Oggi, come Rifondazione Comunista insieme ai giovani comunisti e ai giovani del collettivo “Noi siamo idee”, eravamo presenti al presidio a Voghera, per il chiedere giustizia per Youns El Boussettaoui, cittadino marocchino ucciso dall’assessore leghista Adriatici.
Abbiamo risposto all’appello, lanciato sui social dalla sorella che chiedeva a tutti quelli che hanno a cuore la giustizia di manifestare con i familiari della vittima.
Eravamo l’unica forza politica di sinistra presente.
Ci spiace molto che erano assenti tutte quelle forze politiche sociali e sindacali che erano presenti all’iniziativa di luglio.
Come Rifondazione Comunista continueremo a sostenere la famiglia nella sua giusta richiesta di giustizia, così come continueremo la nostra battaglia per il superamento delle leggi che permettono un uso disinvolto delle armi da fuoco .
Siamo contro quelle forze politiche che alimentano odio e razzismo nascondendosi dietro problemi di sicurezza, sono proprio le loro politiche che creano insicurezza come purtroppo è successo ad Ercolano alcuni giorni fa’.
Lunedì 25 ottobre dalle ore 20 alle 21 si è svolto a Mortara in Piazza del Municipio un presidio sul problema dell’incendio Bertè e delle illegalità emerse con l’ arresto del titolare del deposito e dei suoi complici.
L’ iniziativa era stata indetta dal Partito Democratico con la partecipazione di associazioni come il ” comitato No fanghi” e ” la Mortara che vorrei”, in appoggio all’interpellanza del consigliere comunale Barbieri.
Come Partito della Rifondazione Comunista abbiamo partecipato al presidio, abbiamo distribuito un nostro comunicato e rilasciato dichiarazioni agli organi di informazione locali per ricordare che tutti gli anni, nell’anniversario dell’incendio (6 settembre 2017) il nostro Partito ha organizzato un presidio al mercato cittadino e davanti al deposito Bertè per denunciare:
1) L’inerzia dell’Amministrazione Comunale di Mortara nel controllo della crescita esponenziale dei rifiuti nel deposito,pur pagando 80 Mila euro all’anno alla” Eredi Bertè”
2)Le responsabilità della Regione Lombardia per la politica dei rifiuti e anche della Provincia di Pavia per la carenza di controlli
3) L’affidamento di incarichi sui rifiuti, anche dopo l’incendio al socio di Bertè (Biani, arrestato con lui).
Inoltre abbiamo voluto ribadire la nostra posizione sulla problematica dei rifiuti.
Difatti rivendichiamo che l’ intera filiera dei rifiuti deve essere gestita in modo pubblico.
A nessun soggetto privato, il cui unico scopo è il profitto, spesso ottenuto in modo illecito, deve essere consentito di speculare sui rifiuti, incurante dei danni ambientali e della salute dei cittadini.
Ricordiamo, a tale proposito, che un’importante azienda pubblica sui rifiuti (il Clir) è stata demolita dalle amministrazioni di centro destra con conseguenti incarichi ai privati e con danni ai lavoratori, come il mancato pagamento degli stipendi o come, per chi ha trovato lavoro nelle nuove ditte private incaricate, buste paga penalizzate.
Ribadiamo inoltre che la bonifica dell’area deve essere effettuata senza ulteriori ritardi.
Da ben 4 anni il “percolato” dei rifiuti si infiltra nel sottosuolo senza alcun intervento.
A tale scopo chiediamo siano impegnate le ingenti somme e i beni sequestrati.
Naturalmente, nel corso del dibattito in Consiglio comunale, l’Amministrazione leghista, in merito agli appalti al socio di Bertè, ha dichiarato che “era tutto regolare”.
Giuseppe Abbà
Consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista.
Erano presenti i delegati eletti nei precedenti congressi di circolo (di Pavia, Vigevano, Mortara, Torrevecchia Pia, Casorate Primo, Voghera) e altri compagni attivisti.
