Categoria: Uncategorized

DIECI ANNI DAL REFERENDUM SU ACQUA E NUCLEARE, QUELLA VITTORIA BRUCIA ANCORA

Fonte: https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=11766

Resoconto assemblea nazionale

2011-2021 Dieci anni dal referendum su acqua e nucleare: quella vittoria brucia ancora

29 aprile 2021

L’assemblea nazionale convocata in previsione del decennale del referendum su acqua e nucleare ha visto un’ampia partecipazione e una buona discussione.
Sono state decine le realtà presenti sia tra quelle che hanno preso parte alla coalizione sociale promotrice della campagna referendaria sia tra quelle che si sono costituite in questi anni e si sono attivate sul tema dei beni comuni e servizi pubblici locali.
In totale oltre 150 persone hanno seguito il dibattito tramite la piattaforma Zoom e la pagina Fb @acquabenecomune.

In generale è emersa una volontà diffusa di recuperare il patrimonio di temi che si sono imposti al centro del dibattito pubblico nel corso della campagna referendaria: dall’affermazione dei diritti di tutt* sui profitti di pochi alla tutela dei beni comuni, a partire dall’acqua, con la consapevolezza che questi sono un valore fondante delle comunità e della società, passando per la necessità di elaborare un nuovo modello di gestione pubblica, partecipativa e ambientalmente ecosostenibile soprattutto di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici, con tariffe eque per tutti i cittadini, un modello che garantisca gli investimenti necessari fuori da qualsiasi logica di profitto e i diritti dei lavoratori.

E’ stata espressa convinzione rispetto all’opportunità di attualizzare questi temi alla luce delle contraddizioni e della drammatica crisi rese evidenti dall’esplosione della pandemia, oltre alla necessità di opporsi ad un forte rilancio delle privatizzazioni attuato mediante il PNRR e le riforme che lo accompagneranno. L’apertura ai grandi capitali del Recovery Plan, la quotazione in Borsa dell’acqua che costituisce l’ennesima testimonianza del venir meno di qualsiasi limite di fronte al profitto, la pressione per i grandi investimenti, l’assenza nella normativa europea del diritto universale all’acqua e della sua gestione pubblica, è stato individuato come un attacco decisivo alla natura pubblica di bene comune dell’acqua ed un processo di privatizzazione sempre più concentrato nelle mani del grande capitale.

Diversi interventi hanno sottolineato come l’emergenza sanitaria e la gestione della crisi hanno molto a che fare con la democrazia e s’inseriscono nel progressivo svuotamento dei poteri delle istituzioni democratiche. Tutto ciò, purtroppo, ampiamente confermato anche nella procedura seguita nell’elaborazione del PNRR per cui persino il Parlamento è stato esautorato dalla possibilità di incidere e decidere su interventi, investimenti e scelte che condizioneranno il futuro del nostro paese e attraverso una vera e propria secretazione dei documenti all’opinione pubblica è stata completamente preclusa qualsiasi forma di partecipazione rendendo così impossibile lo sviluppo di un dibattito pubblico e democratico nel paese.
Un vulnus democratico che tutti hanno riconosciuto anche nel mancato rispetto della volontà popolare espressa con i referendum e nei vari tentativi messi in atto per cancellarne l’esito.

In estrema sintesi si è convenuto sul fatto che le trasformazioni del mondo del lavoro, dei servizi, del welfare imposte dall’ideologia neoliberista e dalle politiche di austerità abbiano dimostrato il loro fallimento, che la pandemia e la gestione della crisi minaccino fortemente il godimento di alcuni diritti fondamentali e che oggi il conflitto diventa anche tra il profitto e la vita, tra il capitale e il vivente.

