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ANPI Vigevano: iniziative prossimo fine settimana

– Sabato 1 Maggio – ore 16 – Sala degli Affreschi Castello di Vigevano: proiezione del film “Le ali non sono in vendita”, film di forte denuncia. Per il film è necessaria la prenotazione.

– Domenica 2 Maggio dalle ore 10:00 posa di alcune corone alle lapidi dei partigiani caduti.   Si partirà dal cimitero di Vigevano, monumento ai caduti partigiani.
Per domenica sarebbe bello partecipare come Partito e come Giovani Comuniste/i.

Siccome ci sarà da spostarsi in vari punti della città, sarebbe opportuno organizzarsi con le auto.

https://www.informatorevigevanese.it/attualita/2021/04/30/news/nuove-corone-nei-luoghi-della-resistenza-548958/https://www.informatorevigevanese.it/home/2021/04/30/news/le-ali-non-sono-in-vendita-il-docufilm-del-primo-maggio-548962/

Scusate il preavviso ravvicinato ma i dettagli sono stati comunicati solo ieri pomeriggio.

GC e PRC Vigevano, Circolo Hugo Chavez Frias

Dati drammatici sull’occupazione in Provincia di Pavia

GIUSEPPE ABBA’

Da uno studio della Camera di Commercio apprendiamo che nel 2020 gli occupati nella nostra Provincia sono di quasi 9.000 (8.909 per l’ esattezza) in meno dell’ anno precedente.

Senza contare la cassa integrazione: nel 2019 autorizzate 1.241.533 ore, nel 2020 19.685.149 ore (ben il 1.485% in più!).

Disoccupazione e cassa integrazione (anche questa con il taglio di una parte del salario) stanno creando gravi difficoltà.

Le donne sono le più penalizzate con quasi 5.000 unità in meno.

E ‘ una situazione gravissima, per questo occorre un piano di ripresa ben diverso dal piano governativo che si basa tutto sulla “competitività delle imprese”, al “ritiro del settore pubblico dell’economia” e “la riduzione dei costi di produzione”, sulle “grandi opere”.

Tutto ciò per favorire i “soliti noti”, i capitalisti. In tal modo aumenteranno i profitti padronali, mentre dilagherà la povertà, la disoccupazione, il lavoro precario e sottopagato.

Rifondazione Comunista si batte, perché sia prorogato il blocco dei licenziamenti, per mettere fine ai contratti a termine e al lavoro precario, per mettere i rami principali dell’ economia sotto controllo pubblico, per una programmazione economica nell’interesse dei lavoratori, per un piano ambientale che metta in sicurezza il territorio e procuri posti di lavoro stabili in più.

Rifondazione: 1 Maggio: nessun rispetto per dipendenti commercio

Dopo Pasqua e 25 aprile anche nel giorno della Festa dei Lavoratori governo e gran parte delle regioni mostrano la propria   mancanza di rispetto per i dipendenti del commercio.
Cassiere/i sono stati in prima linea durante la pandemia e la categoria ha subito durante il 2020 un aumento dei decessi del 67%.

Eppure governo e regioni non li hanno inseriti tra le categorie da vaccinare subito.
Intanto grazie a una legge di liberalizzazione selvaggia delle aperture voluta da centrodestra e centrosinistra saranno costretti a lavorare anche il Primo Maggio. 

Le regioni avrebbero potuto emanare ordinanza ma per la gran parte non l’hanno fatto.

Qualcuno ha pensato di far chiudere almeno media e grande distribuzione ma per lo più consentono di aprire ai centri commerciali e ai supermarket.

Bene hanno fatto in Toscana i sindacati hanno dichiarato lo sciopero contro la decisione della giunta del Pd. 

Rifondazione Comunista continua a essere dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio e a chiedere con loro l’abrogazione della legge sul commercio. 

Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista

Il 1° maggio in Coope è online. Il “Concertone” non si può fermare

Fonte: L’Informatore Vigevanese del 29/04/2021

Il 1° maggio è un’istituzione, una maratona musicale all’insegna del divertimento, della libertà, della condivisione.