L’assemblea congressuale ha dibattuto le questioni sollevate nelle Tesi nazionali, ma con particolare riguardo alla situazione della Provincia di Pavia dove sono stati esaminati i problemi del lavoro, la gravità della situazione sociale ed ambientale, le conseguenze sulla parte più povera della popolazione della pandemia, dovute ai tagli alla sanità pubblica. Si è esaminata l’attività del Partito che è stato impegnato in numerose iniziative per la sanità pubblica, di appoggio ad alcune situazioni di lotta operaia(Moreschi di Vigevano, Microcast di Mortara, occupazione della sede del Clir contro lo smantellamento del consorzio), di impegno per la difesa del territorio e per l’ambiente (incendio deposito rifiuti Bertè, questione dei fanghi e delle discariche, contro il consumo di suolo da parte delle progettate logistiche, sostegno alle lotte dei pendolari).
Oltre ai problemi locali il dibattito si è esteso alla situazione internazionale, al permanere dei pericoli di guerra, alla necessità della lotta, perché l’Italia esca dalla Nato, contro la corsa agli armamenti. Così pure si è ribadito l’impegno antifascista e antirazzista e di difesa della Costituzione Repubblicana, soprattutto dopo l’attacco squadrista contro la sede nazionale della CGIL.
Ci si è soffermati sullo stato del Partito e sulla necessità di un lavoro di radicamento e di presenza sul territorio.
Importanti sono stati gli interventi dei Giovani Comunisti che costituiscono ormai una significativa presenza nella nostra Federazione.
E’ stato presentato il nuovo sito provinciale: www.rifondazionepavia.it che è stato accolto favorevolmente da tutti/e i presenti e che invitiamo a sostenere e diffondere.
Al termine dei lavori, oltre alle Tesi, sono stati votati due ordini del giorno, uno in appoggio ai lavoratori della Moreschi di Vigevano e l’altro per tornare, oltre che nelle elezioni nazionali e regionali, ad usare il nostro simbolo anche nei Comuni oltre i 15 mila abitanti, come nella nostra Provincia è stato fatto nei Comuni di Mortara, Pavia e Vigevano con risultati che riteniamo positivi. La discussione è stata ampia, aperta dalla relazione del segretario provinciale Piero Rusconi, con ben 11 interventi e le conclusioni del segretario regionale Fabrizio Baggi. Sono poi stati votati i delegati al Congresso Nazionale che si svolgerà a Chianciano il 22-23-24 ottobre 2021 che sono: Piero Rusconi, segretario della Federazione, Edoardo Casati, responsabile provinciale dei Giovani Comunisti, Ilaria Falossi, dei Giovani Comunisti e come delegato supplente Max Farrell, sempre dei Giovani Comunisti. Il Congresso ha ritenuto importante la scelta di inviare al Congresso Nazionale, oltre al segretario provinciale, tre giovani comunisti, anche per contribuire a mandare avanti un processo di rinnovamento, anche generazionale, del Partito.
Sono stati eletti 15 delegati al Congresso Regionale che si svolgerà dopo il Congresso Nazionale.
Sono stati eletti gli organismi dirigenti provinciali: il Comitato Politico Federale e la Commissione Provinciale di Garanzia che, in seduta congiunta, hanno riconfermato, all’unanimità, come segretario provinciale Piero Rusconi e come tesoriere Paolo Walter Cattaneo.
Dopo il Congresso Nazionale il segretario provinciale presenterà al Comitato Politico Federale e alla Commissione Provinciale di Garanzia proposte per un piano di lavoro e per la segreteria provinciale.
Ho avuto l’incarico (e l’onore) di presiedere il Congresso Provinciale ed esprimo, anche interpretando il pensiero dei compagni, un giudizio positivo su questo avvenimento politico.
Il Partito della Rifondazione Comunista, pur nella limitatezza dei numeri e della stessa diffusione territoriale, è una presenza viva nella realtà della nostra Provincia ed è impegnato, in modo alternativo al “pensiero unico” degli schieramenti di centro destra e di centro sinistra (peraltro uniti nel governo Draghi, al quale siamo in netta opposizione) ,per assicurare un punto di vista, un orizzonte diverso ed opposto da quello praticato dalle classi dominanti.
Ordini del giorno: Moreschi
Facciamo come i lavoratori della GKN!
