europeo, una guerra silenziosa per cui nessuno muove un dito, indipendentemente dal colore dei governi che si sono succeduti.

Restano solo le tanto odiate ong a salvare il salvabile, a fare quello che dovrebbe fare l’Europa.

Nell’esprimere il cordoglio per le tante vittime di scelte scellerate Rifondazione Comunista chiede che il governo italiano non versi più un euro per finanziare una agenzia criminale come Frontex e si attivi invece per garantire, con i propri mezzi, i soccorsi in mare facendo sentire la propria voce in Europa perché il continente più ricco del pianeta si assuma le proprie responsabilità.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale.

Stefano Galieni, responsabile immigrazione.

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

PRIMO MAGGIO – Prima le Lavoratrici e i Lavoratori

Iniziativa in diretta streaming con collegamenti con LAVORATRICI e LAVORATORI da tutte le città d’Italia

Interverranno:

– VITTORIO AGNOLETTO
– DANTE DE ANGELIS
– FRANCESCA FORNARIO

L’iniziativa verrà trasmessa sulle seguenti pagine Facebook:

– Partito della Rifondazione Comunista
– Prima le Lavoratrici e i Lavoratori
E sul canale YouTube del Dipartimento Nazionale Lavoro del Prc/SE

questo link l’evento Facebook

ACERBO/PATTA (PRC-SE): IN GERMANIA I CASSIERI DEI SUPERMERCATI SONO STATI VACCINATI PER PRIMI INSIEME AGLI OVER80, IN ITALIA INVECE SARANNO SFRUTTATI ANCHE A PASQUA E PASQUETTA

In Germania i cassieri dei supermercati sono stati vaccinati per primi insieme agli over80 perché è evidente che sono tra le categorie più esposte e a rischio.

In Italia invece saranno sfruttati anche a Pasqua e Pasquetta. Infatti, grazie alla distrazione del governo Draghi, e alla liberalizzazione del commercio in vigore dal 2012 supermercati e centri commerciali potranno aprire anche a Pasqua e pasquetta. Ancora una volta si dimostra la mancanza di rispetto verso queste lavoratrici e questi lavoratori essenziali che sono da anni sottoposti a iper-sfruttamento da una normativa che non tiene conto del loro diritto al riposo e a una vita familiare.Gli addetti del commercio sono tra le vittime invisibili del covid.

Nel 2020 l’Inail ha certificato un aumento dei decessi nella categoria del 67% rispetto all’anno precedente.

Rifondazione Comunista chiede ai Presidenti delle Regioni di emanare immediatamente ordinanze per la chiusura degli esercizi commerciali a Pasqua e Pasquetta* come era stato fatto l’anno scorso.

Ma soprattutto chiediamo che le/i commesse/i vengano vaccinate/i subito!

Maurizio Acerbo, segretario nazionale

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro

Partito della Rifondazione Comunista / #SinistraEuropea

Prima le Lavoratrici e i Lavoratori

Rifondazione: la vittoria rider di Just Eat dimostra che la lotta paga

Pubblicato il 30 mar 2021

Mentre sono in pieno svolgimento le due giornate di lotta di tutti i settori della logistica con adesioni massicce allo sciopero indetto da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, arriva un’altra ottima notizia: i riders che lavorano per Just Eat, circa 4 mila, verranno assunti come dipendenti.
E’ una vittoria molto importante perché chiude con l’imbroglio del finto lavoro autonomo usato per nascondere forme di sfruttamento inaccettabili, mettendo fine al cottimo e riconoscendo una paga minima oraria di 9,60 euro oltre a permessi, ferie, tfr, malattia e infortuni, permessi parentali.
Un grande risultato che arriva dopo la grande giornata di lotta del 26 marzo che aveva espresso la determinazione dei riders ad andare avanti fino al conseguimento degli obiettivi richiesti; un conquista che apre una breccia molto importante per il contrasto a tutte le forme di lavoro precarizzato, supersfruttato e privo di diritti.
Il successo ottenuto rappresenta un forte incoraggiamento a proseguire con le lotte fino a quando queste richieste non saranno imposte a tutte le altre piattaforme del food delivery e le conquiste ottenute non siano applicate fino in fondo.
Rifondazione Comunista sostiene da sempre le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori del settore e anche oggi siamo a fianco dello sciopero dei trasporti prolungato per 48 ore.
Le mobiltaziioni di questi ultimi giorni, da Amazon, ai riders, ai lavoratori dello spettacolo, a tutti i comparti della logistica sono un gran bel segnale che dice che è il momento di abbandonare le divisioni anche sindacali e unificare le lotte in un grande movimento unitario dei lavoratori per i salari, i diritti e dire basta a tutte le forme di precarietà e sfruttamento.
Occorre una grande stagione di lotte contro le politiche neoliberiste che accomunano questo governo a quelli precedenti per imporre l’abolizione delle leggi che hanno tolto alle lavoratrici e ai lavoratori potere contrattuale e diritti. C’è bisogno di una vertenza generale per farla finita con precarietà e bassi salari e di una sinistra, alternativa ai poli esistenti, che abbia come bandiera i diritti di chi lavora.
Il lavoro prima dei profitti!