Anche quest’anno, per la seconda volta e si spera ultima, il “Concertone” organizzato dalla Cooperativa Portalupi sarà in diretta streaming. Niente pubblico che si accalca sotto il palco, niente birra in mano che rischia di cadere per terra dalla foga, niente eco dei sovra toni di chitarra che rimbomba negli spazi della Sforzesca. Solo filmati visibili da casa: non si poteva fare altrimenti.

Si parte alle 15 di sabato sulla pagina Facebook “Cooperativa Portalupi”.

Leo Gloriati e Monica Cadenini, i conduttori, presenteranno i video ricevuti.Si tratta di esibizioni filmate dal vivo, di band e cantautori locali, e anche di qualche breve messaggio di saluto “eccellente” come quello di Francesco Sarcina, ex leader de le Vibrazioni.

Altri nomi noti onoreranno il pubblico di amici della “Coope” con un rapido intervento. Sono la band Fanali, da Napoli, Greta Zuccoli direttamente da Sanremo nuove proposte 2021, Xabier Iriondo (il chitarrista degli Afterhours), Keplero, Tin Woodman e Diego Cavallotti, il chitarrista dei Lacuna Coil.

Sembra come se tanti amici decidessero di riabbracciarsi, anche se da lontano, per rendere omaggio a una delle belle realtà alternative non solo del territorio.

Poi ci sono i concertisti, quelli che propongono il brano. Ogni performance dura al massimo 5 minuti.

Si tratta di Le Lampade Alogene, Ennedì trio, Bright, Kill Dafne, Max Martulli, Senso Zero, Andrea Costanzo (membro degli Elven), Leda, Keet & More (da Roma), Iguana Club,Dyonea, Pajarritos,Bad Condition, Toliman,Storms Dont’t Care, Novaffair,Amber, Leibei,Gordon, Cranked, Marco Germani, Davide Montenovi (Nylon), Il Pesce Parla, CAnìs, Santi Numeri, Pan e Sara,Lo Stadio Animale, Due Venti Contro, Missklang, Luca Stefanelli (Blindur), La Colpa e i fratelli Leonardo e Gianluca Santini con Gabriele Landillo.

La lista è aggiornata a mercoledì: per esigenze di stampa non può tenere conto dei filmati arrivati in extremis.

Il Concertone durerà tutto il pomeriggio di sabato 1° maggio. Un esperimento già tentato (e riuscito lo scorso anno), quando il lockdown era molto più duro, con modalità leggermente diverse. La Portalupi intanto pianifica una riapertura che tenga anche conto dei concerti estivi dal vivo.

Per fortuna che c’è il cortile aperto, che può garantire distanziamento e ricambio naturale dell’aria. “Domani, venerdì 30 – comunica Gloriati – riapriamo dalle 18 alle 22. Sabato e domenica dalle 11 alle 22, per pranzo e aperitivo.

Prenotare al 342.6489617. Tutto è subordinato al bel tempo: se piove, non apriamo”.

d.m.

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Comunicato della Cooperativa Portalupi

Avvisiamo soci, amici e clienti che in caso di pioggia la Coope dovrà rimanere chiusa. Questo vale sia per il pranzo che per il servizio pomeridiano. Purtroppo siamo vincolati dai nuovi regolamenti che non permettono il servizio all’interno, e l’esiguo spazio del nostro portico non permetterebbe il distanziamento, con l’inevitabile formazione di assembramenti. I vari aggiornamenti in caso di chiusura saranno comunicati sulla nostra pagina FB con anticipo, e telefonicamente a chi avesse prenotato per il pranzo.

SPERIAMO NEL SOLE!!

Un abbraccio da tutto lo staff

L’intervista

Adriano Arlenghi

Crediamo che non ci sia modo più indicato per celebrare il Primo Maggio 2021, ormai alle porte, che scambiare quattro chiacchiere con l’uomo che per tanti anni è stato per i mortaresi il simbolo del partito dei lavoratori e che ancora oggi rappresenta un importante punto di riferimento per chi non si riconosce in un mondo asservito al consumismo e al capitalismo più spietati. Di Giuseppe Abbà, ex sindaco di Mortara ancora oggi amato e rispettato dai suoi concittadini di qualsiasi tendenza politica, la Memoria d’Adriano ha proposto in rete due libri già editi da Logica Multimedia che ne ha gentilmente concesso la riproduzione:

Giuseppe, si avvicina il Primo Maggio. Ma cosa può insegnare la storia del passato in un tempo in cui si vive solo nel presente e manca la dimensione del futuro?