Rifondazione Comunista solidale con la lotta delle lavoratrici e lavoratori della Moreschi per la difesa del posto di lavoro
La Moreschi, prestigioso marchio calzaturiero vigevanese, da tempo sta attraversando una grave crisi.
La nuova proprietà, invece di affrontarla con nuovi piani industriali, nuove idee imprenditoriali e investimenti, sta decentrando a contoterzisti pezzi della produzione, lasciando lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione Covid a zero ore. Questa grave situazione continua da troppo tempo senza alcuna volontà di proposte credibili da parte dei padroni: a loro interessa solo far cassa.
La stessa motivazione con cui anche la vecchia proprietà Moreschi ha ceduto fabbrica, marchio e vite umane. Il paternalismo padronale non cambia la natura dei padroni.
A fine ottobre terminerà la cassa integrazione Covid -a spese dello Stato, cioè della collettività- e la nuova società svizzera Hurley (proprietaria del 51% del pacchetto azionario), nella persona del suo AD Guido Scalfi, non ha ancora presentato un piano industriale per la salvaguardia dei posti di lavoro. Si profila dunque il licenziamento.
Rifondazione Comunista di Vigevano esprime totale solidarietà alle maestranze della Moreschi così duramente colpiti: privati di lavoro e di reddito.
Contrastiamo la pratica di sfruttare i marchi, acquisire i finanziamenti pubblici (della collettività) e spremere i lavoratori per poi chiudere e delocalizzare la produzione.
Chiediamo la continuazione della cassa integrazione (con il contributo della proprietà) applicando l’ Art. 4 della Costituzione Italiana che “riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”.
Dalle Istituzioni e dai politici di mestiere esigiamo impegni concreti e non passerelle elettorali.
Sosteniamo la proposta di legge presentata dal Collettivo dei lavoratori GKN di Firenze, attraverso un ampio gruppo di giuslavoristi, contro le delocalizzazioni industriali, con eventuale restituzione dei contributi pubblici fino al sequestro dei siti produttivi e fino all’autogestione.
Quanto prima è necessario organizzare un presidio permanente delle lavoratrici e dei lavoratori davanti alla fabbrica, affinché i nuovi padroni non inizino lo smantellamento asportando i macchinari.
È necessario far conoscere questa vicenda, con una adeguata campagna di pubblicizzazione attraverso tutti i mezzi di informazione, coinvolgendo tutta la cittadinanza di Vigevano, per organizzare una grande manifestazione di massa in piazza Ducale.
È indispensabile che CGIL-CISL-UIL escano dall’attendismo e indicano uno SCIOPERO GENERALE PROVINCIALE, per rompere l’isolamento delle tante situazioni di crisi e connetterle tra loro, unificando il fronte di lotta su un’unica vertenza territoriale.
Rifondazione Comunista è impegnata con tutte le sue forze nella costruzione di un movimento di lotta contro i licenziamenti, per sconfiggere le politiche neoliberiste che garantiscono i profitti e sacrificano le vite delle persone.
Come hanno insegnato i lavoratori della GKN di Firenze, SOLO LA LOTTA PAGA!
Per tornare a vincere bisogna ripartire dal protagonismo operaio!
Circolo “Hugo Chavez Frias”
Partito della Rifondazione Comunista
Vigevano
Ordine del giorno sul simbolo:
Il Congresso Provinciale di Pavia del Partito della Rifondazione Comunista, dopo le esperienze elettorali dove ci si è, di volta in volta, presentati con simboli diversi dal nostro, giustificati in alcuni casi da alleanze con altre forze, chiede di ripensare criticamente tale scelta.
Non è in discussione la necessità anche di alleanze elettorali, sulla base di programmi alternativi sia al centro destra che al centro sinistra, ma la scomparsa dalle schede elettorali del nostro simbolo ha creato problemi di orientamento da parte dei nostri potenziali elettori.
Si chiede perciò, come peraltro abbiamo praticato nella nostra Federazione (Mortara, Pavia, Vigevano) con alcuni buoni risultati, naturalmente dovuti alla nostra presenza e attività, di partecipare, oltre che a livello nazionale e regionale, anche nelle elezioni nei Comuni con più di 15 mila abitanti, presentando ,di norma, il nostro simbolo.