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile lavoro
Partito della Rifondazione Comunista

RIFONDAZIONE: BERGAMO, RIVELAZIONI DI DOMANI CONFERMANO CHE ANCHE GOVERNO CONTE RESPONSABILE DELLA MANCATA ZONA ROSSA

L’inchiesta della giornalista Francesca Nava sul quotidiano Domani conferma quello che come Rifondazione Comunista abbiamo sempre sostenuto.

Anche Conte e Speranza sono responsabili della mancata istituzione della “zona rossa” nei comuni di Nembro e Alzano in provincia di Brescia.

L’anno scorso la giunta regionale lombarda di destra e il governo nazionale M5S-PD-LEU hanno deciso di non fare la zona rossa per non far arrabbiare Confindustria.

Ricordiamo che gli industriali dissero che non si potevano chiudere le fabbriche e la politica li accontentò. Conte avrebbe anteposto il «costo politico» di una decisione che vedeva la contrarietà di Confindustria alla tutela della salute.

Dopo la riunione riservata del 2 marzo, rivelata da Francesca Nava, il ministro Speranza il 4 marzo dell’anno scorso incontrò la giunta leghista lombarda. Il resto è noto, lo scaricabarile inutile.

La giunta di destra lombarda ha seguito indicazioni degli industriali, il governo pure. La subalternità della politica al potere economico ha prodotto una strage che si cerca di rimuovere. 

Quando diciamo che c’è bisogno di una sinistra che sia alternativa ai poli esistenti vogliamo dire, per esempio, una sinistra che non prenda ordini dal padronato.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

PATTA/BAGGI – (PRC-SE): OCCUPAZIONE DEL PICCOLO, RIFONDAZIONE SOSTIENE LA LOTTA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DELLO SPETTACOLO.

In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, il Coordinamento Spettacolo Lombardia ha occupato pacificamente questa mattina il Piccolo Teatro Grassi di Milano – luogo simbolo della cultura milanese in quanto fu il primo “Teatro comunale di prosa d’Italia” attraverso un’azione denominata “Prove per uno spettacolo vivo”.

Un gesto artistico e politico che rivendica lo spazio che da più di un anno è stato negato alla Cultura, per discutere/denunciare le contraddizioni che la pandemia ha fatto emergere duramente nella nostra società e richiedere che il sostegno alle attività culturali diventi prioritario per il governo.

L’istituzione di un Parlamento Culturale Permanente, uno spazio di incontri, assemblee, dibattiti, laboratori e proposte artistiche è finalizzato a riportare al centro del dibattito il Lavoro delle attività culturali come urgenza sociale.

Il mondo delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo, così come quello di chi lavora nello sport hanno pagato un caro prezzo nell’ultimo anno di inattività anche e soprattutto a causa dell’enorme quantità di precariato, contratti totalmente atipici e mancanza di ammortizzatori sociali.

Sosteniamo questa importante lotta ed invitiamo tutte e tutti a partecipare al Presidio in solidarietà dalle 11:00 di questa mattina in via Rovello (Milano) ed all’assemblea pubblica a partire dalle 17:00.

Milano, 27/03/2021
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Fabrizio Baggi, segretario regionale Lombardia
Partito della Rifondazione Comunista / #SinistraEuropea