22 Maggio 2026
A pochi giorni da oggi, moltə cittadinə in tanti comuni in Italia saranno chiamatə alle urne per esprimere un’opinione, un giudizio, una volontà politica, un gesto che è “diritto e dovere”.
Secondo l’Enciclopedia Treccani, votare significa “manifestare la propria volontà”, “impegno o promessa di compiere una determinata azione, di fare o non fare qualcosa”. Votare dunque è atto potenzialmente forte, prorompente, che può rivoluzionare le cose, creando un vincolo profondo, politico e morale, tra chi esprime una preferenza specifica e coloro che sono stati designati per gestire e rappresentare una comunità intera.
I dati degli ultimi decenni in Italia, in quasi tutte le aree del nostro paese, dimostrano il contrario: l’astensionismo sta diventando un dato rilevante, anche in momenti come le elezioni amministrative, dove i candidati sindaci e consiglieri dovrebbero essere parte integrante della comunità votante.
Secondo i dati Istat, l’affluenza elettorale a Vigevano negli ultimi vent’anni è passata dal 75,77% del 2000 al 57,64% nel 2020, non il dato più basso registrato in città per delle elezioni comunali.
Perciò risulta evidente che anche nella nostra città, una parte sempre più importante di vigevanesi non sembra più credere nel senso del voto. Forse schiacciati da quelle “piccole miserie” che offuscano il giudizio, chi per un lavoro opprimente, una paga insufficiente ad arrivare a fine mese, chi da servizi inesistenti, chi dall’angoscia per il presente e chi per il futuro. L’impressione che tutto resti uguale e nulla si possa cambiare. Rinunciando quindi a un diritto, venendo meno a un dovere, alimentando un processo che svuota, deresponsabilizza, allontana, fa il gioco di quei pochi che stanno prosciugando risorse, diritti e spazi dei molti.
Il senso di votare sembra apparentemente perduto. Che senso ha votare in un paese dove non cambia niente? Cosa serve con una classe politica sorda, cieca, opportunista? Perché votare? La rabbia e frustrazione quotidiana lascia spazio alla rassegnazione, che diventa rinuncia, sottomissione silente e passiva.
Dobbiamo spezzare questo meccanismo. Non abbiamo più diritto di crogiolandoci nel nostro privilegio
di non prendere una posizione, di fare poco, a volte nulla. Noi vogliamo più rabbia. Una rabbia costruttiva, nel fare, nella pratica, per occupare e riprenderci i nostri spazi con i nostri corpi, usando tutte le nostre possibilità. Il voto, anche se non sembra, è una di queste.
Per questo votiamo.
Noi ci stiamo provando. Non possiamo più stare zittə, quando la città diventa ogni giorno sempre più un groviglio di paure, violenze e insicurezze, una città desolata pronta a esplodere. Non possiamo più stare a guardare arretrare i nostri diritti, di libertà di pensare, di manifestare, di tuttə,. Questo è lasciare tutto a quei pochi che stanno bruciando il pianeta.
Per questo votate.
Cogliamo l’occasione per ringraziarvi tuttə di averci letto, ascoltato, scritto, condiviso e aiutato.
Il nostro progetto non finisce con le elezioni.
Vigevano Bene Comune vi aspetta con nuove iniziative, nuovi eventi, già da giugno.
Intanto, andate a votare. Buone elezioni a tuttə.
VIGEVANO BENE COMUNE – RIFONDAZIONE