Non sarebbe in contraddizione con eventuali alleanze, perché in questi Comuni possono, in base alla legge elettorale vigente, essere presentate più liste (con i relativi simboli) collegati ad un candidato Sindaco comune.
Traffico illecito di rifiuti, incendio doloso, utilizzo ed emissione di fatture false, bancarotta fraudolenta, riciclaggio ed autoriciclaggio: con queste accuse, nelle prime ore di questa, i militari della Guardia di Finanza e dei Carabinieri Forestali di Pavia hanno fatto scattare le manette ai polsi di tre persone.
Oltre agli arresti, sono stati sequestrati più di 1,8 milioni di euro (tra cui disponibilità finanziarie, fabbricati, terreni ed autoveicoli) frutto dell’ingiusto profitto ottenuto attraverso il mancato pagamento delle spese di recupero e/o di smaltimento dei rifiuti ed il mancato versamento della cosiddetta “ecotassa”.
Sono questi i dettagli dell’operazione “Fenice”: le complesse indagini, avviate nel 2017 a seguito di un incendio presso la società Eredi Bertè Antonino di Mortara, hanno permesso di accertare innumerevoli illeciti, anche di natura ambientale, nonché la causazione dell’incendio dei rifiuti stoccati nell’impianto di trattamento gestito dalla medesima ditta.
Due degli arrestati, entrambi gestori dell’impianto, secondo gli inquirenti sono accusati di aver ammassato indistintamente quintali di rifiuti pericolosi e non (tra i quali anche rifiuti speciali pericolosi costituiti da lastre di eternit), e di non aver provveduto all’esecuzione di alcuna operazione di trattamento o recupero incamerando così ingenti guadagni quantificati in circa 2 milioni di euro. Il terzo arrestato, un 37enne, è accusato di aver supportato i primi due nel riciclare ingenti somme di denaro provento del traffico illecito e della bancarotta.
Dichiarazione di Abbà al presidio di Rifondazione Comunista di Mortara del giorno 8 settembre 2020
Come Associazione Verso il Kurdistan siamo impegnati con altre associazione sindacati a sostenere il popolo yazida, il riconoscimento dell’autonomia di Shengal (Sinjar), sventando le minacce della Turchia contro queste comunità che, nel corso della loro storia, hanno sofferto ben 74 tentativi di genocidio e, a realizzare, nel territorio di Shengal (Sinjar) un ospedale attrezzato per la cura del coronavirus e di altre gravi malattie.
Per questo, come negli anni passati, abbiamo lanciato la Campagna delle clementine biologiche e non solo … ma anche arricchito il nostro paniere con passata di pomodorini e pasta struncatura, che ci vengono forniti dalla Cooperativa SOS Rosarno, per realizzare il progetto dell’ospedale a Shengal (Sinjar).
Per info: Lucia (333 5627137); Antonio (335 7564743); Sonia (331 3290229)
Riparte la Campagna Clementine per il Kurdistan e piccolo paniere. Potete acquistare anche un singolo prodotto.Per chi è interessato, l’ordine deve pervenire entro venerdì 15 ottobre.
Per chi abita a Vigevano e dintorni, rivolgersi a Carla De Paoli della Cooperativa Portalupi della Sforzesca:
339 646 5858. Per colleghe/i del Golgi, rivolgersi a Vladimiro via mail.
Quello che è successo oggi è molto chiaro: con la sentenza che ha condannato Mimmo Lucano a 13 anni e 2 mesi si è voluto condannare un’idea e ostacolare un progetto politico basato su valori di giustizia, uguaglianza e riscatto sociale.
Una sentenza, quella del Tribunale di Locri, che certifica la natura politica di questo processo e che non tiene neanche conto dei pronunciamenti di altri organi di giustizia, quali il Tar, il Consiglio di Stato, la Cassazione e il Riesame, che precedentemente avevano demolito l’impianto accusatorio della Procura.
È paradossale che tutto questo avvenga a tre giorni dalle elezioni regionali, alle quali abbiamo voluto partecipare come lista mettendo in campo idee e pratiche che vengono proprio dall’esperienza di Riace, che oggi si vuole condannare.
