BUON PRIMO MAGGIO. NIENTE DA FESTEGGIARE

MAURIZIO ACERBO

Nell’augurare buon #PrimoMaggio 2021 a tutte le lavoratrici e i lavoratori, soprattutto a quelle/i che il lavoro lo hanno perso o non lo trovano, non possiamo nasconderci la desolante situazione del nostro paese.

Persino per affrontare il covid si è fatto ricorso in molte regioni alle agenzie di lavoro somministrato. E anche il Primo Maggio iper e supermercati saranno aperti dimostrando quanto poco rispetto abbia la nostra classe dirigente per lavoratrici e lavoratori del commercio che sono stati quotidianamente esposti al rischio.

I dati ci dicono che sono cresciute le disuguaglianze negli ultimi decenni di politiche condivise da centrodestra e centrosinistra che oggi con Draghi, ieri con Monti, nei momenti determinanti disvelano il gioco truccato del bipolarismo.

Dal 1995 al 2016 la percentuale della ricchezza dei 25 milioni di italiani più poveri è passata dall’11,7 al 3,5%, quella dei 50.000 più ricchi dal 5,5 al 9,3%.

Se l’Italia ha pagato durante la pandemia un prezzo altissimo in termini di vite umane lo si deve anche ai tagli alla sanità. E non può essere dimenticato che per subalternità al padronato non si è scelta una strategia di chiusure seria e in provincia di Bergamo non è stata istituita una zona rossa con conseguenze gravissime.

Neanche la pandemia ha spinto a un ravvedimento operoso le forze politiche oggi riunite intorno al banchiere Draghi che ha presentato un PNRR che è una presa in giro sul piano dell’ambiente e della giustizia sociale.

Non ci sono i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori nelle riforme annunciate. Non c’è la riduzione dell’orario di lavoro. Non c’è un piano per il lavoro eppure abbiamo almeno un milione di dipendenti in meno nel settore pubblico rispetto agli altri paesi. Non c’è il salario minimo orario per legge nel paese dei bassi salari. Non c’è una legge come quella spagnola che ha sancito che i rider sono lavoratori subordinati punto e basta. Non c’è un reddito di base dignitoso oltre l’emergenza. Non c’è la fine delle esternalizzazioni. Non c’è l’abrogazione delle leggi di precarizzazione del lavoro. Nemmeno una norma contro le false cooperative. Non c’è almeno una modifica della legge Fornero. Non c’è una riforma fiscale che faccia pagare più tasse ai ricchi per dirla con Bernie Sanders e Ocasio Cortez. Non c’è nemmeno una vera risposta a lavoratrici e lavoratori migranti presi in giro con una regolarizzazione poco seria, Tantomeno un piano per la ricostruzione dello stato sociale e del ruolo del pubblico dopo decenni di tagli e privatizzazioni.

C’è la prosecuzione del neoliberismo con più spesa pubblica ma in soccorso delle grandi imprese. Persino Biden è più a sinistra del PD.

In questo Primo Maggio non c’è nulla da festeggiare.

Rimbocchiamoci le maniche per ricostruire una sinistra che sia espressione delle classi lavoratrici, strumento di lotta e organizzazione, autonoma e alternativa rispetto a chi prosegue sulla strada delle politiche neoliberiste.

Maurizio Acerbo

Per il primo maggio diretta con lavoratrici e lavoratori di tutta Italia sulla pagina facebook e il canale you tube del Partito della Rifondazione Comunista a partire dalle ore 10.