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Il 1° maggio in Coope. Il concertone sarà ancora in streaming

Tratto da: L’INFORMATORE del 01/04/2021

Ancora una volta il “concertone” sarà online. Quello alla Cooperativa Portalupi era un “Primo maggio in piccolo”: non aveva l’ambizione di paragonarsi a quello di Roma in piazza San Giovanni, ma comunque era in grado di ospitare ogni 12 mesi un parterre di tutto rispetto di musicisti locali e non.

Il palco in Coope era rovente, l’atmosfera tirava tardi tra birra, rock, luci e sudore dei fans.

Da più di un anno tutto questo è pura utopia. come nel 2020 arriverà lo streaming.

Una carrellata di filmati che accompagnerà gli spettatori per tutta la giornata sulla pagina di Facebook della Portalupi.

Il fatto che il 1° maggio sia un sabato, quindi (per molti) un giorno di riposo, non potrà che implementare le visualizzazioni.

Alcune differenze: oltre ai video musicali dei vari artisti, ci sarà anche uno streaming in diretta live per presentare l’intera giornata.

Una formula più professionale. Verranno previlegiate le band con una storia, e brani inediti.

Le cover e tutti i contributi amatoriali saranno proposti sulla pagina Facebook nei giorni successivi.

“Il nostro super palco virtuale – spiega Leo Gloriati, uno dei fari della Cooperativa, è già in allestimento.

Le adesioni sono in corso: manca un mese, ma i tempi organizzativi sono lunghi.

I musicisti che vogliono partecipare dovranno inviare il loro filmato. Francamente, nonostante la disgrazia del Covid che ci impone di rimanere chiusi, siamo ottimisti per l’evento.

Dodici mesi fa era stato organizzato tutto in fretta e furia, eppure avevano aderito in tantissimi.

Con questo preavviso, non potranno che essere di più”.

E già lo scorso anno il Primo Maggio della “Coope” aveva proposto la solita immensa miniera d’oro di gemme rimaste per troppo tempo nel forziere.

NO ALLA LOGISTICA DI TRIVOLZIO. NO ALL’ULTERIORE CONSUMO DI TERRITORIO

Mortara 31/03/2021

Come per molte altre situazioni ambientali, anche per le logistiche la Provincia di Pavia è terra di conquista dei potentati economici. Così è stato per gli inceneritori, gli impianti rifiuti, i fanghi in agricoltura, le cave ecc..                                                                                                                                                                                     

Oggi, con Trivolzio e anche a Casatisma, tornano in campo le richieste di logistiche. A Trivolzio si parla di consumare ben 25 ettari di fertile terreno agricolo, con tutte le conseguenze del caso: consumo e cementificazione del territorio (25 ettari sono una porzione enorme), centinaia di TIR e di furgoni ogni giorno ad appesantire ulteriormente il traffico su gomma.                                                                                         

Ricadute ambientali importanti anche nei comuni vicini di Battuda, Marcignago, Bereguardo e Torre d’Isola.   Già nel 2010 (e anche prima) le richieste di simili insediamenti erano presenti.                                       

All’epoca ero consigliere provinciale del Partito della Rifondazione Comunista e, come gruppo consigliare, ci battemmo contro questo uso dissennato del territorio presentando mozioni, chiedendo una programmazione adeguata per le necessità vere della nostra Provincia e non dei gruppi speculativi. L’Amministrazione provinciale, a quel punto, ordinò uno studio (spendendo oltre 90 mila euro) per redigere un piano commerciale con proposte anche sulla viabilità. Si discusse in Consiglio Provinciale ma non si seppe più nulla.

Peraltro l’unica forza politica in Consiglio Provinciale e nel territorio che si è battuta coerentemente su questi problemi è stato il Partito della Rifondazione Comunista.                                                        

Il perché è presto detto: i potentati economici non vogliono nessuna pianificazione, vogliono avere le mani completamente libere. Ad esempio: perché non vengono utilizzati capannoni dismessi, così abbondanti nella nostra zona?  Non vengono utilizzati perché conviene di più, dal punto di vista economico, per “lor signori” consumare terreno agricolo piuttosto che recuperare edifici!                                                                                                           

Di fatto manca ogni programmazione: non si discute mai di quello che serve veramente al territorio, ma si inseguono sempre e solo le mirabolanti promesse (mai mantenute, peraltro) delle “compensazioni ambientali”. 