Noi invece vogliamo ribadire che non ci fermeremo e che la nostra lotta va avanti in nome della solidarietà e della giustizia: chiamiamo tutti e tutte a partecipare all’iniziativa prevista per domani alle 16.00 a Riace, al Villaggio Globale, e chiediamo ai compagni e alle compagne nel resto d’Italia di costruire mobilitazioni democratiche in concomitanza con la nostra iniziativa alle 17.30.
Ora più che mai è necessario manifestare il proprio dissenso nei confronti di questa assurda sentenza e portare solidarietà a Mimmo Lucano, un uomo che ha cercato e praticato il riscatto degli ultimi e della sua terra.
La condanna di Mimmo Lucano a 13 anni è una vergogna. Non è solo l’assurda pesantezza della pena a gridare vendetta ma la motivazione e cioè il teorema su cui è fondata. La generosa accoglienza dei migranti viene dipinta come una operazione criminale di speculazione sull’immigrazione clandestina. Questa sentenza rovescia la realtà in un modo vergognoso e ricorda gli anni bui del paese, non solo della repubblica ma anche quelli precedenti. Più che una sentenza è una vendetta contro un amministratore pubblico che ha inteso il suo mandato non come una carriera ma come un impegno civile, come una espressione di umanità. E’ l’impegno di Mimmo che viene punito, il suo senso civico, così come Martin Luther King veniva messo in prigione.
Una sentenza così scandalosa non è però un fatto isolato e può essere emessa solo dentro un contesto politico e culturale.
Il contesto è la vera e propria normalizzazione centrista a cui stiamo vivendo. Il governo di Draghi – che agisce come un monarca in una situazione post democratica in cui il parlamento non conta nulla – sostenuto dalle istituzioni europee, dal presidente della Repubblica e da un assordante coro dei media mainstream non è solo un governo di unità nazionale ma è un governo costituente. Tratto fondativo dell’azione di questo governo è l’allargamento del perimetro del sostegno politico e la dura repressione dei soggetti sociali che non accettano di essere parte della mediazione bonapartista. Ne sa qualcosa il sindacato, chiamato ad una concertazione subalterna guidata da Confindustria.
Non penso che qualcuno da Palazzo Chigi abbia telefonato per avere la condanna di Mimmo Lucano. Non c’è nessun complotto e chi vede complotti da tutte le parti farebbe bene a farsi dare una guardata. Vi è però un clima e il clima è quello di un paese in cui dalla dialettica politica aspra ma democratica si passa al meccanismo inclusione/esclusione. Lo subisce da anni il Movimento no Tav, avviene oggi in modo esplicito sul piano politico, questa sentenza ci dice che il meccanismo si sta allargando.
Per questo la solidarietà a Mimmo, l’indignazione per il fatto che chi accoglie viene trattato come un criminale, uno sfruttatore, si deve saldare ad una rottura democratica di questa gabbia in cui viene rinchiuso il paese. La costruzione dell’alternativa passa in primo luogo per il riconoscimento delle situazioni di pericolo e questa lo è.
Vice presidente Partito della Sinistra Europea, da “Il Fatto Quotidiano”
Il Governo predica bene e razzola male: si appresta a varare aumenti consistenti sulle bollette di luce e gas che colpiranno duramente il reddito familiare di lavoratrici, lavoratori e pensionati/e già tartassati duramente dagli aumenti sulla benzina e i generi di prima necessità.
La scamperanno solo le fasce più povere della popolazione, quelle/i che proprio non ce la fanno: famiglie con 4 figli, i percettori di reddito di cittadinanza e chi denuncia 8.250 euro di reddito isee.
E’ un salasso insostenibile su salari e pensioni tra i più bassi in Europa.
Dobbiamo dire NO, mobilitarci, organizzare la risposta.
L’ALTERNATIVA C’E’
Tagliare i profitti delle grandi aziende che distribuiscono e vendono il gas e l’energia elettrica come è stato fatto in Spagna.
Eliminare oneri di sistema obsoleti, dare finalmente un taglio alle accise, alle addizionali regionali e all’Iva, tasse pagate in prevalenza dai ceti popolari
Basta rapine sui salari, stipendi e pensioni! Nemmeno un centesimo di aumento per le lavoratrici, i lavoratori e i ceti popolari.
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