La Storia fa conoscere avvenimenti che cambiano il modo di esistere dell’umanità e quindi la prospettiva di trasformare lo stato di cose presente. In pratica: dalla Storia si deduce che è possibile cambiare. Non a caso chi detiene il potere cerca di cancellare l’idea stessa della Storia, in modo tale da indurre gli oppressi e gli sfruttati a credere che ogni lotta è inutile, tanto non cambierà nulla. Molto comodo per le classi dominanti.

Quando parli della Classe Operaia sembra ti brillino gli occhi. Cosa rappresentava per te, allora ed ora?

Da comunista e da marxista ritengo la Classe Operaia la “classe generale” che può costituire la forza motrice principale del cambiamento della società. Dico principale, perchè poi ci sono altre classi oppresse con le quali la classe operaia deve stringere un’alleanza, ad esempio i braccianti e i contadini poveri (la falce e il martello rappresentano appunto questa unione), gli intellettuali progressisti ecc. Naturalmente la classe operaia e tutte le classi oppresse devono avere coscienza di sè, quindi impadronirsi di una cultura di trasformazione.

Qual’è il momento in cui maggiormente ti piace scrivere e quali progetti di nuovi libri ci sono nel tuo futuro?

Mi piace scrivere, ovviamente, nei momenti in cui riesco a riflettere, in genere nel pomeriggio. Sto lavorando ad un terzo libro sulle esperienze fatte come sindaco di Mortara. Sono già a buon punto e penso che nel prossimo autunno questo libro possa uscire. Poi ho già scritto due opuscoli di storia e formazione politica, uno sull’origine della Seconda Guerra Mondiale e l’altro sul “biennio rosso” 1968-69. Ho intenzione di proseguire anche in questa direzione.

Durante la pandemia, la scrittura ti è stata di aiuto?

Certamente, ad esempio gran parte del lavoro sul terzo libro (quello sulla mia esperienza di sindaco) l’ho fatto durante la forte chiusura per il Covid dell’anno scorso. L’avevo sospeso in quanto ero stato colpito anche io dal virus e l’ho ripreso successivamente alla mia guarigione. In tempi di relativo isolamento, come l’attuale, la lettura e la scrittura sono di grande aiuto.

IL MAGO DALLE SETTE TESTE
https://online.fliphtml5.com/rmoyj/mrwe/

una ricca e piacevolissima raccolta che spazia tra le fiabe, i racconti popolari, le storie, la Storia e le tradizioni delle campagne lomelline.

LA CORNA DAL FABRICON
https://online.fliphtml5.com/rmoyj/nqcs/

una minuziosa e documentatissima ricostruzione degli anni delle lotte operaie, quando Mortara rappresentava ancora un’importante realtà industriale.

Scoprite la collana La Memoria di Mortara visitando la nostra biblioteca virtuale:
https://fliphtml5.com/bookcase/dqqgu

Rifondazione con le lavoratrici e i lavoratori di Alitalia in lotta

Pubblicato il 28 apr 2021

Oggi le lavoratrici e i lavoratori di Alitalia hanno manifestato a Roma, con un presidio a P.zza San Silvestro, a due passi dal Parlamento e da Palazzo Chigi in adesione alle iniziative di lotta promosse da, alcune sigle sindacali come CUB, ACC, USB E NAVAID in difesa dell’occupazione e contro la privatizzazione e la liberalizzazione del comparto.

L’ipotesi di accordo tra governo e UE prefigura infatti una piccolissima compagnia di dimensioni regionali che comporterebbe la perdita del posto di lavoro per 7000 mila dipendenti ed un numero addirittura maggiore di lavoratrici e lavoratori dell’indotto. Ma chi lavora non è disposto a cedere e si prepara ad andare anche a Bruxelles a portare le proprie istanze.