PREVALE LA PURA LOGICA DEL PROFITTO.                                                                                                                 

Per questo, come in tutte le altre simili occasioni, esprimiamo la nostra ferma opposizione alla logistica di Trivolzio e siamo al fianco di chi si batte per contrastarla.

Teresio Forti, ex capogruppo nel consiglio provinciale del Partito della Rifondazione Comunista

Scuola, un movimento che unisce

Loredana Fraleone*

Nella storia della sinistra e del movimento operaio sono sempre state presenti spinte divisive, che ne hanno limitato l’efficacia e determinato spesso pesanti sconfitte. Dividere è facile, al contrario unire è molto difficile soprattutto in periodi, come questo, in cui l’egemonia delle classi dominanti è fortissima. Hanno innumerevoli strumenti per affermarla, attraverso i “loro” potenti mezzi di comunicazione di massa, con i quali veicolano un senso d’impotenza e di rassegnazione: se non “hai successo” è perché sei uno/a sfigato/a, devi fregartene degli altri per sopravvivere o fare carriera, devi pensare solo alla tua famiglia, questo è l’unico mondo possibile e tanto altro.

Solo l’evidenza dei limiti e delle contraddizioni del capitalismo riescono a promuovere movimenti, che hanno sempre come rischio principale quello delle divisioni su questioni contingenti che mettono in secondo piano, se non oscurano del tutto, le ragioni di fondo di mobilitazioni su rivendicazioni largamente condivise.

Da questo punto di vista è emblematico il caso della scuola, rispetto alla quale un anno fa si erano diffuse posizioni, che rispondendo ai problemi posti dalla pandemia, convergevano su obiettivi, come la riduzione degli alunni per classe, la risoluzione del precariato, l’edilizia scolastica e in primis la richiesta delle risorse necessarie per sostenerla e rilanciarla, in nome del futuro delle nuove generazioni, per un riallineamento almeno alla media europea dei finanziamenti dedicati al sistema d’istruzione.

Obiettivi, che come Rifondazione Comunista avevamo posto fin da aprile e che (sembrava un miracolo) erano condivisi dai sindacati di base come da quelli firmatari del Contratto nazionale, da molte associazioni e alcuni/e parlamentari a livello individuale.

Nel secondo governo Conte sembravano aprirsi spiragli sulle “classi pollaio”, sul precariato e altro, ma le risorse necessarie sarebbero state troppo ingenti per sottrarle alla voracità delle imprese, soprattutto quelle grandi, quelle che contano. Il governo Draghi su questo è in perfetta continuità, con qualche rischio in più per la tenuta democratica della Scuola e non solo.

Nonostante le difficoltà della pandemia, si è sviluppato un movimento unito e determinato, che ha visto anche la partecipazione inconsueta dei genitori, organizzati prevalentemente in Priorità alla Scuola, in una situazione di enorme diversificazione di condizioni però, regalo della già troppo avanzata autonomia regionale, rispetto alla portata del contagio e delle risposte territoriali che venivano e vengono date. Anche la situazione specifica dei genitori è diversa, molti dei quali sono impegnati in attività lavorative non bloccate dai provvedimenti di chiusura e che hanno il problema di non essere in grado di lasciare i figli soli a casa. Sarebbe un grave errore liquidare quel bisogno concreto di molte famiglie, con la voglia di un “parcheggio” per i propri figli, sarebbe sbagliato prendersela con loro invece che con chi in un anno non ha garantito assistenza e sicurezza.

C’è stata e c’è una palese serie di contraddizioni di un sistema non in grado di garantirle, puntando soprattutto sugli appelli all’uso delle mascherine, al lavaggio delle mani ecc, misure necessarie ma non esaustive di un problema complesso, che ancora una volta ha portato a privilegiare i soliti noti.

Il recente sciopero del 26 indetto dai COBAS della scuola, con risultati migliori degli ultimi, le manifestazioni realizzate in 60 città nonostante le zone rosse, hanno messo in evidenza tutte le incoerenze di una società gestita da governi ipocriti e cinici, che tutelano soprattutto gli interessi dei pochi a scapito della collettività, come si è visto nella vicenda dei brevetti sui vaccini, in cui si sono guardati bene dal mettere in discussione gli interessi delle multinazionali del farmaco.

