Tag: Rifondazione Comunista

RIFONDAZIONE: BONOMI DIFENDE DELOCALIZZAZIONI, ORLANDO COME AL SOLITO OBBEDIRÀ

Il Presidente di #Confindustria#Bonomi maltratta il ministro Orlando anche al Meeting ciellino. Bonomi rivendica il diritto di delocalizzare e lancia anatemi con la solita arroganza contro la proposta di un decreto.

Il padronato se ne frega degli interessi del paese da cui è abituato a succhiare denaro pubblico.
Come per il blocco dei licenziamenti ci sembra la solita pantomima che si conclude con il ministro e il governo allineati con Confindustria. La bozza di decreto che circola è assolutamente inefficace per contrastare le chiusure delle aziende e le delocalizzazioni e salvare contemporaneamente, come sarebbe necessario, posti di lavoro e produzioni strategiche.

La legge, oltre a valere solo al di sopra dei 250 dipendenti, cosa che escluderebbe dal suo ambito di applicazione molte delle aziende attualmente a rischio chiusura(per esempio Gianetti e Timken) si limita a definire procedure meno selvagge per arrivare a chiudere.

La bozza Orlando non mette in discussione la possibilità di chiudere, non distinguendo nemmeno tra attività strategiche e non, semplicemente ne allunga i tempi e introduce penalità assolutamente insufficienti di fronte ai vantaggi economici e finanziari perseguiti da chi decide di delocalizzare.

Le ricollocazioni dei lavoratori restano aleatorie affidate come sono alla buona volontà di aziende che hanno mostrato con i licenziamenti via whatsapp in quale conto tengano i diritti e il futuro dei lavoratori.

Tanto più con un governo che a fronte del dramma occupazionale del paese non ha un piano per il lavoro e per la riqualificazione delle produzioni nazionali.

Non ci stupisce la faccia tosta di Bonomi che attacca il provvedimento come punitivo per le imprese cui attribuisce il merito della ripresa della produzione sputando nel piatto da cui arrivano le valanghe di miliardi che hanno permesso loro di affrontare la crisi e di ristrutturarsi nei prossimi anni.

Siamo a fianco delle lavoratrici e i lavoratori della Gkn che hanno organizzato per giovedì 26 alle 20.30 un’assemblea per costruire dal basso insieme ai giuristi e giuslavoristi democratici una proposta di legge seria.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Antonello Patta, responsabile lavoro del Partito della Rifondazione Comunista#SinistraEuropea

AFGHANISTAN, DISGUSTOSA CAMPAGNA DEL PD. LETTA SI TOGLIE L’ELMETTO QUANDO LO ORDINA WASHINGTON

Pubblicato il 19 ago 2021

Troviamo disgustosa la campagna del Pd per aiutare il popolo dell’Afghanistan. Un modo per far dimenticare di aver sostenuto questa e altre guerre “umanitarie”, un’operazione per non rimettersi in discussione e salvaguardare l’immagine di bravi boy scout dai buoni sentimenti.

Ancor più disgustosa perché il governo di cui fa parte il Pd non ha nemmeno organizzato per tempo l’evacuazione degli afghani che hanno collaborato con le truppe italiane (interpreti, ecc.).
Il Pd è un partito guerrafondaio, allineato con la Nato e gli Usa come nessun partito della prima repubblica.
Mentre il commissario europeo Gentiloni rivendica la giustezza della guerra il partito fa finta di essere umanitario. Letta si toglie l’elmetto solo quando lo ordina Washington.

Non siete i “buoni”, siete cinici e ipocriti. Abbiate almeno il buon gusto di chiedere scusa e tagliare le spese militari.

Il travestirsi da ong appare un modo per non mettere in discussione la propria politica di guerra che nulla ha più a che fare con i valori della sinistra e i principi della Costituzione.

Tutta questa retorica serve a nascondere il fatto che la Commissione Europea ha già annunciato che bisogna impedire a chi fugge dall’Afghanistan di arrivare in Europa.

Chiediamo corridoi umanitari e accoglienza per chi fugge dall’ Afghanistan.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

KEN LOACH ESPULSO DAL LABOUR PARTY. SOLIDALI CON IL COMPAGNO KEN

Dalla Gran Bretagna ci giunge l’inquietante notizia dell’espulsione del regista Kenneth (Ken) Loach dal partito laburista.