Se questa ipotesi diventasse reale l’Italia diventerebbe un Paese privo di una compagnia aerea “di bandiera” subendo così un’ulteriore gravissima perdita di posti di lavoro

Respingiamo con forza Il piano imposto dall’Unione che è inaccettabile anche in quanto discriminatorio rispetto al trattamento ricevuto dalle altre compagnie europee che hanno potuto erogare aiuti di stato molto più consistenti.

Rifondazione Comunista sostiene le proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali che hanno promosso la mobilitazione odierna:

– “La proroga del blocco dei licenziamenti fino al termine della crisi causata dalla pandemia;

– un piano di emergenza che garantisca il lavoro e sostenga le aziende fino alla totale ripresa del traffico prevista entro il 2023;

– un piano di investimenti pubblici a sostegno della ripresa e l’avvio delle riforme di sistema attese da anni con al primo posto la tutela del lavoro e delle filiere produttive con regole uguali per tutti gli operatori”

Antonello Patta, Responsabile nazionale lavoro Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

27 aprile 1945: insorti vigevanesi distruggevano il treno blindato tedesco

GIUESEPPE ABBA’

Calendario del popolo: 76 anni fa, il 27 aprile 1945 gli insorti vigevanesi, dopo un’ eroica e cruenta lotta, distruggevano il treno blindato tedesco.

Il treno blindato era potentemente armato con cannoni da marina, ma i partigiani, a colpi di bombe a mano e usando un” panzer faust”(pugno corazzato, un’ arma anticarro) riuscirono a perforare la blindatura e ad avere la meglio.

Sempre il 27 aprile del 1945 veniva catturato Mussolini e molti gerarchi fascisti che, il giorno dopo, venivano giustiziati. Innumerevoli furono gli episodi dei giorni dell’ insurrezione di Aprile a conclusione di venti mesi della lotta della Resistenza, condotta con molti mezzi, dalle armi, agli scioperi, all’ aiuto ai prigionieri alleati fuggiti dopo l’8 settembre, ecc.

Rifondazione: con la Società della Cura contro PNRR del governo

Mentre va avanti la sceneggiata sull’orario del “coprifuoco” la maggioranza di governo si prepara ad approvare un PNRR che non risponde ai bisogni sociali e ambientali del paese.

Un’elaborazione priva di trasparenza per un “piano” che nonostante le chiacchiere sulla finzione ecologica consegnerà una valanga di miliardi ai soliti noti interessi forti con persino la beffa di ben 17 miliardi destinati alla spesa per armamenti.

Emblematico che le risorse destinate alla sanità siano largamente insufficienti a colmare i danni causati dai tagli.

Rifondazione Comunista parteciperà al presidio che si terrà oggi davanti alla Camera dei Deputati a partire dalle 15 con le altre organizzazioni e associazioni aderenti a “La società della cura” per proporre un’alternativa a questo PNRR.

Rosa Rinaldi, responsabile sanità
Elena Mazzoni, responsabile ambiente
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Rifondazione: in pensione a 60 anni o con 40 di contributi

Salvini, come già ha fatto M5S, svendera’ quota 100? Dicevano che il governo non era neoliberista invece come prevedevamo continua su quella strada.

Ancora una volta si seguono le raccomandazioni della Commissione Europea sulle linee guida per il recovery fund già approvate dal governo Conte 2: “Attuare pienamente le passate riforme pensionistiche onde ridurre il peso della spesa pensionistica”. 

Quota 100 è un provvedimento limitato perché non garantisce donne, chi non ha continuità contributiva e chi ha cominciato a lavorare presto.  

Ma si prospetta il peggio: ripristino dell’età pensionistica, tranne per i lavori usuranti, a 67 anni, che per chi non ha 20 anni di contributi, o non ha raggiunto il montante contributivo previsto diventano indefinitamente di più.

La drammatica crisi occupazionale del nostro paese richiederebbe misure urgenti tra cui il pensionamento a 60 anni o con 40 anni di contributi, invece si persiste in una scelta che colpisce duramente sia chi lavora da una vita sia chi il lavoro non lo trova.

Ricordiamo che in Francia i sindacati sostenuti dalla sinistra radicale  hanno bloccato la riforma delle pensioni di Macron e si va ancora in pensione col retributivo. La vera riforma da fare è l’abrogazione definitiva della legge Fornero.