Giustamente gli studenti, presenti a Montecitorio il 26, hanno rivendicato l’uso dei soldi europei per il loro futuro, altro obiettivo condiviso da tutti i presenti in piazza. Una piazza articolata rispetto al rientro a scuola anche negli interventi, connotati da posizioni diverse che se poste al di sopra degli obiettivi comuni rischiano di dividere un movimento che potrebbe, unito, ottenere risultati per l’oggi e per il domani. La piattaforma dello sciopero chiedeva, tra gli altri obiettivi, il rientro a scuola in sicurezza, a partire da quella che dovrebbe essere fornita dai mezzi di trasporto.

Ci sono state assenze pesanti, nella giornata del 26, di organizzazioni che hanno preferito svolgere il ruolo di osservatrici critiche piuttosto che mettersi in campo in modo unitario, c’è solo da sperare che non sia per coprire la propria inerzia

*Resp Scuola, Università e ricerca PRC-S.E, da “Il Manifesto”

RIFONDAZIONE: BERGAMO, RIVELAZIONI DI DOMANI CONFERMANO CHE ANCHE GOVERNO CONTE RESPONSABILE DELLA MANCATA ZONA ROSSA

L’inchiesta della giornalista Francesca Nava sul quotidiano Domani conferma quello che come Rifondazione Comunista abbiamo sempre sostenuto.

Anche Conte e Speranza sono responsabili della mancata istituzione della “zona rossa” nei comuni di Nembro e Alzano in provincia di Brescia.

L’anno scorso la giunta regionale lombarda di destra e il governo nazionale M5S-PD-LEU hanno deciso di non fare la zona rossa per non far arrabbiare Confindustria.

Ricordiamo che gli industriali dissero che non si potevano chiudere le fabbriche e la politica li accontentò. Conte avrebbe anteposto il «costo politico» di una decisione che vedeva la contrarietà di Confindustria alla tutela della salute.

Dopo la riunione riservata del 2 marzo, rivelata da Francesca Nava, il ministro Speranza il 4 marzo dell’anno scorso incontrò la giunta leghista lombarda. Il resto è noto, lo scaricabarile inutile.

La giunta di destra lombarda ha seguito indicazioni degli industriali, il governo pure. La subalternità della politica al potere economico ha prodotto una strage che si cerca di rimuovere. 

Quando diciamo che c’è bisogno di una sinistra che sia alternativa ai poli esistenti vogliamo dire, per esempio, una sinistra che non prenda ordini dal padronato.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

PATTA/BAGGI – (PRC-SE): OCCUPAZIONE DEL PICCOLO, RIFONDAZIONE SOSTIENE LA LOTTA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DELLO SPETTACOLO.

In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, il Coordinamento Spettacolo Lombardia ha occupato pacificamente questa mattina il Piccolo Teatro Grassi di Milano – luogo simbolo della cultura milanese in quanto fu il primo “Teatro comunale di prosa d’Italia” attraverso un’azione denominata “Prove per uno spettacolo vivo”.

Un gesto artistico e politico che rivendica lo spazio che da più di un anno è stato negato alla Cultura, per discutere/denunciare le contraddizioni che la pandemia ha fatto emergere duramente nella nostra società e richiedere che il sostegno alle attività culturali diventi prioritario per il governo.

L’istituzione di un Parlamento Culturale Permanente, uno spazio di incontri, assemblee, dibattiti, laboratori e proposte artistiche è finalizzato a riportare al centro del dibattito il Lavoro delle attività culturali come urgenza sociale.

Il mondo delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo, così come quello di chi lavora nello sport hanno pagato un caro prezzo nell’ultimo anno di inattività anche e soprattutto a causa dell’enorme quantità di precariato, contratti totalmente atipici e mancanza di ammortizzatori sociali.

Sosteniamo questa importante lotta ed invitiamo tutte e tutti a partecipare al Presidio in solidarietà dalle 11:00 di questa mattina in via Rovello (Milano) ed all’assemblea pubblica a partire dalle 17:00.

Milano, 27/03/2021
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Fabrizio Baggi, segretario regionale Lombardia
Partito della Rifondazione Comunista / #SinistraEuropea 

RiderXiDiritti

Piero Carcano

Un po rap un po canzone un po poesia per lo sciopero dei cavalieri in bici  

26 Marzo 2021

Epico Primo sciopero dei riders, i fattorini in bici, precari tra i precari , sfruttati tra gli sfruttati.