Alla luce di queste riflessioni è emersa un’ampia condivisione circa la necessità di organizzare una grande mobilitazione in occasione del decennale che si sviluppi tanto a livello locale quanto a livello nazionale secondo il seguente schema:

  • nei giorni precedenti al 12 e 13 giugno– organizzazione di iniziative e azioni diffuse sui territori caratterizzandole sul tema dell’acqua e dei referendum, nello specifico si sta verificando la possibilità di una collaborazione con i Fridays For Future per le iniziative del venerdì 11/6 e della fattibilità di una mobilitazione nei confronti del Parlamento;
  • sabato 12/6organizzazione di una manifestazione nazionale a Roma nel pomeriggio caratterizzandolo con i temi emersi dalla straordinaria esperienza di partecipazione popolare che sono stati i referendum del 2011 e puntando sul valore paradigmatico rispetto all’alternativa di società;
  • domenica 13/6organizzazione di un dibattito on line a carattere internazionale invitando a partecipare le realtà e i protagonisti dei processi di ripubblicizzazione.

In conclusione si è condiviso di puntare a costruire una mobilitazione che possa essere percepita come la prima opportunità di scendere di nuovo in piazza e prendere parola collettivamente.

L’assemblea ha costituito sicuramente un buon punto di partenza consegnando una responsabilità nella mani di quelle realtà che intendono adoperarsi per la buona riuscita della mobilitazione e il riconoscimento del movimento per l’acqua come uno dei punti di riferimento per la realizzazione di una connessione e convergenza sul tema dell’acqua e dei beni comuni.

La proposta finale è stata quella di fissare una seconda assemblea per il 27 di maggio alle ore 18.00 in cui approfondire ulteriormente la discussione e affinare l’organizzazione pratica della mobilitazione.

Paolo Carsetti

Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Tel. 333 6876990
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org – www.obbedienzacivile.it

BUON PRIMO MAGGIO. NIENTE DA FESTEGGIARE

MAURIZIO ACERBO

Nell’augurare buon #PrimoMaggio 2021 a tutte le lavoratrici e i lavoratori, soprattutto a quelle/i che il lavoro lo hanno perso o non lo trovano, non possiamo nasconderci la desolante situazione del nostro paese.

Persino per affrontare il covid si è fatto ricorso in molte regioni alle agenzie di lavoro somministrato. E anche il Primo Maggio iper e supermercati saranno aperti dimostrando quanto poco rispetto abbia la nostra classe dirigente per lavoratrici e lavoratori del commercio che sono stati quotidianamente esposti al rischio.

I dati ci dicono che sono cresciute le disuguaglianze negli ultimi decenni di politiche condivise da centrodestra e centrosinistra che oggi con Draghi, ieri con Monti, nei momenti determinanti disvelano il gioco truccato del bipolarismo.

Dal 1995 al 2016 la percentuale della ricchezza dei 25 milioni di italiani più poveri è passata dall’11,7 al 3,5%, quella dei 50.000 più ricchi dal 5,5 al 9,3%.

Se l’Italia ha pagato durante la pandemia un prezzo altissimo in termini di vite umane lo si deve anche ai tagli alla sanità. E non può essere dimenticato che per subalternità al padronato non si è scelta una strategia di chiusure seria e in provincia di Bergamo non è stata istituita una zona rossa con conseguenze gravissime.

Neanche la pandemia ha spinto a un ravvedimento operoso le forze politiche oggi riunite intorno al banchiere Draghi che ha presentato un PNRR che è una presa in giro sul piano dell’ambiente e della giustizia sociale.

Non ci sono i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori nelle riforme annunciate. Non c’è la riduzione dell’orario di lavoro. Non c’è un piano per il lavoro eppure abbiamo almeno un milione di dipendenti in meno nel settore pubblico rispetto agli altri paesi. Non c’è il salario minimo orario per legge nel paese dei bassi salari. Non c’è una legge come quella spagnola che ha sancito che i rider sono lavoratori subordinati punto e basta. Non c’è un reddito di base dignitoso oltre l’emergenza. Non c’è la fine delle esternalizzazioni. Non c’è l’abrogazione delle leggi di precarizzazione del lavoro. Nemmeno una norma contro le false cooperative. Non c’è almeno una modifica della legge Fornero. Non c’è una riforma fiscale che faccia pagare più tasse ai ricchi per dirla con Bernie Sanders e Ocasio Cortez. Non c’è nemmeno una vera risposta a lavoratrici e lavoratori migranti presi in giro con una regolarizzazione poco seria, Tantomeno un piano per la ricostruzione dello stato sociale e del ruolo del pubblico dopo decenni di tagli e privatizzazioni.