Bisogna assumere i  giovani non tenere in ostaggio chi lavora fino a 67 anni. 

Mentre si allunga l’età lavorativa non si fa nulla per garantire alle future generazioni un assegno dignitoso che attestandosi ormai su circa il 50% del salario, viste le retribuzioni odierne, produrrà un dramma sociale enorme. 

Maurizio Acerbo, segretario nazionale 
Antonello Patta, responsabile lavoro 
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Società della Cura in Presidio il 26 aprile a piazza di Monte Citorio

Tratto da: https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=11746

“Bisogna riassaporare il gusto del futuro” ha detto il Presidente del Consiglio Draghi illustrando il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per l’accesso ai 200 miliardi del Next Generation Eu. Di quale futuro parla, con un piano scritto da una piccola task force di “esperti”, presentato al Parlamento cinque giorni prima del suo invio all’Unione Europea, senza nessun coinvolgimento della società?

 Non c’è futuro senza una democrazia reale e partecipativa, nella quale tutte e tutti concorrano a decidere quale modello di società è necessario.

 Il PNRR del governo è orientato da Crescita – Concorrenza – Competizione. Prevede grandi investimenti, ma nessuna conversione sociale ed ecologica della società, solo una modernizzazione green digital dell’attuale modello fondato sulla mercificazione e predazione della natura e su una sempre maggiore diseguaglianza. Con l’aggravante di destinare fondi diretti e indiretti a infrastrutture inutili e dannose, a partire dal Tav, all’industria bellica e ai sistemi d’arma, di riaprire la porta al nucleare, proprio nell’anniversario del disastro di Chernobyl e del decennale del referendum su acqua e nucleare. Autorizzare nuove trivellazioni, finanziare alcune filiere dell’idrogeno, possibili solo con la permanenza del metano, è astorico, come non affrontare il tema delle bonifiche e liberare i territori dalle tante “Ilva” d’Italia. Il PNRR dovrebbe finanziare l’agricoltura contadina e agroecologica, la riconversione graduale dell’agroalimentare verso il plant-based, rigettando finte soluzioni come gli schermi e la produzione di biometano dagli allevamenti. Il punto per noi è ridurre e cambiare tipo di produzione e consumo, agevolando e incentivando il cambiamento, e non mettere “cerottoni” che non curerebbero tutti i danni attuali a persone, ecosistemi e animali.

 Non è questa la strada da seguire. Serve un cambio di paradigma e un nuovo modello di convivenza: la società della cura, che sia cura di sé, delle altre e degli altri, dell’ambiente, del vivente, della casa comune e delle generazioni che verranno.

 Il PNRR del governo parla di ripresa e resilienza. Con la difesa a oltranza dei brevetti, il rilancio delle liberalizzazioni commerciali e delle privatizzazioni, a partire dall’acqua, ha in mente gli interessi delle grandi imprese e delle lobby finanziarie, dai quali dovrebbe dipendere il benessere delle persone e della società. Infatti, allo stato, non si prevedono che interventi marginali per sostenere la sanità pubblica territoriale, il welfare e le infrastrutture sociali, tantomeno per assicurare il diritto alla casa. Ma senza casa non c’è cura.

 Non vi sarà alcuna ripresa e resilienza senza garantire un reddito di base e un lavoro degno, la trasformazione ecologica della produzione e della società, beni comuni tutelati e sottratti al mercato, diritto alla casa, alla salute, alla formazione e alla sicurezza sociale garantiti per tutte e tutti. Per uscire dalla logica del “ristoro” concesso a questa o quella categoria, e curare nel suo insieme una società in cui nessun* sia lasciat* indietro.

 Il 26 aprile il Presidente del Consiglio Draghi porterà alla discussione delle Camere il PNRR. Sarà poco più che una ratifica, con tutti i partiti in spasmodica attesa del bastimento carico di miliardi che arriverà dall’Europa.

 Il 26 aprile saremo davanti al Parlamento per presentare il nostro Recovery PlanET, un piano alternativo che contrapponga il prendersi cura alla predazione, la cooperazione solidale alla solitudine competitiva, il “noi” dell’eguaglianza e delle differenze all’”io” del dominio e dell’omologazione.

RECOVERY PLANET (societadellacura.blogspot.com)