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Vigevano: «I blackout elettrici non sono casi isolati, l’infrastruttura è ormai al collasso»

3 Luglio 2026

Fonte: L’Informatore vigevanese https://www.informatorevigevanese.it/attualita/2026/07/03/news/i-blackout-elettrici-non-sono-casi-isolati-l-infrastruttura-e-ormai-al-collasso-568911/

Bruno Ansani

La posizione dell’associazione Sostenibilità Equità Solidarietà sui casi registrati nelle ultime settimane.

VIGEVANO – I continui blackout che stanno colpendo diverse zone di Vigevano «non sono incidenti isolati o semplici problemi di attualità legati al meteo. Sono il risultato diretto di anni di immobilismo politico e di scelte urbanistiche che hanno profondamente cambiato la città senza adeguarne le infrastrutture vitali. Come associazione interveniamo con forza nel dibattito locale per denunciare come la crisi energetica odierna sia un fatto consolidato, ampiamente prevedibile e dovuto a fattori strutturali precisi». 

Secondo l’associazione Sostenibilità Equità Solidarietà «la città è cambiata e il carico energetico è insostenibile». Ma quali sarebbero, secondo l’associazione, le trasformazioni radicali che hanno messo in crisi l’“ultimo miglio” della rete elettrica cittadina? Ecco un elenco schematico.

  • Boom demografico nei quartieri: Il Piano Regolatore del 2005 ha aumentato in modo sproporzionato le possibilità di edificabilità, concentrando nuova popolazione in zone precedentemente poco urbanizzate.
  • Grande distribuzione fuori controllo: I supermercati e i poli commerciali sono aumentati in modo esponenziale, spesso autorizzati tramite varianti di piano in aree dove l’edificabilità non era nemmeno prevista.
  • Nuove abitudini di consumo: I cittadini si difendono dal caldo estivo e dal freddo invernale con condizionatori di nuova generazione, provocando un aumento verticale della richiesta di energia.
  • Edifici pubblici energivori: Il patrimonio immobiliare del Comune continua a registrare sprechi enormi a causa dei mancati investimenti in efficienza energetica.

Intervenire per evitare il collasso della rete era possibile, afferma SES, «ma la politica locale ha ignorato ogni proposta. In fase di autorizzazione delle varianti urbanistiche, sarebbe bastato imporre alla grande distribuzione l’autonomia energetica tramite pannelli solari sui tetti e sui parcheggi. Un’occasione persa, nonostante le forti pressioni da parte nostra. Allo stesso modo, il Comune ha sprecato l’occasione storica dei fondi PNRR, che avrebbero dovuto digitalizzare e potenziare le reti e gli edifici pubblici. I casi di tre anni fa – con il fine vita della centralina di via Ceriotti che lasciò al buio corso Torino, viale dei Mille e corso Genova per tre giorni, seguito dal guasto in corso Milano nel quartiere Pietrasana – erano i chiari sintomi di una rete al collasso. Enel fu costretta a installare enormi generatori d’emergenza, ma da allora nulla è cambiato».

«Non accettiamo più lo scaricabarile delle varie parti politiche che oggi si dicono preoccupate, ma che quando hanno amministrato o stavano all’opposizione non hanno mosso un dito, sordi alle nostre proposte – dichiara il portavoce Massimo Gallina – Per questo motivo, chiediamo al nuovo sindaco e alla giunta di attivarsi con dei monitoraggi energetici e chiedere un tavolo urgente a Enel Distribuzione per pretendere un cronoprogramma pubblico e trasparente di rifacimento delle cabine elettriche obsolete».