C’è la prosecuzione del neoliberismo con più spesa pubblica ma in soccorso delle grandi imprese. Persino Biden è più a sinistra del PD.

In questo Primo Maggio non c’è nulla da festeggiare.

Rimbocchiamoci le maniche per ricostruire una sinistra che sia espressione delle classi lavoratrici, strumento di lotta e organizzazione, autonoma e alternativa rispetto a chi prosegue sulla strada delle politiche neoliberiste.

Maurizio Acerbo

Per il primo maggio diretta con lavoratrici e lavoratori di tutta Italia sulla pagina facebook e il canale you tube del Partito della Rifondazione Comunista a partire dalle ore 10.

ANPI Vigevano: iniziative prossimo fine settimana

– Sabato 1 Maggio – ore 16 – Sala degli Affreschi Castello di Vigevano: proiezione del film “Le ali non sono in vendita”, film di forte denuncia. Per il film è necessaria la prenotazione.

– Domenica 2 Maggio dalle ore 10:00 posa di alcune corone alle lapidi dei partigiani caduti.   Si partirà dal cimitero di Vigevano, monumento ai caduti partigiani.
Per domenica sarebbe bello partecipare come Partito e come Giovani Comuniste/i.

Siccome ci sarà da spostarsi in vari punti della città, sarebbe opportuno organizzarsi con le auto.

https://www.informatorevigevanese.it/attualita/2021/04/30/news/nuove-corone-nei-luoghi-della-resistenza-548958/https://www.informatorevigevanese.it/home/2021/04/30/news/le-ali-non-sono-in-vendita-il-docufilm-del-primo-maggio-548962/

Scusate il preavviso ravvicinato ma i dettagli sono stati comunicati solo ieri pomeriggio.

GC e PRC Vigevano, Circolo Hugo Chavez Frias

Dati drammatici sull’occupazione in Provincia di Pavia

GIUSEPPE ABBA’

Da uno studio della Camera di Commercio apprendiamo che nel 2020 gli occupati nella nostra Provincia sono di quasi 9.000 (8.909 per l’ esattezza) in meno dell’ anno precedente.

Senza contare la cassa integrazione: nel 2019 autorizzate 1.241.533 ore, nel 2020 19.685.149 ore (ben il 1.485% in più!).

Disoccupazione e cassa integrazione (anche questa con il taglio di una parte del salario) stanno creando gravi difficoltà.

Le donne sono le più penalizzate con quasi 5.000 unità in meno.

E ‘ una situazione gravissima, per questo occorre un piano di ripresa ben diverso dal piano governativo che si basa tutto sulla “competitività delle imprese”, al “ritiro del settore pubblico dell’economia” e “la riduzione dei costi di produzione”, sulle “grandi opere”.

Tutto ciò per favorire i “soliti noti”, i capitalisti. In tal modo aumenteranno i profitti padronali, mentre dilagherà la povertà, la disoccupazione, il lavoro precario e sottopagato.

Rifondazione Comunista si batte, perché sia prorogato il blocco dei licenziamenti, per mettere fine ai contratti a termine e al lavoro precario, per mettere i rami principali dell’ economia sotto controllo pubblico, per una programmazione economica nell’interesse dei lavoratori, per un piano ambientale che metta in sicurezza il territorio e procuri posti di lavoro stabili in più.

Rifondazione: 1 Maggio: nessun rispetto per dipendenti commercio

Dopo Pasqua e 25 aprile anche nel giorno della Festa dei Lavoratori governo e gran parte delle regioni mostrano la propria   mancanza di rispetto per i dipendenti del commercio.
Cassiere/i sono stati in prima linea durante la pandemia e la categoria ha subito durante il 2020 un aumento dei decessi del 67%.

Eppure governo e regioni non li hanno inseriti tra le categorie da vaccinare subito.
Intanto grazie a una legge di liberalizzazione selvaggia delle aperture voluta da centrodestra e centrosinistra saranno costretti a lavorare anche il Primo Maggio. 