C ’è voluto tanto tempo per unirsi ma adesso… Eppoi c’è una sentenza che obbliga i nuovi  ma al contempo vecchi padroni anzi  di vecchissimo stampo ad assumere il ciclofattorino  come “lavoratore subordinato coordinato continuativo”. E li multa anche e non poco (733 milioni di euro )  i  capitalisti/negrieri che han solo sostituito la frusta col frustino algoritmico digitale

Mi frullano nella testa pensieri e parole di rabbia, di speranza  che si mescolano alla poesia, al rap e ai versi di due canzoni  degli anni 70 che sembrano scritte per loro adesso  e che li richiamano nei titoli : “ Riders on the storm “ di Jim Morrison dei Doors e “Ghost Riders in the sky” di Johnny Cash

Riders come cavalieri ,don Quijxote spesso eroici: cadono , urtano auto ,si rialzano ; pioggia,nebbia ,gelo ,caldo torrido e l’afa non li ferma.Eroi in imprese solitarie che adesso diventano finalmente collettive , battaglie per i diritti,la dignità del lavoro da conquistare,in squadra , parte di un  battaglione al contrattacco..

Così mi è uscita come un urgenza questa  poesia/canzone da  leggere forse rappare ,cantare,che alterna parole, pensieri appassionati, accatastati anche in modo confuso,come quando ti scappa di dire le cose e  il sentimento prevale sulla lucidità. Pensiero e  vicinanza anzi appartenenza a loro e al loro primo sciopero, che ci porta con i piedi per terra , o meglio sui pedali insieme a loro a condividere i loro drammi quotidiani. E ci serve .Si  anche a Noi che troppo  spesso ci dimentichiamo che c’è chi sta peggio anche molto peggio di Noi . Che  siamo prigionieri dei nostri quotidiani pur legittimi problemi ma che se li pesiamo  risultano  non sempre reali spesso  psicosomatici, pieni di  distingui, egoismi…centimetri di ismi ismi e ancora ismi .

Ma oggi siamo li con VOI

Go Riders Go !   GO Riders go go !

 Go Riders Be Good !!

RIDERXiDIRITTIXXL

(Da Rappare ) Cavalcare pedalare/Attacco alla piattaforma digitale

Capitalismo malato multato taroccato oo/ Ya basta Yahoo Glovo Deliveroo/Uber Eats  Just eat  Human meats..

Padroni Vil razza Capitale multinazionale/Nascosti dietro l’algoritmo digitale

(da Cantare): “ Riders on the storm…(Doors)

In questa casa siamo nati

In questo mondo siamo stati gettati

Come un cane senza ossa

Un attore fuori  da solo

Ma adesso tutti insieme

cavalieri nella tempesta “(Jim Morrison )

(da rappare)   Consegnare cibo e spesa/Alla gente che gli frega

Una pizza un fried mix , fish and chips/Che la dignità è offesa

Il tempo scorre devi metter le ali/dentro le vene i muscoli sui pedali

Il ritmo in testa delle cuffie sciaf bum/Così ti stordisci  e non pensi più/All’algoritmo  che va su e giu

Il rigido ritmo dell algo che dirà se resto e quanto valgo/

Aspettando il responso nella sera/Che sia STOP o vita pseudo vera

Da domani non sei più in pista/Sei espulso  dalla lista

E’ controllo  anche senza braccialetto/E’ moderna schiavitù è presto detto

Tira un brutto vento è da tempo/Food delivery diritti uno scempio/nulla  da perdere al contempo

Cavalieri  Basta  Su la testa ! Su la testa !

Allora? SCIOPERO  SI  SCIOPERO!!! Allora? SCIOPERO  SI  SCIOPERO!!!

RiderXidirittiXXL

Boicotta Food  Delivery! Siete fritti!/Estendere  i diritti Ya! Estendere i diritti 00

Monte ore garantito/Tredicesima e  congedo/Non più il cottimo infinito

Non più scart  dei capi  smart//Lavoro etero organizzato/Falso  autonomo taroccato

Dipendente  parasubordinato/Ammalato  Rapinato /Non puoi essere abbandonato

Anche il giudice ha sentenziato e ha multato si  /Va tutelato  /Ya   Va  tutelato Ya Basta!

