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Contro l’autostrada senza incertezze

Giuseppe Abbà*

Leggo su “la Provincia pavese” della presa di posizione di responsabili dipartimenti del Partito Democratico contro la riproposizione dell’autostrada Broni-Mortara.

Ovviamente, come Partito della Rifondazione Comunista, ne siamo contenti, perché ci ricordiamo di quando, nell’ormai lontano 2007, sollevammo, all’inizio quasi da soli, il problema.

All’epoca i vari amministratori locali del Partito Democratico, allora DS, erano schierati a favore, partecipando a comitati appositi per sollecitarne la realizzazione e votando per essa nella prima Conferenza dei Servizi.

Le manifestazioni e l’allargamento del fronte contrario indussero in seguito l’ Amministrazione provinciale (presidente Bosone) ad esprimere parere contrario.

Non tutti gli esponenti del Partito Democratico hanno seguito questa linea alcuni sono ancora a favore dell’ autostrada (ad esempio Spialtini di Garlasco). Secondo noi bisogna continuare la battaglia contro questo progetto per ragioni sia economiche che ambientali.

Invece che su un’ autostrada devastante occorre investire sui trasporti ferroviari per venire incontro alle decine di migliaia di pendolari (lavoratori e studenti) che ogni giorno gravitano su Milano e Pavia.

Per quanto riguarda le strade della nostra Provincia occorre intervenire eliminando le strozzature e aggiustando i ponti.

Infine: mi ha colpito il finale della lettera degli esponenti del PD dove ci si dichiara disponibili a rivedere la posizione contraria in caso di nuovo progetto.

Contemporaneamente, sullo stesso giornale, Carlo Bellone, presidente della Sabrom, nel rilanciare il progetto, apre alle modifiche.

Non bisogna, secondo noi, lasciare spazio di ambiguità: contro l’ autostrada si deve essere senza “se” e senza “ma”.

*Giuseppe Abba’ consigliere comunale di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista.

LA TRUFFA DELLA BIOLEVANO

Mortara,31 gennaio 2021

                                       LA TRUFFA DELLA BIOLEVANO

La vicenda della Biolevano (azienda che produce elettricità da cippato di legno) dimostra ulteriormente la drammaticità della situazione ambientale in Provincia di Pavia.                                                                                

Sul nostro territorio è calato di tutto: impianti di fanghi, inceneritori, la discarica dell’amianto, cave per il doppio del fabbisogno, impianti rifiuti affidati a privati con le conseguenze che abbiamo visto, come l’incendio Bertè, ed altre criticità, per non parlare del consumo di suolo.                                                               

Il nostro territorio è stato svenduto ai potentati economici da parte di amministratori locali e della stessa Provincia, che si sono comportati come la  ”borghesia compradora” dei porti cinesi di prima della Rivoluzione.                                                                                                                                            La tecnica dei potentati economici è stata questa: cercare di installare impianti in comuni con pochi abitanti dove è difficile organizzare l’opposizione a tali interventi e dove è possibile far balenare le “perline colorate” delle cosiddette “opere compensative” o il finanziamento di iniziative come il Festival delle Angurie a Olevano.                                                                                                                                                              Oltre tutto le promesse vaghe di posti di lavoro si sono rivelate illusorie con poche unità assunte, non tali da compensare, neanche minimamente, la deindustrializzazione precedente. Anche le “opere compensative” spesso non sono state realizzate, come la ciclopedonale a Olevano o, addirittura, il velodromo (!?) promesso ad Albonese in cambio della “collina dei rifiuti”. Anche nel caso di Albonese ci furono arresti tra i padroni dell’impianto.                                                                                                                  

NOI CI SIAMO SEMPRE OPPOSTI A QUESTA MANOMISSIONE DEL TERRITORIO, SIA QUANDO ERAVAMO PRESENTI IN CONSIGLIO PROVINCIALE O NEI COMUNI, SIA PROMUOVENDO E/O PARTECIPANDO ALLE INIZIATIVE CONTRARIE A TALI INSEDIAMENTI.                                                                              

RIPROPONIAMO (PER L’ENNESIMA VOLTA) la moratoria (il blocco) di ogni nuovo impianto: il nostro territorio “ha già dato” sin troppo.

