Acerbo/Galieni (Prc-S.E.): il Porraimosh, lo sterminio di rom, sinti e camminanti, riguarda anche noi, ieri come oggi.

La giornata di oggi 8 aprile non verrà ricordata da molti, troppi rimorsi e timore di perdere consenso.

È la giornata internazionale, per ricordare i popoli rom, sinti e camminanti, il porraimosh, lo sterminio praticato durante il nazismo di almeno 500 mila persone uccise, ma anche le infinite discriminazioni e ingiustizie che i sopravvissuti subiscono ancora oggi.

A chi in malafede o per ignoranza, continua a equiparare nazismo e comunismo andrebbe anche oggi ricordato che anche le esperienze peggiori dello stalinismo non hanno mai contemplato e praticato stermini in nome di una purezza etnica.

Quanto farebbe bene ad un mondo che si auto condanna alla distruzione, il loro sterminato patrimonio culturale, il rifiuto verso ogni guerra, il rifiuto di farsi nazione, di darsi confini.

Un patrimonio non compatibile con le rivoluzioni industriali, con la produzione capitalistica, con le catene del lavoro salariato.

Nessuna mitizzazione ma se invece di allontanarci ogni volta che vediamo una o uno di loro, invece di credere alle leggende nere create dal peggiore dei razzismi, invece che accettare passivamente uno sgombero, una pratica di esclusione, imparassimo ad ascoltare.

Scopriremmo forse un mondo migliore da immaginare, praticheremmo l’incontro e la convivenza come strumento di conflitto.

E mai come in quest’anno di pandemia, come Rifondazione Comunista, come partito e non solo come solidali, ci sentiremmo più vicini a chi ha subito nei secoli persecuzioni mai narrate in pieno.

Il porraimosh, è parte della storia buia di questo paese e di questo continente.

I comunisti non dimenticano

Maurizio Acerbo, segretario nazionale

Stefano Galieni, responsabile immigrazione PRC-S.E.