24 Gennaio 2024
GIOVANNI GREGORIO
La missione “aspides” decisa da alcuni paesi europei Italia, Francia e Germania e approvata dalla commissione europea è una palese violazione dell’ art.11 della nostra Costituzione. Infatti con la scusa di una iniziativa militare atta a tutelare la navigazione nel Mar Rosso, di fatto si inviano contingenti navali in una zona di guerra.
Già la flotta anglostatunitense è in quelle acque per compiere raid missilistici ed aerei su infrastrutture di un paese terzo: lo Yemen.
Di sicuro l’ invio di altre navi militari costituisce una ulteriore escalation nel quadro mediorientale.
Si fa credere alle opinioni pubbliche di voler difendere il libero transito di navi mercantili da attacchi “terroristici” fatti dagli Houthi. Questi ultimi sono membri di una organizzazione politico militare, Ansarallah (Partigiani di Dio), che di fatto governano il territorio del vecchio Yemen del Nord, dopo aver vinto un longo conflitto civile contro una coalizione guidata da Arabia Saudita e Emirati con chiaro sostegno USA.
Ansarallah ha dichiarato di voler impedire con uso di droni e missili che navi israeliane o che portano merci da o per Israele, transitino dallo stretto di Bab al Mandab per costringere quello stato criminale a cessare il genocidio a Gaza. Dopo l’ intervento statunitense sono colpite anche le loro navi.
Per tutelare la navigazione in quelle acque basterebbe fare pressioni per fare cessare il massacro dei palestinesi.
Queste missioni militari non hanno nessun avvallo dell’ ONU e sono un sostegno diretto allo stato di Israele.
La missione Aspides è di fatto “il diritto di difendere le navi” in termini militari.
Dietro la retorica dei “diritti umani”, fra il denaro e la vita dei bambini, la bilancia pende sempre a favore del primo.