OCCORRE IL RISANAMENTO DELLE ZONE COMPROMESSE, CHE SI BASI SU UNA SERIA PROGRAMMAZIONE PUBBLICA.

Piero Rusconi,

Giuseppe Abbà,

Teresio Forti                                                                                                     

Federazione Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista

Mortara: Abbà presenta in consiglio Comunale la mozione per il ritiro dell’assurda richiesta di 10mila euro per danno d’immagine al comitato pendolari Mi. Mo. Al.

Presentata da Abbà in consiglio comunale di Mortara, la mozione di Rifondazione Comunista sulla denuncia fatta da Trenord al comitato pendolari Mi. Mo. Al.

Testo della mozione

Mortara, 1 febbraio 2021

Alla Presidente del Consiglio Comunale di Mortara

Al Sindaco di Mortara

Oggetto: mozione per richiesta di ritiro richiesta Trenord contro comitati pendolari Mi. Mo. Al.

Il sottoscritto Giuseppe Abbà, consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista e di “Mortara bene comune”

  • vista la minaccia di denuncia per diffamazione da parte di Trenord contro il comitato pendolari Mi. Mo. Al. (Milano – Mortara – Alessandria)
  • considerata la gravità di questo tentativo di intimidazione, verso la giusta protesta dei pendolari, nonché l’assurda richiesta di 10mila euro per “danno d’immagine”
  • dichiara che la libertà di espressione, soprattutto per difendere una giusta necessità, non può essere oggetto di minacce
  • chiede che il consiglio comunale discuta e voti la seguente MOZIONE

“Il consiglio comunale di Mortara, nel dichiararsi a sostegno delle richieste del Comitato pendolari Mi. Mo. Al. per il miglioramento del del servizio, chiede che la Regione Lombardia, socia di Trenord, intervenga presso la stessa per ritirare la minacciosa richiesta. “

Giuseppe Abbà

Trenord: dopo i danni la beffa!!!

Trenord non trova di meglio che denunciare il comitato pendolari della linea ferroviaria Milano – Mortara – Alessandria per un video scherzoso.

Tutti sanno quello che sopportano tutti i giorni i pendolari di questa linea con treni soppressi, sporchi, antiquati e soprattutto ritardi, adesso qualche benpensante di Trenord ha pensato bene di giustificare il tutto con questa richiesta “simbolica” di 10.000 euro per danno d’immagine, ebbene sappiano i dirigenti di Trenord che l’immagine se la sono danneggiata da soli con tutti i problemi creati ai pendolari.

Rifondazione Comunista di Mortara e Vigevano è vicina al comitato Mimoal e esprime la sua solidarietà.

Rifondazione Comunista Mortara e Vigevano.

Rifondazione: bene stop bombe all’Arabia Saudita, ora si prosegua con coerenti scelte di pace

Bene ha fatto il governo a trasformare in revoca la sospensione delle licenze per la fornitura di bombe e munizionamento pesante ad Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, tra i principali responsabili dei crimini di guerra perpetrati nel martoriato Yemen. Si tratta di un’importante vittoria della mobilitazione pacifista.

Ora il governo dia coerente seguito a questa iniziativa convocando subito un tavolo di discussione con le parti sociali (proprietà, lavoratori, enti locali, comitati) interessate dalle attività dello stabilimento RWM dove queste bombe vengono prodotte. Si affronti senza indugio un ragionamento sulla possibilità di conversione ad usi pacifici diversi da quelli in essere che vada a beneficio dell’occupazione e del territorio.

Ricordiamo che lo stabilimento RWM di Domusnovas è controllato dalla multinazionale tedesca Rheinmetall. Il quartier generale della RWM s.p.a si trova a Ghedi, lo stesso angolo di territorio dove vengono custodite testate atomiche statunitensi presso una base dell’aeronautica italiana in fase di ampliamento per fare spazio agli F-35 acquistati dal nostro Paese e per sostituire i Tornado nell’addestramento al bombardamento nucleare…La revoca governativa delle licenze per la fornitura di materiale militare, che finalmente utilizza anziché eludere la legge 185/90, non sia una iniziativa isolata bensì l’inizio di un generale ravvedimento della politica estera (e militare) del nostro Paese.

