EMILIANO RUBBI
Immaginate che, sull’isoletta sulla quale vivete, la mortalità infantile sia più bassa che negli Stati Uniti, immaginate che su quell’isoletta nessuno muoia di fame e il popolo abbia il diritto di poter studiare gratuitamente e di usufruire della sanità pubblica, diversamente da quanto accade in tutti i paesi vicini.
Immaginate che, mentre gli altri spedivano soldati e carri armati in giro per il mondo ed “esportavano la democrazia” a forza di bombe, la vostra isoletta mandasse medici e infermieri.
E adesso immaginate che l’isola sulla quale vivete sia sotto embargo da sessant’anni per volontà del paese militarmente più forte del mondo.
La maggior parte della popolazione non era neanche nata, prima dell’embargo.
Poi è arrivato il Covid.
E la vostra isoletta ha spedito medici e infermieri anche in posti lontanissimi, come l’Italia, per aiutare quelli che, in quel momento, se la stavano passando peggio.
Immaginate che, per l’ennesima volta, poco più di un mese fa ci sia stata una votazione all’Onu in cui si chiedeva di rimuovere l’embargo, e in quella votazione ci siano stati solo due voti contrari, ma sufficienti ad annullare il provvedimento: quello di Israele e quello degli USA.
Adesso immaginate che sulla vostra isoletta, ultimamente, il Covid abbia colpito fortissimo.
Ma immaginate anche che, con una sanità sotto embargo e con una popolazione numericamente paragonabile alla Lombardia, la vostra isoletta sia comunque riuscita a produrre autonomamente non un vaccino, ma due: “Abdala” e “Soberana 2”.
E adesso immaginate che, in piena pandemia, quei vaccini non possano essere utilizzati, perché mancano le siringhe.
E immaginate che nessuno ve le possa mandare, quelle siringhe, perché qualsiasi paese che lo facesse incorrerebbe in sanzioni da parte degli Stati Uniti.
Immaginate che una superpotenza abbia così tanta paura di voi e di quello che rappresentate da voler ridurre allo stremo la vostra popolazione, pur di convincerla a ribellarsi.
Immaginate che quella superpotenza, quella degli “esportatori di democrazia”, abbia supportato e appoggiato, negli anni, le più feroci dittature del pianeta, ma di voi abbia ancora una paura fottuta.
E immaginate che faccia di tutto, da anni, per convincere il vostro popolo a scendere in piazza e destituire il governo.
E tutto questo sulla vostra pelle e su quella di chi vi sta accanto, giocando a Risiko con le vostre vite.
Immaginate che degli scontri di piazza violenti, gli stessi scontri che possono essere avvenuti negli USA durante le proteste per l’assassinio di George Floyd, o in Italia durante il G8, diventino istantaneamente un motivo per istigare l’intera opinione pubblica globale contro la vostra isoletta.
E adesso immaginate che nessuno abbia detto nulla della manifestazione successiva, in cui la gente è scesa in piazza per supportare il governo.
E immaginate di dover spiegare il perché di tutto questo a un mondo che, ormai, non si chiede neanche più perché, nonostante siate sotto embargo da 60 anni, ve la passiate comunque infinitamente meglio del 99% dei paesi che vi stanno accanto.
Immaginate di vivere a Cuba.