Le regioni avrebbero potuto emanare ordinanza ma per la gran parte non l’hanno fatto.

Qualcuno ha pensato di far chiudere almeno media e grande distribuzione ma per lo più consentono di aprire ai centri commerciali e ai supermarket.

Bene hanno fatto in Toscana i sindacati hanno dichiarato lo sciopero contro la decisione della giunta del Pd. 

Rifondazione Comunista continua a essere dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio e a chiedere con loro l’abrogazione della legge sul commercio. 

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista

Il 1° maggio in Coope è online. Il “Concertone” non si può fermare

Fonte: L’Informatore Vigevanese del 29/04/2021

Il 1° maggio è un’istituzione, una maratona musicale all’insegna del divertimento, della libertà, della condivisione.

Anche quest’anno, per la seconda volta e si spera ultima, il “Concertone” organizzato dalla Cooperativa Portalupi sarà in diretta streaming. Niente pubblico che si accalca sotto il palco, niente birra in mano che rischia di cadere per terra dalla foga, niente eco dei sovra toni di chitarra che rimbomba negli spazi della Sforzesca. Solo filmati visibili da casa: non si poteva fare altrimenti.

Si parte alle 15 di sabato sulla pagina Facebook “Cooperativa Portalupi”.

Leo Gloriati e Monica Cadenini, i conduttori, presenteranno i video ricevuti.Si tratta di esibizioni filmate dal vivo, di band e cantautori locali, e anche di qualche breve messaggio di saluto “eccellente” come quello di Francesco Sarcina, ex leader de le Vibrazioni.

Altri nomi noti onoreranno il pubblico di amici della “Coope” con un rapido intervento. Sono la band Fanali, da Napoli, Greta Zuccoli direttamente da Sanremo nuove proposte 2021, Xabier Iriondo (il chitarrista degli Afterhours), Keplero, Tin Woodman e Diego Cavallotti, il chitarrista dei Lacuna Coil.

Sembra come se tanti amici decidessero di riabbracciarsi, anche se da lontano, per rendere omaggio a una delle belle realtà alternative non solo del territorio.

Poi ci sono i concertisti, quelli che propongono il brano. Ogni performance dura al massimo 5 minuti.

Si tratta di Le Lampade Alogene, Ennedì trio, Bright, Kill Dafne, Max Martulli, Senso Zero, Andrea Costanzo (membro degli Elven), Leda, Keet & More (da Roma), Iguana Club,Dyonea, Pajarritos,Bad Condition, Toliman,Storms Dont’t Care, Novaffair,Amber, Leibei,Gordon, Cranked, Marco Germani, Davide Montenovi (Nylon), Il Pesce Parla, CAnìs, Santi Numeri, Pan e Sara,Lo Stadio Animale, Due Venti Contro, Missklang, Luca Stefanelli (Blindur), La Colpa e i fratelli Leonardo e Gianluca Santini con Gabriele Landillo.

La lista è aggiornata a mercoledì: per esigenze di stampa non può tenere conto dei filmati arrivati in extremis.

Il Concertone durerà tutto il pomeriggio di sabato 1° maggio. Un esperimento già tentato (e riuscito lo scorso anno), quando il lockdown era molto più duro, con modalità leggermente diverse. La Portalupi intanto pianifica una riapertura che tenga anche conto dei concerti estivi dal vivo.

Per fortuna che c’è il cortile aperto, che può garantire distanziamento e ricambio naturale dell’aria. “Domani, venerdì 30 – comunica Gloriati – riapriamo dalle 18 alle 22. Sabato e domenica dalle 11 alle 22, per pranzo e aperitivo.

Prenotare al 342.6489617. Tutto è subordinato al bel tempo: se piove, non apriamo”.

d.m.