(Da leggere)   La giornata è quasi andata

Tra consegne, pedalata su pedalata

Giù in caduta poi in risalita

Pioggia scivola su porfido sulla perfida vita

In stazione in terra nel bivacco

Un cavallo bolso e stracco

Per poi Finire sfinito sul treno

Nero con nero

Addormentarsi sullo zaino termico

unico posto caldo amico

nel freddo vagone

E Viene il magone

E sei solo

la gente che ti schifa per la bici che la ostacola

e poi… C’è sudore C’è odore

C’è quel nero colore e  quell’idioma  che  fatica

segreto codice  lingua nemica

E sei solo

Sei invisibile ,un  ectoplasma  sei un X e sei fantasma

(Da Cantare)   “Ghost riders in the sky

Fantasmi cavalieri nel cielo

I loro volti scarni occhi sfuocati

Le loro camicie tutte imbevute di sudore

Sto cavalcando sodo per catturare quella mandria del diavolo

Lungo questi cieli infiniti”(Johnny Cash)

(Da leggere) : Se la aria che  respiri è malata

il lavoro è una  palude  la dignità calpestata

Se il miraggio e’ solo jobs act e basta

Se la carta dei diritti è straccia e calpesta

Smuovi l’aria  le acque e che sia tempesta

Siate Voi tempesta

E Noi con Voi  sulle vostre, le nostre selle

Riders on the storm

Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero dei riders del 26 marzo e invita i cittadini a non utilizzare i servizi a domicilio per l’intera giornata

Pubblicato il 25 mar 2021

Lo sciopero è stato indetto da una partecipatissima assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della rete “RiderXiDiritti”, che ha coinvolto riders di più di 30 città italiane, e si è conclusa proclamando per il 26 marzo il blocco del servizio di food delivery in tutto il Paese”
Una decisione importantissima che esprime la volontà delle lavoratrici e dei lavoratori del settore di non accettare più condizioni di lavoro insopportabili, frutto di un sistema in cui come dimostrato da diverse inchieste della magistratura, paghe da fame e sfruttamento estremo si accompagnano a illegalità di tutti i tipi: decurtazioni dei compensi, caporalato, elusione fiscale, non rispetto delle norme sulla sicurezza e perfino confisca delle mance.
Abbiamo accolto positivamente i pronunciamenti della magistratura che hanno dichiarato i riders lavoratori subordinati a tutti gli effetti e ingiunto alle aziende di assumerli tutti, sono ben 60 mila, “applicando contratti adeguati”.

Riteniamo invece vergognosa la latitanza del governo che nemmeno di fronte a forme estreme di sfruttamento come questa, si decide ad abolire le leggi neoliberiste che hanno trasformato il mercato del lavoro in un suk di braccia usa e getta senza tutele e senza diritti.
Rifondazione sostiene i lavoratori determinati a proseguire la lotta fino a quando non vedranno riconosciuti “istituti contrattuali fondamentali come la malattia, le ferie, il congedo parentale, la paga oraria per por fine al ricatto del cottimo, il Tfr, un monte ore minimo garantito e i diritti sindacali”

Invitiamo i cittadini a esprimere la loro solidarietà con la giusta lotta dei riders non utilizzando nessun servizio di consegna a domicilio tramite app per tutta la giornata del 26 e condividendo gli hashtag del blocco del consumo per coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini

Antonello Patta responsabile lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

No al polo logistico di Trivolzio

Basta con le scelte fatte sulla testa delle popolazioni.

Apprendiamo dalla stampa dell’intenzione di costruire un enorme polo logistico nel comune Trivolzio, con un inevitabile impatto sui comuni limitrofi di Battuda, Marcignago, Bereguardo e Torre d’Isola.

Quello che sappiamo al momento è che l’area interessata è enorme, si parla di oltre 25 ettari di fertile terreno agricolo.

La nuova logistica posizionata lì, causerà un enorme aumento di traffico, centinaia di TIR e di furgoni al giorno si muoveranno con il conseguente ed inevitabile aumento dell’inquinamento.

Manca purtroppo un piano territoriale che regoli la moltiplicazione di questi siti che non a caso vengono individuati su assi autostradali (la stessa paventata Broni-Mortara segue questa logica), con un nuovo incremento del trasporto su gomma.

Una scelta che dovrebbe essere limitata a favore del trasporto su rotaia, togliendo i tir dalle nostre strade e organizzando con mezzi adeguati l’ultimo segmento delle consegne.