Ne da notizia lo stesso regista: “Il quartier generale del Labour ha finalmente deciso che non sono adatto a essere un membro del loro partito, poiché non rinnegherò quelli già espulsi. Bene… sono orgoglioso di stare con i buoni amici e compagni vittime dell’epurazione. C’è davvero una caccia alle streghe… Starmer e la sua cricca non guideranno mai un partito del popolo. Siamo tanti, loro sono pochi. Solidarietà.”

L’espulsione di Ken Loach è l’ultima di una lunga serie di espulsioni di esponenti della sinistra del Partito Laburista da parte del gruppo dirigente blairiano neoliberista.

Ken Loach ha giustamente definito “caccia alle streghe” e “purghe” le espulsioni.

Il provvedimento contro Ken Loach sarebbe derivato dalla sua solidarietà con gli altri compagni espulsi.

Lo stesso Jeremy Corbyn è stato sospeso lo scorso ottobre. Ken Loach era uscito dal Labour disgustato da Blair negli anni ’90 e rientrò con la svolta a sinistra di Corbyn.

È evidente che i dirigenti blairiani vogliono evitare che la sinistra riconquisti la direzione del partito dopo aver sabotato con ogni mezzo Jeremy Corbyn.

Il Labour grazie a Corbyn era diventato l’unico partito socialista europeo fedele agli ideali del socialismo e con un programma antiliberista, pacifista e antimperialista.

Tutto il capitalismo britannico e internazionale, i media e la stessa componente blairiana del Labour lavorarono per la sconfitta di Corbyn.

Al compagno Ken Loach inviamo la più sentita solidarietà del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea per la coerenza con cui da una vita si batte per la classe lavoratrice e il socialismo.

Maurizio Acerbo , segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Aiutiamo Cuba nell’emergenza

Fabrizio Baggi, Segretario Regionale Prc Lombardia

🇨🇺#Cuba ha sempre dimostrato di essere un Paese che opera mettendo al centro la #solidarietà internazionale e la salute delle persone.

Anche l’#Italia, nella fattispecie la #Lombardia, nel corso della prima grave ondata della #pandemia ha potuto contare sul prezioso aiuto della Brigata medica #HenryReeve.

Ora è Cuba che a causa del #bloqueo criminale imposto dagli #USA sta vivendo una situazione di emergenza ed ha bisogno di tutto l’aiuto possibile.

Attraverso l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba è possibile donare, ognuna e ognuno secondo le proprie possibilità, contribuendo a questa importante campagna di solidarietà.

#CubaSalva

#CubaSalvaVidas

#NoMasBloqueoACuba

Gli allevamenti e la pesca intensiva sono una malattia per il pianeta. Il “Plant Based Treaty è la cura”

Elena Mazzoni*

Marco Cassatella**

Come Partito della Rifondazione Comunista e Giovani Comuniste/i abbiamo deciso di aderire al Plant Based Treaty una campagna “progettata per mettere i sistemi di produzione alimentare in prima linea nella lotta contro la crisi climatico-ecologica. il Plant Based Treaty mira a fermare il diffuso degrado degli ecosistemi causato dall’industria animale e a promuovere una trasformazione del sistema di produzione alimentare in un sistema etico, sostenibile e giusto per ogni specie vivente.”

La Terra è un treno in corsa sul ciglio di un burrone e le conseguenze di devastazione ed inquinamento ci stanno facendo cadere.

Tuttavia aldilà di quello che è facile pensare l’inquinamento ambientale non deriva solo dal settore dei trasporti o dalla produzione di energia. Diverse e molto complesse sono le stime della ripartizione dell’inquinamento in base ai settori delle principali attività umane. Secondo la più citata dell’IPCC (Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico) che si basa su dati del 2010:

– Il 25% deriva dalla produzione di elettricità e calore, dalla combustione di carbone, gas naturali o

petrolio;

– Il 24% dall’agricoltura, allevamento e deforestazione;

– Il 14% dai trasporti

– Il 6% dal consumo di combustibili fossili per uso residenziale o commerciale;

– Il 10% da altre attività come raffinazione del petrolio, estrazione dei combustibili fossili e il loro trasporto.

L’idea che il consumo della carne possa essere un pericolo per la salute del pianeta oltre che della nostra fa

storcere il naso a tanti. Ma incominciando a considerare le percentuali sopracitate le idee si incominciano a schiarire, anche se alcune domande restano: come può un’abitudine alimentare causare inquinamento, consumo di suolo, deforestazione, perdita di biodiversità, diffusione di germi patogeni, maggiore mortalità per chi la consuma?

