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RIFONDAZIONE: PERCHÈ DOBBIAMO FERMARE SUBITO QUESTA GUERRA

18 Maggio 2022

La guerra porta guerra; la guerra porta distruzione, violenza, perdite; la guerra uccide e fa morire. Porta anche migrazioni, le donne pagano un prezzo altissimo e il loro corpo diventa bottino di guerra.  La guerra, tutte le guerre, sono figlie del patriarcato e di logiche di mercato.

Come Christa Wolf faceva dire a Cassandra “Tra uccidere e morire c’è una terza via, vivere”

Non tutto finisce quando termina una guerra perché, al termine del conflitto, oltre all’opera di ricostruzione dei luoghi, comincia un altro percorso necessario ma ancora più difficile da realizzare: quello di una ricostruzione dei pensieri e dei rapporti tra le comunità.

Nessuno sta lavorando per la pace: continuiamo ad inviare armi, finanziamo gli eserciti e la maggioranza dei pensieri è orientata alla vittoria dell’Ucraina e non ad un accordo tra le parti. Le parole recenti del segretario generale della Nato Stoltenberg ne sono una conferma: “l’Ucraina può vincere questa guerra”. Non solo queste parole sono un chiaro incentivo a continuare le ostilità, ma anche l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato di certo non faciliterà la distensione e potrebbe mettere in pericolo l’intera Europa.

Altrettanto grave è il fatto che il Presidente del Consiglio dei ministri Draghi sia andato da Biden senza passaggio parlamentare e che la lista degli argomenti trattati in questo incontro sia secretata.

QUALCHE EFFETTO DELLA GUERRA

Avremo un autunno difficile con povertà che aumenteranno e una probabile crisi economica e sociale. Aumenteranno anche i profughi per fame perché dall’Ucraina, che è il granaio di tutti, non sta arrivando più il grano.

Le conseguenze già si fanno sentire sulla nostra economia, dove i rincari già attuati sul fronte energetico sono stati estesi anche a quello alimentare con aumenti dal 20 al 30%. Questo andamento sta trovando riscontri anche nel resto del mondo, dove le economie più fragili stanno già entrando in crisi.

In Iran ci sono state proteste di massa contro l’aumento dei prezzi, il governo ha aumentato i prodotti a base di farina del 300%, ha aumentato i prezzi dell’olio vegetale e dei prodotti lattiero-caseari.

L’India, l’altro paese granaio, per garantire la sicurezza interna ha sospeso le esportazioni di grano, facendo così vacillare le speranze occidentali di poter sostituire il rifornimento dall’Ucraina.

L’Africa, già con gravi problemi alimentari e un tasso di povertà elevato moltiplicherà i poveri e farà scoppiare altre guerre interne che produrranno profughi.

Avremo quindi un aumento di situazioni di povertà e necessità: quelle interne e quelle che arriveranno

Bisogna lavorare affinché l’obiettivo sia di fermare la guerra e non quello di vincerla e quindi dobbiamo costruire una grande movimento per la pace che sappia includere allo stesso tempo anche il tema sociale.

Basta guerre. No all’aumento di spese militari. Disarmo totale. Più soldi per sanità, scuola, lavoro.

Milano, 18 maggio 2022

Fabrizio Baggisegretario regionale

Giovanna Cardarelliresponsabile regionale internazionalismo

Partito della Rifondazione Comunista /Sinistra Europea – Lombardia

RIFONDAZIONE: AFGHANISTAN E ORA TOCCA AL BURKA

Lo scorso 7 maggio, il leader supremo dei talebani Hibatullah Akhundzada, ha reso obbligatorio per le donne l’uso del Burka, da lui ritenuto tradizionale e rispettoso, tutte le volte che si mostreranno in pubblico ma soprattutto davanti ad un uomo che non appartenga alla famiglia. Si ritorna indietro di vent’anni come nel precedente periodo talebano, si ritorna nel medioevo più oscuro, le donne provocano, sono portatrici di turbamenti anche solo se mostrano il viso.

Dopo che alle donne sono state vietate l’istruzione e il lavoro (persino alle vedove), dopo il divieto di viaggiare da sole per lunghe distanze (oltre i 72 kilometri), quello di partecipare alle feste anche quelle familiari, dopo  l’imposizione di  coprire il capo ora le si vuole nascondere completamente, renderle dei fantasmi e si aggiunge che dovranno rimanere chiuse in casa e uscire solo se avranno compiti importanti da svolgere pena condanne che prevedono anche il carcere.

Cosa ci si poteva aspettare da questo governo misogino e brutale?  Lo chiediamo a chi ha sostenuto la trattativa di Doha dicendo che i talebani erano cambiati. Lo chiediamo a chi è insensibile a tutto quello che sta succedendo in Afghanistan, lo chiediamo a chi è indifferente alle condizioni disumane riservate delle donne, a chi non si indigna per tutto questo, lo chiediamo al Governo, al Parlamento e al Ministro degli esteri che non spendono una parola su tutto quello che, anche loro, hanno permesso succedesse facendo ritornare i talebani in Afghanistan. Lo chiediamo a loro che in vent’anni di presenza nel paese non hanno provveduto alla sua ricostruzione e chiediamo alle forze democratiche di Sinistra di prendere posizione e di agire per portare l’attenzione tutto questo.

Non lasciamo le donne afghane da sole, tutte quelle donne che nel pericolo hanno continuato a manifestare e che per questo sono scomparse, sono state arrestate e qualcuna anche uccisa.

Non riconosciamo quel regime che brutalizza le donne, che calpesta i loro diritti, che utilizza la sharia per governare, sosteniamo le forze democratiche che esistono e che a fatica continuano a ribellarsi e a lottare.

Si istituisca, in collaborazione con le forze democratiche europee e afghane, un Osservatorio speciale per il monitoraggio delle violazioni e dei diritti umani che documenti le continue violazioni

Non rimaniamo in silenzio, mobilitiamoci, lo dobbiamo a tutte le donne afghane.

Milano, 10 maggio 2022

Fabrizio BaggiSegretario regionale

Giovanna CardarelliResponsabile Regionale Internazionalismo

Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea – Lombardia