L’Italia firmi il Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari (TPAN), esca dal programma Nuclear sharing della Nato restituendo agli Stati Uniti le testate nucleari custodite a Ghedi ed Aviano, rinunci all’acquisto degli F35 e rinunci ad addestrare i propri piloti al bombardamento nucleare.

Ricordiamo inoltre che Giulio Regeni attende ancora giustizia, Patrick Zaki e centinaia di attivisti sono seppelliti nelle carceri egiziane mentre le “nostre” Fincantieri e Leonardo stanno facendo affari d’oro col governo egiziano peraltro coinvolto, al fianco delle monarchie del Golfo, nella guerra in Yemen.

La legge 185/90 al momento è purtroppo un “colabrodo” che consente di adoperare due pesi e due misure a seconda degli interessi in gioco. Sull’onda di questo storico e positivo “precedente” di revoca invitiamo comitati, associazioni, forze sindacali ad esigere dal parlamento una revisione in senso più restrittivo e vincolante di questa legge per sottrarla dalla discrezionalità degli esecutivi e renderla realmente operativa.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale

Gregorio Piccin responsabile pace

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Rifondazione Comunista: con le lotte per l’unità di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori

Pubblicato il 29 gen 2021

Antonello Patta*

Rifondazione Comunista condivide le rivendicazioni alla base dello sciopero   indetto dalle organizzazioni sindacali  S.I.Cobas e dello Slai Cobas e invita da tempo alla costruzione di una grande mobilitazione unitaria di tutti i lavoratori e le lavoratrici intorno a una piattaforma comune come unico modo per battere le politiche neoliberiste del governo e l’arroganza di Confindustria.
Non ne facciamo una colpa ai lavoratori in lotta cui va tutta la nostra solidarietà, ma dobbiamo constatare  come  del tutti insufficienti gli sforzi  di tutti per arrivare alla costruzione del largo schieramento dei lavoratori e popolare di cui ci sarebbe bisogno.
Abbiamo indicato una piattaforma in grado di rispondere ai bisogni di tutte le fasce popolari che pagano i costi della pandemia e rischiano di essere i più colpiti da una gestione della crisi più attenta ai profitti che ai diritti.
Su questi temi invitiamo tutte i soggetti sociali, i movimenti, le forze della sinistra allo sforzo unitario necessario per dar vita a una nuova grande stagione di lotte indispensabile per resistere e avviare il cambiamento:
-estensione del blocco dei licenziamenti e della cassaintegrazione per tutto il 2021: nessun posto di lavoro -vada perduto!
-garanzia del reddito per tutte e tutti: nessuno resti senza reddito, nessuna attività economica vada perduta!
-blocco degli sfratti  per tutto il 2021 e sostegno all’affitto per le persone in difficoltà, piano per l’edilizia sociale per 500.000 abitazioni
-rafforzamento del pubblico a partire da investimenti per strutture, strumentazioni e personale  per la sanità e la scuola
-un grande piano nazionale del lavoro  partendo dall’assunzione di 500 mila nuovi dipendenti pubblici e la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario

*responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista Sinistra Europea

La memoria nelle pietre

Aned Provincia di Pavia e Anpi Vigevano

Per celebrare il Giorno della Memoria in questo tempo così difficile l’ANED provinciale e l’ANPI di Vigevano hanno proposto alla Rete Cultura del Comune un video realizzato compiendo un tour tra le quattro pietre d’inciampo posate in città e precisamente quelle dedicate a Teresio Olivelli davanti al portone del liceo “B. Cairoli”, ad Anna Botto in via del Popolo al n. 11, a Santino Bonafin ed Ermes Testori in piazza Martiri della Libertà. Il tour, è stato accompagnato dalla lettura di testi e poesie: per Olivelli un suo brano tratto dal giornale clandestino “Il ribelle”, per la Botto una poesia della francese Charlotte Delbò, deportata come lei al lager femminile di Ravensbrück, per Testori una poesia di Mirco Camia, pure deportato al campo di Flossenbürg, infine per Bonafin, il “giuramento di Mauthausen” (il campo dov’è morto), sottoscritto dai deportati di varie nazionalità alla liberazione del lager. Una lezione di storia e poesia all’aria aperta.