La risposta è sempre la stessa: il sistema di produzione.

Nel sistema di mercato liberale la produzione dei beni è condizionata dalla “domanda” del bene stesso. La richiesta di carne negli ultimi 60 anni è cresciuta vertiginosamente e questo ha portato ad un incremento della produzione che a sua volta ha reso necessaria l’industrializzazione del settore agricolo sancendo la nascita del sistema agroalimentare. Questo processo ha ridefinito la produzione agricola, che nella metà del novecento era basata sulla coltivazione di prodotti vegetali, i quali a parità di peso sono molto più nutrienti e quindi sfamavano e sfamano più bocche rispetto alla carne. Ma siccome le leggi del mercato hanno la meglio su tutto il resto, nascono le infinite distese di allevamenti intensivi (e di coltivazioni intensive di mangimi). Luoghi o non luoghi che si erigono lontano dagli occhi di tutti: animali stipati in pochi metri, ingrassati fino all’impossibile, cresciuti solo per rispettare le logiche del mercato. Con lo sviluppo del sistema di allevamento industriale la produzione di carne è aumentata vertiginosamente. Oggi si producono 335 milioni di tonnellate di carne. Nel 2050 si stima che la produzione arriverà a 455 milioni di tonnellate (Un Food and Agricolture Organization, 2018). Questo significa che ci saranno sempre più spazi che dovranno essere destinati alla produzione di carne. Ma l’aumento della produzione ha anche altre conseguenze, ancora più drammatiche:

– L’acqua utilizzabile dall’uomo è lo 0,5% di quella totale. Il 70% di questa è destinata all’agricoltura.

Gli allevamenti intensivi necessitano del 70 volte in più di acqua rispetto alle coltivazioni vegetali.

– Alla zootecnica è imputabile il 18% delle emissioni di gas serra (in particolare CO2 e metano) del pianeta, percentuale maggiore del settore dei trasporti (dati FAO). Anche se tutte le emissioni provenienti dai combustibili fossili del mondo finissero oggi, non saremmo ancora in grado di limitare l’aumento delle temperature a 1,5 gradi Celsius sopra i livelli preindustriali

– Lo spazio necessario per gli allevamenti è stato ottenuto distruggendo l’ormai ex polmone del Mondo. La Foresta Amazzonica rischia di scomparire definitivamente a causa dell’industria della carne.

– Gli allevamenti intensivi sono una sorta di laboratorio di sintesi di germi patogeni. L’elevato numero di animali connesso ai farmaci somministrati agli animali, le condizioni di vita poco dignitose da un punto di vista igienico, l’elevato numero di polveri sottili liberate negli allevamenti sono i principali fattori che hanno portato allo sviluppo di malattie come aviaria, morbo della mucca pazza, salmonellosi, campylobacteriosi, influenza A (H1N1).

– Lo sfruttamento intensivo delle risorse ittiche rischia di decimare la biodiversità marina. Gli allevamenti di acquacoltura sono per lo più insostenibili da un punto di vista economico, in quanto per la produzione di una certa quantità di pesce è necessaria una quantità superiore di mangimi. Inoltre la pesca e dell’acquacoltura è responsabile del 27% dei rifiuti presenti negli oceani deriva dalla pesca e dall’acquacoltura.

Quindi se non vogliamo vivere in Mondo malato, inquinato, desertificato e colonizzato dalla produzione di carne dobbiamo cambiare rotta.

Per il nostro partito aderire a questa campagna non significa che dall’oggi al domani tutte e tutti ci definiamo vegani o vegetariani. Significa considerare il fatto che alcuni dei problemi ambientali del pianeta derivano da cosa l’industria alimentare ha deciso che dovessimo mangiare. Significa che oggi scegliere di continuare ad avere una dieta basata sui prodotti di origine animale equivale a scegliere un modello di sviluppo malato.

Le 3 richieste principali del trattato si concentrano su:

– La fine dell’ ampliamento delle terre destinate all’allevamento, e delle aree marine destinate all’acquacoltura e alla pesca.

