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MOZIONE IN SOLIDARIETÀ E SUPPORTO ALLA LIBERTÀ ACCADEMICA DELLA COMUNITÀ STUDENTESCA IN IRAN

10 Ottobre 2022

MOZIONE IN SOLIDARIETÀ E SUPPORTO ALLA LIBERTÀ ACCADEMICA DELLA COMUNITÀ STUDENTESCA IN IRAN

IL CONSIGLIO DEGLI STUDENTI dell’Università di Pavia

CONSIDERATE le proteste pacifiche in Iran per la morte di Mahsa Amini, ventiduenne arrestata e picchiata a morte dalla polizia morale perché non stava rispettando le norme iraniane sull’utilizzo dell’hijab;

CONSIDERATI i recenti fatti di violenta repressione delle proteste e manifestazioni, avvenuti in Iran a danno di civili, giornalisti, e soprattutto studenti, studentesse e docenti da parte delle forze di sicurezza della Repubblica Islamica dell’Iran, che in molti casi hanno portato alla morte dei manifestanti;

CONSIDERATI i numerosi arresti di studenti, rappresentanti e membri dei comitati e movimenti studenteschi delle Università iraniane;

CONSIDERATA la sospensione delle lezioni in presenza e il conseguente passaggio alla didattica online da parte di molte Università in Iran;

CONSIDERATA la scomparsa di decine di studenti e studentesse iraniane, di cui si sono perse le tracce a seguito della repressione a opera delle forze di sicurezza della Repubblica Islamica dell’Iran;

CONSIDERATE le proteste che stanno avendo luogo in molte università iraniane, la loro violenta repressione con gas lacrimogeni, proiettili metallici o di gomma e il conseguente utilizzo degli spazi universitari come luogo di detenzione della comunità accademica messi in atto dalle forze di polizia iraniane;

CONSIDERATI gli sconcertanti video che arrivano dalla Sharif University of Technology di Teheran, dove la comunità accademica si trova bloccata all’interno delle mura universitarie;

CONSIDERATO il blocco dell’accesso a internet e dell’utilizzo di piattaforme di messaggistica istantanea avvenuto in Iran negli scorsi giorni a opera della Repubblica Islamica;

VISTE le numerose risoluzioni di condanna delle violazioni dei diritti umani in Iran adottate dal Parlamento Europeo;

VISTA la forte condanna dell’inaccettabile uso di forza per reprimere proteste pacifiche da parte di Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza;

VISTE le prove raccolte da Amnesty International sull’uso illegale da parte delle forze di sicurezza di proiettili, gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e percosse con manganelli per disperdere i manifestanti;

VISTI i documenti che attestano che, il 23 settembre, il comandante delle forze armate nella provincia di Mazandaran ha ordinato alle forze di sicurezza di tutti i paesi e città della provincia di “affrontare senza pietà, arrivando al punto di causare morti, eventuali disordini da parte di rivoltosi e antirivoluzionari”;

VISTA la lista di nomi di studentesse e studenti universitari iraniani di cui non si hanno più notizie da diversi giorni pubblicata sul sito del Global Student Forum;

VISTI l’art.19, l’art. 20 e l’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Universal Declaration of Human Rights), i quali sanciscono rispettivamente il diritto inalienabile alla libertà di opinione e di espressione, il diritto di libera associazione e il diritto all’istruzione;

VISTO l’art. 19 dell’International Covenant of Civil and Political Rights di cui l’Iran è Stato firmatario, il quale sancisce il diritto alla libertà di espressione;

VISTI il comunicato di solidarietà della Rete delle Università italiane per la Pace;

CONSIDERATO il diritto di riunione pubblica e non violenta garantito dalla Costituzione all’art. 17;

CONSIDERATO il diritto di libera espressione, sancito dalla Costituzione all’art. 21;

CONSIDERATO il fondamentale ruolo di ricerca scientifica, diffusione culturale, formazione libera, critica e cosciente di tutti gli studenti e le studentesse che l’Accademia riveste nel tessuto sociale;

CONSIDERATO il ruolo dell’università nella creazione di un ambiente libero da strumentalizzazioni e violenze di ogni genere;

CONSIDERATI i preesistenti programmi nazionali di protezione per gli studenti a rischio, sui modelli esistenti già in Norvegia, Germania e in Polonia;

ESPRIME solidarietà alla comunità studentesca iraniana che in questi giorni sta protestando per veder riconosciuta la propria libertà e a studentesse e studenti iraniani iscritti nei corsi del nostro Ateneo e condanna la violenza e la repressione che continuano ad essere perpetrate contro la comunità accademica da parte delle autorità iraniane, anche all’interno degli spazi universitari; esprime inoltre la propria condanna per il mancato rispetto dei diritti umani da parte della Repubblica Islamica dell’Iran, con particolare attenzione al mancato rispetto della libertà d’opinione e d’espressione e della libertà d’associazione, fondamentali per qualsiasi istituzione universitaria o accademica.

CHIEDE che il Senato Accademico si esprima con netto dissenso rispetto alle violenze che continuano ad essere perpetrate in atti di repressione studentesca in Iran, che condanni l’utilizzo degli spazi universitari come luogo di detenzione della comunità accademica, che si schieri a difesa dei diritti umani, della democrazia e della libertà accademica nel Paese e chieda che l’Italia porti la questione davanti agli organi internazionali competenti;

che l’Ateneo si impegni per garantire un rientro sicuro a tutti i componenti della comunità accademica che eventualmente si trovino in mobilità internazionale in Iran;

che, attraverso l’interlocuzione con il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Magnifico Rettore si faccia carico di sollecitare un’attenzione specifica del Governo Italiano e delle Istituzioni Europee nel monitorare la situazione di coloro che sono attualmente reclusi nelle carceri iraniane o risultano scomparsi, con particolare attenzione alla popolazione universitaria iraniana, esercitando pressione per il rilascio di tutti gli studenti o docenti universitari arrestati a causa dell’espressione del proprio dissenso;

che l’Ateneo sostenga l’istituzione di un numero di borse di studio volte all’ingresso in Italia della comunità studentesca, delle ricercatrici e ricercatori provenienti dall’Iran che non dovessero più avere la possibilità di continuare i loro studi nel proprio Paese, seguendo l’esempio di altre Università europee e del progetto Students at Risk (StAR). In questo senso, è possibile ipotizzare la realizzazione di un bando unificato per gli studenti ucraini, afghani e iraniani integrando le risorse e la delibera approvata dal Consiglio di Amministrazione il 27 settembre;

che l’Ateneo, in accordo con l’Ente per il Diritto allo Studio, indaghi sulla disponibilità di garantire vitto e alloggio alla comunità accademica iraniana nelle proprie strutture;

che il Magnifico Rettore si faccia portavoce di questa condanna delle violente repressioni delle proteste in Iran e delle misure di solidarietà intraprese dall’Ateneo all’interno della CRUI.

 
Firmatari della mozione
Simone Agutoli
Massimiliano Farrell