On-line lunedì 25 gennaio alle ore 21, dal sito di Rete Cultura o da quello della Biblioteca Civica di Vigevano.

Quest’anno sono arrivate dall’artista tedesco Gunther Demnig quattro pietre d’inciampo: a Pieve Albignola per i due deportati lì arrestati: Aldo Locatelli e Guido Panigadi; e a Lomello per Giuseppe Loew e Giuseppe Zaltieri.. Per la loro posa si deciderà in base alle disposizioni governative, rimandando eventualmente a qualche data utile l’evento (25 aprile, 2 giugno) In ogni caso il Giorno della Memoria sarà presentato e distribuito un libro dedicato a questi due deportati di Lomello.

Come è noto le “pietre d’inciampo” sono un’installazione ideata dall’artista tedesco Gunther Demnig (che quest’anno non sarà presente personalmente in Italia) che ha lo scopo, dopo anni di oblio, di permettere ai deportati di ritornare virtualmente ad abitare per sempre i luoghi che li hanno visti protagonisti di una pagina importante, forse la più significativa, della storia d’Italia. Le pietre con i loro nomi ci ricorderanno, attraverso le loro storie, che la democrazia è fatta di partecipazione, di conoscenza e sacrificio.

Il comune di Cilavegna ha sofferto durante la guerra la deportazione di diversi suoi cittadini e, negli ultimi anni, ha allestito mostre su aspetti della Shoah. Quest’anno la biblioteca comunale, vista l’impossibilità di farlo dal vivo, presenterà on-line agli studenti di Cilavegna e Cassolnovo i pannelli della mostra dell’ANED di Pavia “In treno con Teresio” sul trasporto che ha visto partire per il lager di Flossenbürg 432 prigionieri, tra cui 15 pavesi con Teresio Olivelli.

Infine, sempre sui deportati di tutta la provincia di Pavia, il giorno 27 gennaio sarà presentato, ancora on-line, dalla biblioteca Universitaria di Pavia e dall’ANED in collaborazione con l’Istituto per la storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Pavia, il sito internet che accoglie l’aggiornamento dell’elenco di tutti i deportati nati, residenti o catturati in provincia, con un apparato di schede biografiche, documenti, foto e audio con le voci di alcuni dei sopravvissuti.

Come scriveva il filosofo tedesco Max Horkheimer dall’esilio a New York nel 1944: “I martiri anonimi dei campi di concentramento sono i simboli dell’umanità che lotta per venire alla luce. Il compito della [storia] sta nel tradurre ciò che essi hanno fatto in parole che gli uomini possono udire, anche se le loro voci mortali sono state ridotte al silenzio dalla tirannia”.

La salute non è una merce, i brevetti dei vaccini anti Covid siano di proprietà pubblica. Nessun profitto sulla pandemia

Erano state garantite entro l’autunno, oltre 100 milioni di dosi di vaccino per immunizzare, considerando anche il richiamo, i 51 milioni di italiane/i over 16, secondo il Commissario Arcuri, utilizzando i prodotti di Pfizer – BioNTech, Moderna e da febbraio, forse, Astra Zeneca. Per giungere al traguardo, considerando la “doppia dose”, bisognerebbe poter vaccinare 360mila persone al giorno. La Pfizer, ha dichiarato che non garantirà le dosi pattuite, a causa del rallentamento della produzione (o più probabilmente per dare la priorità ad altri stati come USA ed Israele (esclusi i palestinesi dei territori occupati). In alcune regioni come il Lazio, è stato annunciato che i vaccini slitteranno di una settimana, e resta nel Paese il rischio che non ci siano le necessarie seconde dosi senza le quali le prime sono insufficienti.