– Transizione attiva dai sistemi di produzione alimentare basati sull’uso di animali a sistemi di produzione alimentari a base vegetale

– Ripristino degli ecosistemi e riforestazione della Terra

C’è chi decide di utilizzare i fondi per la finta transizione ecologica per il finanziamento di multinazionali che devastano ed inquinano il pianeta. C’è chi inquina, desertifica, prosciuga, fa ammalare per arricchirsi. Poi c’è chi ragiona insieme a scienziati, istituzioni accademiche e associazioni per trovare la cura alla malattia creata da altri. Il Pianeta rischia il baratro e noi non smetteremo mai di lottare per provare a salvarlo.

Mangiare meno carne, contrastare attivamente chi propone un sistema alimentare basato su deforestazione, consumo di suolo, inquinamento e maltrattamento delle specie viventi per noi è un modo per farlo.

*Responsabile Ambiente PRC-S.E.

*Responsabile Ambiente G.C.

Calendario del popolo: 6 agosto 1945, la bomba atomica su Hiroshima.

GIUSEPPE ABBA’

76 anni fa, il 6 agosto 1945, nelle prime ore del mattino, un aereo degli Stati Uniti sganciò sulla città giapponese di Hiroshima una bomba atomica.

Il 9 agosto un altro ordigno nucleare fu lanciato su Nagasaki.

Antefatto storico: il Giappone si era avviato sulla strada dell’imperialismo dalla fine dell’800 in poi.

Le tappe successive furono: la guerra con la Cina nel 1894, la partecipazione, assieme alle potenze occidentali, alla repressione della rivolta dei “Boxers” nel 1900, la guerra russo-giapponese del 1904-1905, l’invasione della Manciuria nel 1931, l’attacco alla Cina nel 1937, gli scontri con l’Armata Rossa Sovietica in Siberia nel 1938 e al confine mongolo- manciuriano nel 1939.

Alla fine, dopo aver trovato una forte resistenza da parte dell’ Unione sovietica e della guerriglia comunista cinese, il Giappone si rivolge verso Sud (il Nanshin) attaccando la base USA di Pearl Harbour nelle Hawaii.

Tutto questo promosso, come per gli altri imperialismi, dai grossi gruppi capitalistici (nel caso del Giappone gli “zaibatsu”).

Gli Stati Uniti, durante la guerra, con il progetto “Manhattan” avevano costruito tre bombe atomiche.

La prima fu sperimentata nel deserto del New Mexico, ma le altre due furono lanciate sul Giappone.

In realtà il Giappone, nel 1945, era ormai sconfitto per cui l’uso delle bombe atomiche, che provocarono la morte orrenda di centinaia di migliaia di persone sia nel primo impatto che successivamente per le radiazioni, aveva lo scopo di cominciare a preparare il terreno per il dopoguerra contro l’Unione sovietica.

L’Unione sovietica entrò in guerra contro il Giappone l’8 agosto, sconfiggendo la forte armata nipponica del Kwantung e occupando la Manciuria e la Corea del Nord.

Con l’uso della bomba atomica il presidente USA Truman voleva dimostrare che” non aveva bisogno dell’armata Rossa” e poi voleva far pesare negli anni successivi l’ arma nucleare nei nuovi rapporti di forza.

Ma, nel 1949, “l’equilibrio atomico” fu ristabilito, in quanto anche l’Unione Sovietica riuscì a dotarsi di tali armi.

Il Mondo entrava in una nuova era, in quanto la potenza distruttiva di tali armi era (ed è) tale da distruggere gran parte della vita sulla Terra.

Nacquero sin dal 1949 grandi movimenti contro le armi atomiche: dall’appello di Stoccolma con la raccolta di milioni di firme (in prima fila i Comunisti), alla marcia Londra-Aldermaston, alla lotta contro la NATO e le basi militari, a quella contro gli euromissili.

Anche oggi è necessario l’impegno contro le armi atomiche. In Italia, a Ghedi e ad Aviano sono stoccate decine di testate nucleari in fase di ristrutturazione per essere portate dagli F 35, con spese enormi.

Mancano i soldi per i “Canadair” contro gli incendi, mentre miliardi di euro vengono spesi per gli F 35, per i profitti dell’industria aeronautica degli Stati Uniti.