Per questi motivi come Partito della Rifondazione Comunista esprimiamo la nostra ferma opposizione a tale progetto e saremo al fianco delle popolazioni per contrastarlo.

                            PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA FEDERAZIONE DI PAVIA

              Circolo Rifondazione Comunista   Casorate Primo                                     

Ancora scandali nella sanità lombarda: adesso basta!

La pretesa “eccellenza” nella sanità lombarda si dimostra ogni giorno di più una vera e propria “bufala”.

Ci sono gravi ritardi nella distribuzione dei vaccini e si registra una grande disorganizzazione per cui gran parte degli “over 80” sono ancora ad di fuori della possibilità di vaccinarsi.

In sostanza, ad oggi, solo il 9 per cento degli abitanti della provincia di Pavia è stato vaccinato, nonostante le continue promesse di Bertolaso e della Regione Lombardia, per non parlare delle persone “over 80” chiamate a vaccinarsi in ospedali lontani dalla propria abitazione, o dei vaccini arrivati senza avvertire gli interessati con il rischio di scongelarli.

A tutto ciò si aggiunge la notizia dell’arresto del direttore generale della Asst Pavia Michele Brait accusato di turbativa d’asta per l’appalto delle ambulanze (due milioni e 300 mila euro ad una cooperativa di Pesaro)

Ovviamente, come si dice in questi casi, bisogna lasciare lavorare la magistratura, ma, al di là dell’aspetto legale, alcune questioni sono evidenti: secondo l’accusa la cooperativa dei fratelli Antonio e Francesco Calderone, amministratore di fatto della stessa, impiegava manodopera sottopagata facendo passare per volontari i dipendenti, ambulanze non sanificate (gravissimo soprattutto in periodo Covid), ambulanze senza una sede (trovata solo successivamente a Mede in modo insufficiente) e parcheggiate, nelle ore morte, sulle strade o in luoghi nascosti.

La gara d’appalto sarebbe stata predisposta in modo tale da provocare l’esclusione delle varie “Croci” locali: da qui appunto l’accusa di “turbativa”.

Brait ha ignorato 46 violazioni del servizio (31 arrivate nel periodo di prova, per cui avrebbe dovuto revocare l’appalto).

La Cgil già tre anni fa era intervenuta per l’aspetto del “profilo anomalo” degli addetti della cooperativa “First Aid One” di Pesaro. Brait ha ignorato tutto ciò e ha continuato imperterrito con la ditta in questione.

La cosa non ci stupisce in quanto Brait è il medesimo che ha tagliato i Pronto soccorso di Mortara e Mede, oltre ad aver voluto altri ridimensionamenti della sanità pubblica con la conseguenza di favorire i profitti della sanità privata.

Del resto è stato il “braccio” della Regione Lombardia per i tagli ed è stato premiato, oltre al cospicuo stipendio di 150 mila euro all’anno, con altrettanti cospicui “bonus” di 100 mila euro per “aver raggiunto gli obiettivi” e cioè le chiusure e i ridimensionamenti.

Diciamo basta a questo tipo di politica che abbiamo sempre contestato con manifestazioni, presidi, volantinaggi!

Basta con gli scandali nella sanità lombarda: Formigoni, l’assessore regionale Mantovani, adesso Brait, cosa si aspetta ancora?

Occorre commissariare la sanità lombarda.

Piero Rusconi e Giuseppe Abbà

Federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista

26 MARZO – SCIOPERO DEI RIDERS

26 MARZO – SCIOPERO DEI RIDERS Giornata di LOTTA per i DIRITTI e le TUTELE contro la schiavitù dell’algoritmo.

NE PARLIAMO CON:- FEDERICA PITONI, Rider-

MARCO TUTTOLOMONDO, Rider-

OMAR BOURBOUH, Rider

COORDINA: NADIA ROSA, Dipartimento nazionale lavoro Prc/SE

CONCLUDE: ANTONELLO PATTA, Responsabile nazionale lavoro Prc/SE

L’iniziativa verrà interamente trasmessa in diretta streaming GIOVEDI’ 25 MARZO ALLE ORE 18:30 sulle pagine #facebook:-

Partito della Rifondazione Comunista – a questo link: https://www.facebook.com/rifondazione.comunista

Prima le Lavoratrici e i Lavoratori – a questo link: https://www.facebook.com/primailavoratori2019