Per risolvere il problema sarebbe sufficiente la volontà politica degli Stati di costringere le multinazionali produttrici a bypassare i brevetti affidando la produzione direttamente ai tanti stabilimenti farmaceutici all’avanguardia di cui dispone l’Europa

I governi hanno finanziato con denaro pubblico la ricerca ma devono acquistare i vaccini a prezzo di mercato e poi subire l’umiliazione di essere privati di una parte di quelli pattuiti. La drammatica situazione globale pretende che si sospendano le norme sui brevetti perché si possa assicurare una adeguata distribuzione dei vaccini. Una politica governativa seria dovrebbe farsi carico di tale scelta, per coinvolgere aziende e laboratori farmaceutici in modo da garantire una massiccia produzione fino al termine dell’emergenza pandemica e/o dell’effettiva disponibilità sul mercato delle dosi necessarie all’immunizzazione di massa.

Ma, pensando al futuro e combattendo le logiche dell’autonomia differenziata che producono sciovinismi vaccinali come quello proposto dall’Assessora alla sanità della Lombardia, Letizia Moratti, lo Stato deve impegnare risorse economiche per la ricerca di vaccini e divenire socio di stabilimenti per la loro produzione in Italia.

Al di là dei provvedimenti che stanno portando a contenere i contagi, non ci arrendiamo all’indifferenza con cui si contano le vittime. Occorrono provvedimenti drastici di alterità politica del Governo. Risorse economiche, personale e vaccini.

Siamo tra i promotori e sostenitori dell’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) per ottenere la proprietà pubblica sui vaccini perchè non ci siano profitti sulla pandemia. L’ICE di cui primo firmatario per l’Italia è Vittorio Agnoletto propone una modifica legislativa alla Commissione Europea. Occorrono 1 milione di firme, per l’Italia 180.000, perché la Commissione debba prendere un’iniziativa in materia.

Questo è il link

www.noprofitonpandemic.eu

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Rosa Rinaldi, responsabile sanità, PRC-S.E.

Lettera aperta al Papa

Questa è la lettera indirizzata a Papa Francesco per la sua visita annunciata a marzo in Iraq, di cui ho parlato alla riunione di Rete Kurdistan. Chiediamo che il Papa nella sua visita pastorale ed umanitaria a Bagdad, ad Erbil e a Mosul visiti il Campo profughi di Makhmour e la comunità di Sinjar, vittime di feroci attacchi delle milizie armate presenti nella regione e di bombardamenti di droni turchi, oltre che di un feroce embargo del Campo di Makhmour che persiste da agosto 2019. Chiediamo a chi volesse sottoscrivere questa lettera, di farlo individualmente, inviando una mail a questo indirizzo, indicando qualifica professionale e città. Cari saluti, Antonio

All’attenzione del Santo Padre,

nei giorni scorsi  è stata diffusa la notizia di una Sua visita, prevista per il mese di marzo 2021, nelle martoriate terre irachene, quelle terre percorse tutt’oggi da venti di guerra e da violenze indicibili che hanno mandato in frantumi comunità multietniche e multi confessionali, creando fratture profonde nella millenaria storia di convivenza mediorientale.

Abbiamo appreso che il Suo viaggio avrà come prima meta la città di Erbil, capitale della regione del Kurdistan iracheno dov’è presente anche un’importante comunità cristiana nel quartiere di Ankawa,  toccherà poi Baghdad, la capitale dell’Iraq e la città di Mosul, città rimasta tristemente nota come la capitale del califfato dell’Isis, ma anche per le persecuzioni contro i cristiani di Quaraqosh, antico insediamento assiro, un tempo il più grande centro della cristianità in Iraq. Quelle terre non possono non farci ricordare la figura di Padre Dall’Oglio, esule a Suleymanya, poi rapito o ucciso in Siria.

Santità, noi Le chiediamo che, oltre ad incontrare queste comunità, nell’ambito di un discorso umanitario e di pacificazione, ci sia la possibilità d’incontrare anche i profughi del campo di Makhmour, nella provincia di Mosul, e le comunità yazide di Sinjar, nell’Iraq nord occidentale, al confine con la Siria.

Nel campo profughi di Makhmour vivono oggi 14.000 profughi provenienti dalla regione del Botan, dove l’esercito turco, negli anni’90, aveva evacuato con la forza i villaggi di confine, abitati da contadini e pastori, accusati di aiutare i militanti del Pkk.

Questi profughi avevano attraversato le montagne coperte di neve che separano la Turchia dall’Iraq giungendo nella piana di Ninive. In quella traversata morirono 300 persone e circa 600 rimasero ferite da bombe, gelo e mine.

Costretti  a cambiare  per nove volte destinazione, si sono infine accampati in pieno deserto, in un luogo allora denominato “ valle della morte ”; in questo luogo  , hanno ricominciato a vivere, piantando alberi, dissodando terreni, allevando bestiame, aprendo scuole e cooperative. Oggi, Makhmour è una comunità autogestita, caratterizzata da una forte democrazia dal basso e di genere.

Pur tuttavia, i problemi del campo non sono finiti: abbandonata dall’UNHCR, la comunità è sotto embargo dal 2019. Inoltre, i droni turchi hanno bombardato il campo più volte e l’ISIS ha fatto frequenti incursioni armate uccidendo e seminando il terrore tra la popolazione. A questo, si è aggiunta recentemente la pandemia da coronavirus che ha già mietuto le prime vittime.

Sinjar è stata teatro di scontri violentissimi tra l’ISIS e le minoranze etniche e religiose presenti nell’area, in particolare quella dei kurdi yazidi, vittime di  un vero e proprio genocidio. Gli uomini e gli anziani sono stati trucidati in massa, mentre donne e bambine sono state ridotte a schiave del sesso e vendute sui mercati di Mosul e Raqqa per cifre tra i 5 e i 20 dollari, mentre i ragazzini sono stati arruolati e indottrinati dai miliziani islamisti come bambini-soldato.

La città, dopo diversi tentativi, è stata riconquistata dai peshmerga e dal Pkk il 13 novembre 2015. Negli anni successivi, sono state rinvenute numerose fosse comuni, piene di corpi con  le teste forate dai proiettili sparati alla nuca delle vittime.

Nel 2018, un’attivista yazida, Nadia Murad, è stata  insignita del Premio Nobel per la pace, dopo essere stata rapita e resa schiava sessuale dai miliziani dell’Isis.

Oggi purtroppo, il mondo sembra essersi scordato dei massacri subiti dagli abitanti del campo profughi di Makhmour  e di Sinjar.

Noi, firmatari di questa lettera aperta, Le rivolgiamo un accorato appello affinchè il grido sofferente di queste comunità non resti inascoltato.

Le chiediamo di prestare ascolto, nel corso del Suo viaggio pastorale in Iraq , alle sofferenze di queste popolazioni, visitando le loro povere comunità, e comunque  rivolgendo anche a loro un messaggio di pace, di serenità e di speranza nel futuro.

Grazie !

Alessandria, 25 dicembre 2020

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Ecco le adesioni pervenute finora (15 gennaio 2021):

– Moni Ovadia (attore, drammaturgo, scrittore, compositore e cantante)

– Carlo Petrini (presidente Slow Food)

– Nandino Capovilla (Pax Christi)

– Padre Alex Zanotelli (missionario comboniano)

– Raniero La Valle  (giornalista, politico, intellettuale

– Mario Agostinelli (Presidente Laudato Si)

– Massimo De Vita (regista, direttore Teatro Officina)

– Silvano Molinari (già dirigente industriale)

– Alessandra Mecozzi (Associazione Cultura è Libertà)

– Vittorio Agnoletto (medico, docente universitario, scrittore)

– Raffaele Salinari (medico, Associazione Terres des Hommes)

– Emilio Molinari (Laudato Si)

– Tonio Dell’Oglio (Presidente Pro-Civitate Christiana Assisi

– Luigi Vinci (già parlamentare europeo)

– Silvana Barbieri (Associazione Fonti di Pace)

– Michele Petraroia (Ass. Padre Giuseppe Tedeschi, presidente Anpi Basilicata)

– Laura Schrader (scrittrice)

– Hikmet Aslan (giornalista kurdo in Italia)- Murat Cinar (giornalista turco in Italia)
– Sandra Cangemi (giornalista, educatrice)
– Marina, Lazzati (pedagogista)
– Don Michele Mosa (delegato per il dialogo interreligioso Pavia)
– Anna Miculan (avvocato)
– Susanna Brambilla Pirelli 
– Francesca Tassi (già professoressa associata di genetica Università di Parma)
– Giovanna Cantarella (psicanalista)
– Franco Borghi
– Camilla Boni – Milano
– Biancamaria Manzini – Milano
– Paola Ciardella – Milano
– Mirella De Gregorio – Milano
– Lia Barone – Parma
– Nando Dalla Chiesa – scrittore, sociologo, politico italiano
– Ileana Mortari – già docente di scuola superiore Mantova
– Francesco Sereni – già docente di scuola superiore Mantova
– Amalia Navoni (coordinamento Nord-Sud)
– Nicoletta Ghizzoli (Casa della cultura Milano)
– Giuliano Gasparotto (già docente universitario Pisa)
– Leo Ceglia (sindacalista)
– Margherita Ortuani (executive assistant)
– Maria Grazia Manzoni (già resp. portafoglio clienti Italia)
– Giannella Sanna (già docente di lettere)
– Giovanni Motta (avvocato)
– Arturo Salerni (giurista, avvocato)
– Giomo Conti (già consigliere reg.le Liguria)
– Piero Basso (storico, scrittore)
– Rossana Papagni (docente)
– Giuliana Barbieri (psicologa infantile)
– Carlo Rodini (psicologo, docente Università Cattolica Milano)
– Federico Venturi (scrittore, docente Università degli studi di Perugia)
– Giovanni Russo Spena (giurista, docente universitario, senatore)
– Laura Quagliolo (cooperante Cisda Onlus)
– Raffaele Taddeo (centro culturale multietnico La Tenda)
– Davide Migliorino (tecnico)
– Fausto Toselli (pensionato) Renazzo  (Fe)
– Mirella De Gregorio – Milano
– Marina Grossi (giornalista)
– Michele Papagna (Acea Onlus)
– Gabriella Di Campli (già dirigente Inps)
– Ivanoe Treu (disegnatore progettista)
– Stefano Giussani (dirigente aziendale)
– Roberta Rabino (dirigente aziendale)
– Martina Villa (avvocata)
– Beatrice Giussani (impiegata)
– Alessandro Villa (impiegato)
– Emma Zufellato (già funzionaria di compagnia aerea)
– Maria Luisa Paroni – Sabbioneta (MN)
– Evanna Sangiorgio  (pensionata) Como
– Giancarla Venturelli (volontaria onlus La Tenda)
– Aldo Sachero (medico cardiologo volontario onlus La Tenda)
– Augusta Pasquero (pubblicitaria)
– Don Virginio Colmegna (presidente della Fondazione Casa della Carità “Angelo Abriani”)
– Daniela Padoan (scrittrice, Laudato Si)
– Davide Scaglianti (insegnante)
– Maria Pia Deaniella (già funzionaria di banca)
– Antonella Doria (poetessa)
– Ausilia Magaudda (docente Conservatorio di Milano)
– Alessandro Giudo (tecnico azienda telecomunicazioni)
– Alessandra Chiappini – Ferrara
– Maria Luisa Paroni (Amnisty Int. – Laudato Si)
– Vincenzo Balzani (docente università di Bologna)
– Silvia Pelizza (psicoterapeuta)
– Amadia Fumagalli
– Maria Cristina Pirani (guida turistica)
– Isabella Colonnello (presidente ass.ne Romano Canosa per gli studi storici)
– Anna Falciola (già docente di lettere)
– Franco Borghi
– Fausto Toselli