______________________________________________________________________________________________________________________________

Comunicato della Cooperativa Portalupi

Avvisiamo soci, amici e clienti che in caso di pioggia la Coope dovrà rimanere chiusa. Questo vale sia per il pranzo che per il servizio pomeridiano. Purtroppo siamo vincolati dai nuovi regolamenti che non permettono il servizio all’interno, e l’esiguo spazio del nostro portico non permetterebbe il distanziamento, con l’inevitabile formazione di assembramenti. I vari aggiornamenti in caso di chiusura saranno comunicati sulla nostra pagina FB con anticipo, e telefonicamente a chi avesse prenotato per il pranzo.

SPERIAMO NEL SOLE!!

Un abbraccio da tutto lo staff

L’intervista

Adriano Arlenghi

Crediamo che non ci sia modo più indicato per celebrare il Primo Maggio 2021, ormai alle porte, che scambiare quattro chiacchiere con l’uomo che per tanti anni è stato per i mortaresi il simbolo del partito dei lavoratori e che ancora oggi rappresenta un importante punto di riferimento per chi non si riconosce in un mondo asservito al consumismo e al capitalismo più spietati. Di Giuseppe Abbà, ex sindaco di Mortara ancora oggi amato e rispettato dai suoi concittadini di qualsiasi tendenza politica, la Memoria d’Adriano ha proposto in rete due libri già editi da Logica Multimedia che ne ha gentilmente concesso la riproduzione:

Giuseppe, si avvicina il Primo Maggio. Ma cosa può insegnare la storia del passato in un tempo in cui si vive solo nel presente e manca la dimensione del futuro?

La Storia fa conoscere avvenimenti che cambiano il modo di esistere dell’umanità e quindi la prospettiva di trasformare lo stato di cose presente. In pratica: dalla Storia si deduce che è possibile cambiare. Non a caso chi detiene il potere cerca di cancellare l’idea stessa della Storia, in modo tale da indurre gli oppressi e gli sfruttati a credere che ogni lotta è inutile, tanto non cambierà nulla. Molto comodo per le classi dominanti.

Quando parli della Classe Operaia sembra ti brillino gli occhi. Cosa rappresentava per te, allora ed ora?

Da comunista e da marxista ritengo la Classe Operaia la “classe generale” che può costituire la forza motrice principale del cambiamento della società. Dico principale, perchè poi ci sono altre classi oppresse con le quali la classe operaia deve stringere un’alleanza, ad esempio i braccianti e i contadini poveri (la falce e il martello rappresentano appunto questa unione), gli intellettuali progressisti ecc. Naturalmente la classe operaia e tutte le classi oppresse devono avere coscienza di sè, quindi impadronirsi di una cultura di trasformazione.

Qual’è il momento in cui maggiormente ti piace scrivere e quali progetti di nuovi libri ci sono nel tuo futuro?

Mi piace scrivere, ovviamente, nei momenti in cui riesco a riflettere, in genere nel pomeriggio. Sto lavorando ad un terzo libro sulle esperienze fatte come sindaco di Mortara. Sono già a buon punto e penso che nel prossimo autunno questo libro possa uscire. Poi ho già scritto due opuscoli di storia e formazione politica, uno sull’origine della Seconda Guerra Mondiale e l’altro sul “biennio rosso” 1968-69. Ho intenzione di proseguire anche in questa direzione.

Durante la pandemia, la scrittura ti è stata di aiuto?

Certamente, ad esempio gran parte del lavoro sul terzo libro (quello sulla mia esperienza di sindaco) l’ho fatto durante la forte chiusura per il Covid dell’anno scorso. L’avevo sospeso in quanto ero stato colpito anche io dal virus e l’ho ripreso successivamente alla mia guarigione. In tempi di relativo isolamento, come l’attuale, la lettura e la scrittura sono di grande aiuto.

IL MAGO DALLE SETTE TESTE
https://online.fliphtml5.com/rmoyj/mrwe/

una ricca e piacevolissima raccolta che spazia tra le fiabe, i racconti popolari, le storie, la Storia e le tradizioni delle campagne lomelline.

LA CORNA DAL FABRICON
https://online.fliphtml5.com/rmoyj/nqcs/

una minuziosa e documentatissima ricostruzione degli anni delle lotte operaie, quando Mortara rappresentava ancora un’importante realtà industriale.