L’Italia brucia…

Gino Giovinazzo

Siamo alle solite, l’Italia brucia con i roghi e la Protezione Civile non riesce a venirne a capo se non con sacrifici, d’altro canto invece l’aereonautica militare italiana ha acquisito quattro F35, valore di 144 milioni di euro ciascuno e ne ha ordinati ancora degli altri, era troppo difficile e oneroso ordinare dei Canadair e affidarli alla Protezione Civile per compiti che servono alla comunità in caso di necessità spendendo tra l’altro cifre ridicole rispetto gli F35, questa è la mentalità di chi non ha a cuore gli italiani ma solo sudditanza per la NATO.

Festa provinciale di Rifondazione Comunista, Fed. di Pavia a Bereguardo. Incontro e dibattitto con Nando Mainardi caporedattore della rivista SU LA TESTA.

Sabato 31 luglio alle ore 18, nell’ambito della festa provinciale di rifondazione comunista, a Bereguardo, incontro con Nando Mainardi caporedattore della rivista Su LA TESTA .

Discuteremo con lui degli obbiettivi che si pone questa rivista, quale ruolo ha Rifondazione Comunista nella gestione della stessa.

Ovviamente il compagno ci illustrerà i contenuti dell’ultimo numero in uscita dedicato al ventennale dei fatti di Genova.

Con questa iniziativa vogliamo lanciare anche nella nostra provincia una campagna abbonamenti.

Mai come ora è necessario una riflessione politica e un analisi attenta per affrontare questo periodo così difficile.
Partecipate numerosi.

Piero Rusconi PRC Pavia

STOP LICENZIAMENTI, OGGI IN PIAZZA CON I SINDACATI

Stamattina abbiamo partecipato alle manifestazioni di lavoratori e lavoratrici convocate da Cgil, Cisl e Uil a Bari, Firenze e Torino indette contro la fine del blocco dei licenziamenti, per la proroga almeno fino al 31 ottobre, per una riforma degli ammortizzatori sociali e nuove politiche attive del lavoro.

Il governo Draghi ha mostrato, sia nei decreti che nel #PNRR, di essere molto attento agli interessi delle imprese e di non avere nessuna sensibilità sui gravissimi problemi del #lavoro; non fa nulla contro la disoccupazione che in Italia coinvolge 6 milioni di persone, non fa nulla contro i bassi salari, tra i peggiori d’Europa, condivide le leggi che hanno prodotto precarietà, ridotto le tutele e condannato giovani e donne a lavori indegni.

E’ un governo che fa sua l’idea intollerabile che la crescita realizzata con fondi pubblici possa avvenire ai danni dei lavoratori e che le imprese per ristrutturarsi debbano licenziare i propri dipendenti.

La verità è molto semplice: si vogliono licenziare dipendenti a tempo indeterminato per assumere lavoratrici e lavoratori precari.

Si prosegue, in tutta evidenza, sulla strada di un modello economico e sociale centrato sulla prepotenza dell’impresa che non solo ha colpito duramente i lavoratori, ridimensionato gravemente il pubblico, ma ha impoverito la società e l’economia del paese.

Come Rifondazione Comunista pensiamo che non sia più possibile rinviare la ripresa di un grande e unitario ciclo di lotte per: l’occupazione richiedendo con forza la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario; salari dignitosi con l’eliminazione per legge dei contratti pirata e l’introduzione di un salario minimo orario di dieci euro netti e di un reddito di base contro povertà e esclusione; pensioni dignitose per tutte e tutti a 60 anni o 40 di contributi; il rilancio del ruolo pubblico a garanzia dei diritti, della cura delle persone e dell’ambiente, con maggiori investimenti sulle strutture e con l’assunzione di un milione di nuovi dipendenti; l’abolizione di tutte le leggi che hanno prodotto la precarietà, distrutto le tutele e quelle che hanno creato la giungla di appalti e subappalti con salari e condizioni di lavoro indegni di un paese civile.

Oggi pomeriggio partecipiamo ai #Pride2021 di Milano e Roma perché come comuniste/i siamo contro tutte le forme di oppressione e discriminazione, per i diritti di tutte/i.

RIFONDAZIONE COMUNISTA

Nel ricordo di Adil. Presidio all’Unione Industriali di Torino

Nel ricordo di Adil. Ieri a Torino presidio di Rifondazione Comunista e Sinistra Anticapitalista (forze che fanno parte di Sinistra in Comune con Angelo d’Orsi) davanti all’Unione Industriali, contro lo sblocco dei licenziamenti e la schiavizzazione della forza lavoro.

Fonte video: https://www.facebook.com/rifondazione.comunista/videos/325085009064346