Scoprite la collana La Memoria di Mortara visitando la nostra biblioteca virtuale:
https://fliphtml5.com/bookcase/dqqgu

Rifondazione con le lavoratrici e i lavoratori di Alitalia in lotta

Pubblicato il 28 apr 2021

Oggi le lavoratrici e i lavoratori di Alitalia hanno manifestato a Roma, con un presidio a P.zza San Silvestro, a due passi dal Parlamento e da Palazzo Chigi in adesione alle iniziative di lotta promosse da, alcune sigle sindacali come CUB, ACC, USB E NAVAID in difesa dell’occupazione e contro la privatizzazione e la liberalizzazione del comparto.

L’ipotesi di accordo tra governo e UE prefigura infatti una piccolissima compagnia di dimensioni regionali che comporterebbe la perdita del posto di lavoro per 7000 mila dipendenti ed un numero addirittura maggiore di lavoratrici e lavoratori dell’indotto. Ma chi lavora non è disposto a cedere e si prepara ad andare anche a Bruxelles a portare le proprie istanze.

Se questa ipotesi diventasse reale l’Italia diventerebbe un Paese privo di una compagnia aerea “di bandiera” subendo così un’ulteriore gravissima perdita di posti di lavoro

Respingiamo con forza Il piano imposto dall’Unione che è inaccettabile anche in quanto discriminatorio rispetto al trattamento ricevuto dalle altre compagnie europee che hanno potuto erogare aiuti di stato molto più consistenti.

Rifondazione Comunista sostiene le proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali che hanno promosso la mobilitazione odierna:

– “La proroga del blocco dei licenziamenti fino al termine della crisi causata dalla pandemia;

– un piano di emergenza che garantisca il lavoro e sostenga le aziende fino alla totale ripresa del traffico prevista entro il 2023;

– un piano di investimenti pubblici a sostegno della ripresa e l’avvio delle riforme di sistema attese da anni con al primo posto la tutela del lavoro e delle filiere produttive con regole uguali per tutti gli operatori”

Antonello Patta, Responsabile nazionale lavoro Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

27 aprile 1945: insorti vigevanesi distruggevano il treno blindato tedesco

GIUESEPPE ABBA’

Calendario del popolo: 76 anni fa, il 27 aprile 1945 gli insorti vigevanesi, dopo un’ eroica e cruenta lotta, distruggevano il treno blindato tedesco.

Il treno blindato era potentemente armato con cannoni da marina, ma i partigiani, a colpi di bombe a mano e usando un” panzer faust”(pugno corazzato, un’ arma anticarro) riuscirono a perforare la blindatura e ad avere la meglio.

Sempre il 27 aprile del 1945 veniva catturato Mussolini e molti gerarchi fascisti che, il giorno dopo, venivano giustiziati. Innumerevoli furono gli episodi dei giorni dell’ insurrezione di Aprile a conclusione di venti mesi della lotta della Resistenza, condotta con molti mezzi, dalle armi, agli scioperi, all’ aiuto ai prigionieri alleati fuggiti dopo l’8 settembre, ecc.

Rifondazione: con la Società della Cura contro PNRR del governo

Mentre va avanti la sceneggiata sull’orario del “coprifuoco” la maggioranza di governo si prepara ad approvare un PNRR che non risponde ai bisogni sociali e ambientali del paese.

Un’elaborazione priva di trasparenza per un “piano” che nonostante le chiacchiere sulla finzione ecologica consegnerà una valanga di miliardi ai soliti noti interessi forti con persino la beffa di ben 17 miliardi destinati alla spesa per armamenti.

Emblematico che le risorse destinate alla sanità siano largamente insufficienti a colmare i danni causati dai tagli.

Rifondazione Comunista parteciperà al presidio che si terrà oggi davanti alla Camera dei Deputati a partire dalle 15 con le altre organizzazioni e associazioni aderenti a “La società della cura” per proporre un’alternativa a questo PNRR.

Rosa Rinaldi, responsabile sanità
Elena Mazzoni, responsabile ambiente
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea